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Coniche

Coniche

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Le conicheLaura Citrini
- 1 -
Le coniche
Lo studio delle curve piane chiamate
coniche
, e cioè le
ellissi
, le
 parabole
e le
iperboli
, risaleall'antichità. Un’analisi pressoché completa delle proprietà di tali curve è redatta dall'altro grandematematico greco, dopo Euclide e Archimede: Apollonio di Perga (circa 262-190 a. C.).Nella sua opera
Sezioni coniche
 Apollonio definisce le coniche comele curve ottenute dall'intersezione diun cono circolare retto infinito conun piano; le diverse inclinazioni delpiano generano le diverse coniche.Più precisamente: sia data nellospazio una circonferenza
Γ 
di centro
O
, e la retta
a
perpendicolare alpiano di
Γ 
e passante per
O
. Sia
unpunto della retta
a
distinto da
O
, e
P
 un punto della circonferenza
Γ 
.Mentre
P
varia su
Γ 
, la retta
VP
descrive nello spazio una superficieche chiamiamo
cono infinito
(o semplicemente
cono
).Il punto
è detto
vertice
del cono, la retta
a
èl'
asse
del cono, le rette
VP
, al variare di
P
sullacirconferenza, sono dette
generatrici
del cono.Indichiamo con
θ
l'angolo acuto formato dall'assedel cono con una generatrice.Se intersechiamo la superficie del cono con unpiano
α
, non passante per
, otteniamo curvediverse a seconda dell'inclinazione di
α
rispetto all'assedel cono. Più precisamente: sia
n
il versoreperpendicolare al piano
α
, e sia
φ
l'angolo acutoformato dal piano
α
con la retta
a
, cioè ilcomplementare dell'angolo formato da
n
con la retta
a
.Se
φ
è un angolo compreso tra
θ
e 90°, allora la curvache si ottiene dall'intersezione di
α
con il cono infinitoè una curva chiusa chiamata
ellisse
. Nel casoparticolare
φ
=90°, cioè se
α
è perpendicolare all'assedel cono, si ha una circonferenza.Se
φ
=
θ
allora si ottiene una curva illimitata chiamata
 parabola
.Se
φ
è un angolo compreso tra 0 e
θ
si ottiene unacurva composta da due rami illimitati, chiamata
iperbole
(si pensi ad esempio all'iperbole ottenuta dalgrafico dell'equazione
 y=
1/ 
 x
).Le
Sezioni coniche
di Apollonio testimoniano laraffinatezza raggiunta dalla matematica greca nel IIIsecolo a. C.
 
 
Le conicheLaura Citrini
- 2 -
Per esempio Apollonio dimostra un'interessanteproprietà che è comune a tutte le coniche.Illustriamo tale proprietà per l'ellisse: se sitracciano tutte le corde parallele a una direzionedata, i punti medi di tali corde appartengonotutti ad una stessa retta
, detta
diametro
dellaconica. Nel caso dell'ellisse della figura la retta
 AB
è il diametro relativo alle corde tracciate.Se ora si tracciano le corde parallele al diametro
, i punti medi di talicorde appartengono tutti ad una retta
d' 
, detta
diametro coniugato
della retta
che ha la stessadirezione delle corde tracciateinizialmente; ogni diametrobiseca le corde parallele alproprio diametro coniugato; il punto di intersezione tra ognicoppia di diametri coniugati è il
centro
(centro di simmetria)dell'ellisse. L'ellisse ha due assi di simmetria, che sono i diametri tra loro coniugati e
 perpendicolari
, e che si intersecano nel centro dell'ellisse.Nel caso di un'iperbole, che è formata da due rami, le corde possono essere interne, cioè contenutein un ramo, o esterne, cioè tra i due rami. Il diametro relativo alle corde interne non ha punti diintersezione con l'iperbole, e il suo coniugato interseca l'iperbole in due punti ; anche per l'iperboleil punto di intersezione tra ogni coppia di diametri coniugati è il
centro
dell'iperbole. Come perl'ellisse i due assi di simmetria sono i diametri tra loro coniugati e perpendicolari .Nel caso della parabola un diametro, cioè il luogo dei punti medidelle corde aventi una data direzione, è una retta parallela all'assedi simmetria della parabola. In questo caso le corde parallele aldiametro trovato non hanno lunghezza finita, non è quindipossibile costruire il diametro coniugato, e nemmeno il centrodella parabola.Apollonio dimostra inoltre che la retta tangente ad una conica inun punto
P
(cioè la retta che ha con la conica il solo punto
P
diintersezione) è strettamente legata alla proprietà precedente;qualunque sia la conica, per
P
passa un diametro, che è il luogodei punti medi di un insieme di corde parallele: la retta tangente in
P
alla conica è la retta parallela a tali corde.
  a  s  s  e   d   i  s   i  m  m  e   t  r   i  a   d   i  a  m  e   t  r  o
 
 
Le conicheLaura Citrini
- 3 -
Osservazione
: Quando in matematica è possibile dare diverse definizioni, tutte equivalenti, di unostesso oggetto, allora significa che quell’oggetto può essere caratterizzato in molti modi, e quindipossiede molte proprietà. Questo è ciò che accade per le coniche, di cui sono possibili quattrodefinizioni diverse:
 
come intersezioni tra un piano e un cono infinito (che è la prima definizioni che abbiamodato),
 
come luoghi di punti per i quali è costante la distanza da un punto e da una retta,
 
come luoghi dei punti per i quali è costante la somma, oppure la differenza da due punti dati(per l’iperbole e per l’ellisse),
 
come luoghi di punti le cui coordinate soddisfano un’equazione di secondo grado.Vedremo ora come utilizzare le altre definizioni.
Le coniche come luoghi di punti
Lo studio della geometria piana è lo studio delle proprietà delle figure geometriche, ciascuna dellequali è definita come un sottoinsieme del piano, o anche come un luogo, cioè l'insieme, dei puntidel piano che soddisfano determinate proprietà. Più precisamente in
luogo geometrico
(o piùsemplicemente
luogo
) è l'insieme di
tutti e soli
i punti che soddisfano una data proprietà.Abbiamo già visto, per esempio, che la retta passante per un punto
P
(
 x
0
,
 y
0
) e che ha la direzionedel vettore
v
=
ba
è il luogo dei punti
 X 
(
 x
,
 y
) del piano tali che il vettore
PX 
risulti proporzionaleal vettore
v
, cioè per cui risulta
PX 
=
v
. In modo analogo la retta passante per
P
e perpendicolare alvettore
w
=
c
è il luogo dei punti
 X 
del piano tali che il vettore
PX 
sia perpendicolare a
w
, cioèper cui sia
PX 
w
= 0.Dal punto di vista analitico, la seconda delle due caratterizzazioni della retta corrisponde adun'equazione di primo grado nelle variabili
 x
e
 y
che individuano il punto generico del luogo, laprima invece corrisponde ad un sistema lineare di due equazioni con un parametro
:In generale, per determinare le equazioni (o disequazioni) che individuano un luogo, si considera ilgenerico punto
 X 
(
 x
,
 y
) di coordinate variabili e si impongono alle coordinate le condizionialgebriche che traducono le proprietà caratterizzanti i punti del luogo stesso.Un luogo di punti, nel piano, può essere rappresentato in vari modi, mediante equazioni di gradoopportuno nelle due variabili
 x
e
 y
, o con disequazioni, o con sistemi di equazioni e disequazioni,con o senza parametro.È anche possibile definire luoghi di punti per via geometrica, cioè mediante costruzioni, peresempio fatte con righe compasso.Osserviamo che, considerati due luoghi
F
1
e
F
2
caratterizzati mediante equazioni, disequazioni osistemi di equazioni o disequazioni, il luogo dei punti del piano
 
intersezione dei due luoghi
F
1
F
2
 è caratterizzato dal sistema di tutte le equazioni o disequazioni che individuano i due luoghi;l'intersezione peraltro può essere vuota.È più complesso caratterizzare l'unione di due luoghi
F
1
e
F
2
, a meno che ciascuno non siaindividuato da una sola equazione:
F
1
:
ƒ
1
(
 x
,
 y
) = 0 e
F
2
:
ƒ
2
(
 x
,
 y
).In questo caso, per la legge di annullamento del prodotto, l'unione è individuata dal prodotto delledue equazioni:
ƒ
1
(
 x
,
 y
)
⋅ƒ
2
(
 x
,
 y
) = 0

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