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Teresa de Los Andes. Diario. (en Italiano)

Teresa de Los Andes. Diario. (en Italiano)

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12/04/2012

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Teresa de los Andes
Fonte:
 
Prefazione
La piccola Teresa del CilePrima Santa Cilena
"
 Fin da piccola mi dicevano che ero la pi
ù
carina dei miei fratelli. Io mi rendevo contodi questo. Ma queste stesse parole me le ripetevano quando ero gi
à
pi
ù
grande, dinascosto della mamma. Solo Dio sa quanto mi
 è
costato distruggere questo orgoglio ovanit
à
che s'impadron
ì
del mio cuore quando fui pi
ù
grande
"
 "DIO
È
GIOIA INFINITA" 
Nel suo viaggio in Cile, all'inizio di aprile del 1987, il Papa proclamava beata una"ragazza quotidiana", una cristiana di tutti i giorni: Giovanna. E nella primavera del1995 a Roma la dichiarava Santa.Ragazza ordinaria, diciamo, pur sapendo che nella sua terra e in tutta l'AmericaLatina
è
conosciuta molto (ogni mese circa 200 mila persone vanno al suo Santuario)anche come "la piccola suora carmelitana". Infatti dalla scheda biografica chepresentiamo sotto, risulta che ha passato gli ultimi undici mesi di vita in un CarmeloTeresiano e, non ancora terminato l'anno canonico del Noviziato, ha "anticipatamenteemesso i voti religiosi per poi morire di tifo neppur ventenne, il 12 aprile 1920:era infatti nata il i 5 luglio 1900 a Santiago.Iniziando a 15 anni il suo Diario e dedicandolo a una suora che era sua professoressae guida spirituale, ella, Juanita di battesimo, Teresa nella vita religiosa, scriveva:"Lei crede che s'imbatter
à
con una storia interessante. Non voglio che s'inganni... Lastoria della mia anima si riassume in due parole: soffrire e amare".
 "LA PI
Ù
CARINA" 
Era abbastanza distaccata, si direbbe, e quasi troppo lucida questa giovinettaquindicenne. "Fin da piccola mi dicevano che ero la pi
ù
carina dei miei fratelli. Io mirendevo conto di questo. Ma queste stesse parole me le ripetevano quando ero gi
à
pi
ù
 grande, di nascosto della mamma. Solo Dio sa quanto mi
è
costato distruggere questoorgoglio o vanit
à
che s'impadron
ì
del mio cuore quando fui pi
ù
grande".Bisogna dar atto a questa giovinetta che certi valori la devono aver convinta davvero,dal momento che si
è
impegnata a rinunciare ad "apparenze cosi importanti perqualsiasi donna. E bisogna accettare allora anche il resto delle sue confidenze, scrittesempre nel primo dei sei quaderni del Diario all'et
à
dei suoi quindici anni cruciali."Ero di carattere timido, di cuore molto sensibile. Piangevo per un nulla. Per
ò
ero ditemperamento dolce: non mi arrabbiavo mai con nessuno". Era una giovane comune,insomma, e nel contempo una ragazza dotata e quasi privilegiata.
 
La svolta della vita di Juanita avvenne con la Prima Comunione dell'11 settembre1910. Infatti, facendo un primo bilancio da quindicenne, scrive: "La mia vita si dividein due periodi pi
ù
o meno dell'et
à
della ragione sino alla Prima Comunione; e dallaPrima Comunione in poi. O meglio, sar
à
sino all'approdo della mia anima al porto delCarmelo. Ges
ù
mi colmo di favori tanto nel primo quanto nel secondo periodo".
 "DESIDEROSA DI CAREZZE" 
 A 13 anni Juanita
è
come tutte le sue coetanee, e forse un po pi
ù
... uguale: resistealla voce del Signore e, specialmente quand
ò
s'ammala di difterite, cos
ì
desiderosa dicarezze che non potevo stare sola". Nella sua solitudine di adolescente, per
ò
, non lesuccede solamente di piangere, ma anche di sentirsi invitata interiormente da Cristo"a tenergli compagnia nel Tabernacolo. Fu allora che mi diede la vocazione... In queltempo non vivevo pi
ù
in me stessa, ma era Ges
ù
a vivere in me".Torna il pericolo di una morte improvvisa (ormai non pi
ù
tanto desiderata), inseguito a una sciocca appendicite trascurata e operata da certi medici che "misembravano macellai'.Nel cuore di Juanita
è
un'altalena di sentimenti che sanno di molto ordinario, maanche di straordinario. Siamo tra il 1915 e il 1916. Juanita va sempre pi
ù
stabilendosiin maniera adulta nel proposito di "riservarsi' per Cristo: "Voglio essere di Dio".Ma sia ben chiaro: il proposito in lei c'
è
tutto, ma ella non
è
ancora capace di tutto.Perch
é
 
è
una quindicenne o poco pi
ù
, alla fin fine. "Per una ragazza
è
l'et
à
pi
ù
 pericolosa", sentenzia nel Diario. "
È
l'entrata nel mare tempestoso del mondo. Per
ò
 Ges
ù
ha preso il comando della barchetta e l'ha tirata in disparte dello scontro con lealtre navi mi ha tenuta legata a Lui solo".Questo non proibisce a Juanita di continuare gli studi in un buon collegio, di stabilireamicizie, di compiere belle cavalcate (
è
una cilena, dopotutto:"Hai cavalcato molto? Da parte mia mi sono rifatta dell'anno passato, montando acavallo tutti i giorni'). E, divertendosi con molta spontaneit
à
ed eleganza, si permettedi lanciare i suoi fulmini contro il collegio:"Ridurrei in cenere l'internato".Per nostra consolazione,
è
una ragazza afferrata da Dio, molto simile a noi: e cos
ì
pu
ò
 insegnarci che la santit
à
non
è
un giochetto di magia. "9 ottobre. Oggi mi sonoconfessata. Quale sollievo ho sperimentato, perch
é
avevo delle colpe che, anche seinvolontarie; non mi piaceva di avere'.
 "CIVETTERIE E CARMELO" 
Il giorno dopo, il 10 ottobre del 1915, riferisce di un suo incontro con Madre Rios, lasuora sua confidente. "Le ho parlato delle mie civetterie. Ella mi ha domandato come

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