Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
1Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
59 vino e salute

59 vino e salute

Ratings: (0)|Views: 10 |Likes:

More info:

Published by: Giorgio Anagnostopoulos on Oct 26, 2012
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

11/23/2013

pdf

text

original

 
17/9/12 11:49
π
.
μ
.Il vino e la salute
Σελίδα
1
από
10http://www.associazioneamec.com/dalla-letteratura/273-il-vino-e-la-salute.html
Ungruppo di medici universitari ed ospedalieri di varie regioni italianehanno fondato, nel luglio 2005, l’"Associazione per la Terapia delleMalattie Metaboliche e Cardiovascolari (AMEC). Tutti i socicondividono con l'Associazione il personale patrimonio...
DI COSA SI OCCUPA L'AMEC?
Lo scopo dell'AMEC è l'educazione ad un corretto e razionale utilizzodei farmaci per la prevenzione ed il trattamento delle patologiemetaboliche e cardiovascolari, nonché lo sviluppo di terapie nonfarmacologiche e di interventi sullo stile di vita...
COSA FA L'AMEC?
L'Associazione AMEC, oltre ai congressi nazionali annuali,patrocina diversi convegni locali e regionali ed attiva riunioeducazione sanitaria con la popolazione, attività volte a semedici, gli infermieri e la popolazione in generale...
SEI QUI:
 DALLA LETTERATURAIL VINO E LA SALUTE
II
Il vino e la salute
IL VINO E LA SALUTEEffetti positivi delle dosi moderate
Publio Viola
Specialista in Gastroenterologia, Medicina tropicale e Scienza dell’alimentazionePrimario Medico Emerito - Ospedale San Giovanni, RomaLibero docente in Medicina Sociale - Uni versità di Roma“Sapienza” Presidente Sezione Medico Nutrizionaledell’Accad emia dell’Olivo e dell’Olio.
l vinoha da sempre occupato un posto di rilievo nella cultura e nella gastronomia delle civiltà mediterranee. In esso si è visto infatti non solo una bevanda gradita al palato, ma anche un dono della Natura attraverso il quale l’uomo potevaavvicinarsi alla Divinità, tema che ritroviamo in tutte le mitologie: Osiride in Egitto, Dioniso in Grecia, Bacco a Roma,Saturno nelle civiltà italiche.La conoscenza del vino è quindi antichissima, ma la conoscenza dell’alcool doveva ancora tardare a venire. Nel 1484 Arnaldoda Villanova riuscì ad isolare dal vino, tramite la distillazione, la ”quintessenza” cioè il quinto elemento astrale integratore deiquattro elementi della filosofia empedoclea-platonica (terra, aria, acqua e fuoco) che chiamò “acqua di vita” o “aquavitae”).Poiché in arabo si definiva “al kohol” una polvere finissima di solfuro di antimonio che veniva usata dalle donne per tingersi leciglia e le sopraciglia, e poiché il solfuro di antimonio veniva ricavato per sublimazione, processo molto affine alla distillazione,entrò in uso definire “alcool” l’operazione chimica della distillazione. 
NOTIZIE STORICHE
l vino è una soluzione di alcool in acqua in cui la gradazione alcolica esprime la quantità in millilitri di alcool etilicopresente in 100 millilitri di vino. Per risalire al contenuto in grammi si moltiplica la quantità dei gradi per il peso specificodell’alcool che corrisponde a 0,8 (12 gradi corrispondono quindi a 12 x 0,8, cioè a 96 grammi per un litro di vino).Oltre all’alcool, nel vino sono presenti alcuni componenti minori che ne determinano l’aroma ed il sapore. La colorazione delvino è data dalla presenza di sostanze pigmentarie (flavoni per il colore rosso e xantoni per il colore giallo).La vite cresceva in Europa in epoche antichissime, come attestano alcuni reperti fossili risalenti a più di un milione di anni fa.L’uso del vino si perde perciò nella notte dei tempi, anche se le prime notizie risalgono agli Assiri ed ai Sumeri i quali ci hannolasciato tracce di testimonianze relative agli effetti positivi e negativi esercitate da questa bevanda.Fin dall’antichità il vino ha comunque occupato un posto di rilievo nella vita delle popolazioni. In esso si è visto un mezzo disostentamento, ma soprattutto un dono di Dio, tema che ricorre in tutte le civiltà mediterranee: Osiride in Egitto, Dioniso inGrecia, Saturno nelle civiltà italiche, Bacco a Roma. Anche la Sacra Scrittura si occupa del vino e fissa la sua scoperta nel 3000 a. C. e, mentre biasima Noè per averci dato laprima rappresentazione dell’ubriachezza, loda il patriarca per averci insegnato a coltivare la vite. La mitologia greca fa invecerisalire al 1400 a. C. l’avventura di Stafìlo, figlio di Dioniso, il quale, accorgendosi che una delle sue capre tornava all’ovile adun’ora tarda e particolarmente allegra, la volle seguire e così poté osservare che mangiava un frutto sconosciuto, identificatocon l’uva. La raccolse e ne preparò un succo cui i greci dettero il nome di “vinos” mentre il nome di stafìle ancora oggi significa“uva”.Inizialmente il vino prodotto era di qualità scadente e spesso veniva modificato il suo sapore mescolandolo con acqua, spezieed anche formaggio grattugiato. Godeva però di grande prestigio in quanto la sua assunzione avvicinava gli uomini agli dei eper questo motivo nelle feste dedicate a Bacco (baccanali) veniva bevuto abbondantemente. La leggenda narra comunqueche Bacco, figlio di Giove, in un suo viaggio in Italia, portò a Roma la vite dando inizio alla sua coltivazione ed alla produzionedel vino che veniva celebrato nelle festività delle vendemmia, definite appunto “vinalia” dedicate a Giove.Il vino era per i romani principalmente un complemento del pasto. Solo raramente veniva infatti consumato fuori pasto, nelqual caso si trattava di “meditazione” che si accompagnava a momenti di conversazione, di discussione, di lettura e di canto.
Domenica 05 Febbraio 2012 Publio Viola
 Aderiamo allo standardHONcode per l'affidabilitàdell'informazione medica.Verifica qui.
 
Notiziario AMECNotiziario della SaluteNotizie flashNovitàin terapiaEventi AMEC
Dalla Letteratura
RecensioniRicerca AMEC AMEC Scientific NewsLinee GuidaVideoCodice di Deontologia Medica
LINK WEB
Siti NazionaliSiti InternazionaliRiviste ScientificheCalcolo Rischio CardiovascolareCalcolo ParametriCalcolo Funzione RenaleComposizione degli Alimenti
CODICE DEONTOLOGICO
Carissimi colleghi, abbiamo inteso
 
 
ARTICOLI PIÙ LETTI
L’acido urico: fatti e misfattiL'esame delle urineIl trattamento delle dislipideombre e prospettive
 
IN EVIDENZA
Sportello di accoglienza AUn ospedale galleggiante p“crescere insieme” patrocindall’AMECRisultati preliminari dello stI Giovani e la Cultura dell'eUn passo nella giusta direzi
 
CONGRESSI NAZIONA
Palermo 2011
6° congresso nazionale 16-17 se
Latina 2010
5° congresso nazionale 17-18 se
Viterbo 2009
4° congresso nazionale 18-19 se
Pescara 2008
3° congresso nazionale 19-20 se
Orvieto 2007
2° congresso nazionale 22-23 se
Rieti 2006
1° congresso nazionale 23-24 gi
MOVIMENTO PER LA S
GALLERIA FOTOGRA
PAGINE PIÙ VISITATE
L’acido urico: fatti e misfattiL'ECG dinamico (SecondoLa scintigrafia miocardicaL'esame delle urineElettricità: dalle scoperte all 
 
Organigramma
dell'AMEC
Contatti
scrivici
Iscrizione
scarica i moduli
Statuto
statuto dell'AMEC
Principi del sito web AMEC
 
Area Riservata
Utenti registrati
 
17/9/12 11:49
π
.
μ
.Il vino e la salute
Σελίδα
2
από
10http://www.associazioneamec.com/dalla-letteratura/273-il-vino-e-la-salute.html
I
Esistevano però le “tabernae vinariae” dove venivano serviti con relativa abbondanza vini di qualità mediocre.La cultura della vite e del vino, nella civiltà romana, così come quella greca, ebbe comunque un grande rilievo sociale, tantoche Orazio amava concludere i suoi interventi con la frase rimasta famosa “nunc est bibendum”.Con la caduta dell’Impero Romano l’Europa fu devastata dai barbari che non conoscevano le tecniche della coltivazione dellavite. Cadde così l’abitudine del bere e fu soltanto il sorgere dei monasteri che consentì di salvare la vite in quanto il vino(sangue di Cristo) serviva per le celebrazioni della messa, e furono sempre i monaci che, oltre a consumare il vino nellecerimonie, lo offrirono ai pellegrini di passaggio.Con il tempo tuttavia la viticoltura si diffuse gradualmente in tutta l’Europa e, mentre miglioravano le tecniche di coltivazione, ilvino divenne una bevanda popolare delle popolazioni mediterranee.Nel 1484 Michele Savonarola, medico della famiglia degli Estensi, riferì che Arnaldo da Villanova e Raimondo Lullo ritenevanodi essere riusciti ad isolare, tramite la distillazione del vino, la “quintessenza”, cioè il quinto elemento astrale integratore dellafilosofia platonica (terra, aria, acqua e fuoco), molto più attiva del vino, sia come tonico che come stimolante. Poiché in arabosi definiva “al kohol” una polvere finissima utilizzata dalle donne per ungere le ciglia e le sopracciglia, preparata mediante ilprocesso di sublimazione molto affine alla distillazione, entrò in uso definire “alcool” l’operazione chimica della distillazione.Nel 1500 Teofrasto Paracelso la applicò al vino e scrisse “alcohol vini” per indicare la parte essenziale (e più nobile) del vino.Con la diffusione del vino, ben presto si affacciò il concetto dei rapporti vino-salute ed infatti, fin dalle prime civiltà fuconsiderato un fattore sia di malattia che di guarigione. A quest’ultimo proposito il grande medico greco Ippocrate precisava che il vino dolce appesantiva il capo, ma facilitava losvuotamento dell’intestino, il vino bianco possedeva effetti diuretici ed era perciò indicato nei soggetti pletorici, infine, i viniallungati con acqua erano utili per combattere la febbre. A Roma, Celso riteneva utile il vino nell’emicrania e nella medicazione delle ferite e Plinio lo definì “saluberrimum” in quantodal vino traevano giovamento le forze, il sangue ed il colorito degli uomini. Galeno, nel suo trattato di medicina, cita trecentovolte l’uso del vino per diverse indicazioni terapeutiche.Più tardi la Scuola Medica Salernitana nel famoso Regimen Sanitatis attribuiva al vino poteri medicamentosi affermando che“scaccia i vapori, scioglie le viscere piene, acuisce l’ingegno, rafforza la vista, affina l’udito e fortifica il corpo”.Nel 1600 Francesco Redi, medico e poeta fiorentino, affermava “Quanto errando e quanto va – nel cercar la verità – che dalvino lungi sta”, ma nello stesso tempo temeva i pericoli di un a eccessiva ingestione concludendo in un altro scritto “chi vuolmorire beva”,Nel 1800 Luigi Pasteur affermò che il vino era la più igienica delle bevande, mentre un altro medico francese, ClaudeBernard, riteneva che il vino, in opportune quantità, esercitasse effetti benefici come gradito stimolante dell’appetito e delladigestione.Molti altri (studiosi e gastronomi) si sono occupati e si occupano ancora del vino, e molto vi sarebbe da parlare di questagradevole bevanda che allieta la nostra mensa, ma che costituisce anche un pericolo per la nostra salute se assunto inmaniera non controllata. Non deve essere dimenticata infatti la presenza dell’alcool che può determinare un danno acuto(ubriachezza e rischio di morte per incidenti) ed un danno cronico (distruzione del fegato e morte per cirrosi). In particolare iragazzi sotto i 16 anni non devono bere perché l’organismo non ha ancora prodotto i meccanismi difensivi contro le bevandealcoliche.Ci sembra giusto perciò invitare alla moderazione e concludere con la frase di S. Grisostomo
vinum opus dei, ebrietas opus diabuli
 COMPOSIZIONE DEL VINO
l vino è una soluzione di alcool in acqua in cui la gradazione alcolica esprime la quantità in millilitri di alcool etilicopresente in 100 millilitri di vino. Per risalire al contenuto in grammi si moltiplica la quantità dei gradi per il peso specificodell’alcool che corrisponde a 0,8 (12 gradi corrispondono quindi a 12 x 0,8, cioè a 96 grammi per un litro di vino).Oltre all’alcool, nel vino sono presenti alcuni componenti minori che ne determinano i caratteri organolettici. Tale componentiminori sono rappresentati da alcoli superiori, da esteri dell’acido eptaenoico, dall’antanitrato di metile e dai polifenoli (come itannini e le enocianine) e, quando il vino è invecchiato, dai prodotti di trasformazione degli alcoli, cioè da aldeidi ed esteri. Lacolorazione del vino è data dai pigmenti flavonici per il colore rosso e dai pigmenti xantonici per il colore giallo. Alcuni componenti minori, come gli alcoli superiori (propilico, butilico, ecc.), sono dotati di una certa tossicità, tuttavia il lorocontenuto nel vino non è mai tale da arrivare a determinare effetti pericolosi per l’organismo. Inoltre, durante l’invecchiamentomolti di questi componenti subiscono delle trasformazioni chimiche che ne diminuiscono la tossicità, mentre, al contrario, neaccrescono i caratteri organolettici, particolarmente il profumo.Fino non molto tempo fa gli effetti esercitati dal vino (positivi e negativi) venivano attribuiti dai nutrizionisti solo al suocontenuto alcolico e tutte le sue attività sull’organismo si ritenevano collegate a detto contenuto. Attualmente, grazie alprogredire delle conoscenze scientifiche, si sa che molti degli effetti positivi attribuiti alle dosi moderate di vino sono in realtàdeterminati dai componenti minori e precisamente dai polifenoli (o, più esattamente, composti fenolici).I
composti fenolici 
del vino non hanno infatti soltanto un ruolo nel determinismo delle qualità organolettiche, ma svolgonoanche importanti attività biologiche, soprattutto come agenti antimicrobici ed antiossidanti. Nel vino ricordiamo in particolare gliantociani (cianidina e delfinidina) a prevalente attività antimicrobica ed antiossidante, i tannini (procianidine) antiossidanti egastroprotettivi ed i flavonoidi (kaemferolo, quercetina, catechina, miricetina) antiossidanti ed anticancerogeni. Infine, notevoleinteresse ha recentemente suscitato un altro polifenolo appartenente alla classe degli stilbeni, il trans-resveratrolo, dotato diazione ipocolesterolemizzante, antiaggregante piastrinica ed antitumorale. Secondo alcuni studiosi viene però rilevato che ilcontenuto in resveratrolo nel vino è piuttosto limitato e sarebbe anche scarsamente assorbito dall’intestino. Gli effetti beneficisarebbero svolti perciò prevalentemente dalla quercetina e dalla catechina presenti invece in quantità rilevanti. Questi due
mettere nel nostro sito dell'AMEC il Codice Deontologico dell'"OrdineProvinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri" revisionato e datato il 23 gennaio2007. Sperando di far cosa gradita per impreziosire sempre di più il nostro profilo professionale verso i  pazienti e i colleghi vi auguro unabuona lettura. Con l'occasionedesidero ricordarvi che restiamocome Direttivo dell'Associazionesempre a disposizione per eventuali richieste e consigli.Un saluto e a presto
Claudio Di Veroli(Presidente dell'AMEC)
ARTICOLI CORRELATI
Notiziario Ottobre 2010 n°10Notiziario Novembre 2010 N°11sull'uomoIl trattamento delle dislipideombre e prospettiveEffetti pleiotropici dei farmaantiipertensivi: quale valoreLa variabilità della rispostaantiaggreganti piastrinici
 
NOTIZIE FLASH
 Mercoledì, 15 Febbraio 201 Sabato, 9 Luglio 2011 Sabato, 22 Gennaio 2011Giovedì, 29 Settembre 2011
Protezione gastrica nei sogtrattati con ClopidogrelIntetra Parossetina e Pravastatinella diagnosi di diabeteIpertensione fattore di rischineoplastico
 
ULTIME RECENSIONI
LE SCUOLE CLINICHE ITMULTIDISCIPLINARIETÀ IMEDICINAEDUCAZIONE TERAPEUTPAZIENTIMANGIARE IL TERRITORISTORIA DELLA MEDICININTERNA NELL'UNIVERSIROMA “LA SAPIENZA”
 
17/9/12 11:49
π
.
μ
.Il vino e la salute
Σελίδα
3
από
10http://www.associazioneamec.com/dalla-letteratura/273-il-vino-e-la-salute.html
 NL
polifenoli avrebbero dimostrato inoltre di possedere un’attività due volte superiore a quella del resveratrolo.Il quantitativo dei polifenoli nel vino può variare a seconda delle zone di produzione e dei sistemi di vinificazione, ma vacomunque sottolineato che detto quantitativo è superiore a quello presente nell’uva perché aumenta durante il processo dellafermentazione. 
METABOLIZZAZIONE DELL’ALCOOL
el nostro organismo l’alcool subisce una prima metabolizzazione a livello dello stomaco (first pass) ad opera di unaalcool-deidrogenasi presente nella zona pre-pilorica. Questo fatto spiega perché l’alcool assunto a digiuno (e quindicon un rapido transito nello stomaco) determini una maggiore elevazione dell’alcolemia rispetto a quanto si verifica astomaco pieno. Deve essere puntualizzato a questo proposito che la descritta attività alcool-deidrogenasica dello stomaco èmeno efficiente nella donna rispetto all’uomo e questo spiega (in parte) la minore tolleranza femminile dell’alcool. Tale attivitàviene notevolmente ridotta anche dal fumo del tabacco e dai farmaci gastro-lesivi.Se non ossidato nello stomaco, l’alcool giunge ai tessuti, ma in particolare al fegato che viene impegnato in un intenso lavorodi metabolizzazione. Qualora però questo impegno diventi superiore alle proprie capacità, il fegato ne viene danneggiato inmaniera irreversibile. A livello cerebrale l’alcool determina i noti effetti di euforia, ma l’assunzione continuativa delle bevande alcoliche conduce aduna certa “tolleranza” caratterizzata dal mantenimento di un normale equilibrio psichico anche a dosi relativamente elevate.Questa tolleranza è tuttavia solo apparente e pertanto notevolmente pericolosa poiché si verifica esclusivamente a livellocerebrale, mentre, al contrario, a livello epatico non si verifica nessuna tolleranza collegata ad un possibile aumentodell’attività dell’alcool-deidrogenasi che, anzi, sembra diminuire nell’alcolista cronico. Aumenta invece nel fegato l’attività di unaltro sistema enzimatico, il MEOS (Microsomial Ethanol Oxidising System), che se da un lato conduce ad una maggioreossidazione dell’alcool, dall’altro determina una dispersione di energia (
calorie vuote
) in quanto tale ossidazione non siaccompagna ad un aumento della fosforilazione ossidativa con formazione di Acetil-CoA, cioè acetato attivo (e quindiproduzione di ATP), ma conduce alla formazione di un acido acetico non attivato che provoca una sofferenza del mitocondrio.Tale acido acetico, che non potrà essere metabolizzato nella catena respiratoria, diventerà tossico provocando una gradualealterazione della cellula epatica fino alla comparsa della cirrosi, senza che colui che eccede nel bere manifesti segni disofferenza epatica, anzi, facendogli credere di “sopportare bene l’alcool”.Come si è detto infatti, a livello cerebrale la tolleranza all’alcool aumenta consentendo gradualmente un più lungomantenimento dello stato ottimale di coscienza, facendo ritenere al bevitore di essere in grado di “
reggere bene il vino
”. Siverifica così una situazione pericolosa in quanto il bevitore non si rende conto di aver perduto un importante meccanismo didifesa che lo faceva fermare a dosi minori e finisce quindi con l’aumentare gradualmente le quantità introdotte danneggiando ilfegato il quale, lo ripetiamo, non aumenta i meccanismi di difesa ed inoltre non darà mai segni soggettivi di sofferenza, se nonquando sarà troppo tardi. 
QUANTITA’ CONSIGLIATE
a velocità di ossidazione dell’alcool è stata calcolata in 7-8 g/ora e pertanto una dose di 50 grammi (pari a circa mezzolitro di vino) richiede 6-7 ore per essere completamente metabolizzata. Nelle 24 ore un fegato normale nonmetabolizza più di 160-180 grammi di alcool (poco meno di due litri di vino)La
quantità massima
di alcool tollerata nelle 24 ore per un individuo adulto in buone condizioni di salute corrisponde ad 1grammo per kg di peso corporeo, inteso naturalmente come peso ideale e non gravato da eventuale obesità. Per quantoriguarda il vino (con una gradazione alcolica media di 12°) tale quantità corrisponde, per un uomo, a circa tre quarti di litro e,per una donna, a circa mezzo litro.La
quantità ottimale
è però minore e corrisponde a 0,75 g per chilogrammo di peso nel maschio ed a 0,50 g nella femmina.Vale a dire, nelle 24 ore, a mezzo litro di vino nel maschio e ad un terzo di litro nella femmina, in quanto nella femmina esisteuna più ridotta tolleranza all’alcool, legata non solo alla descritta minore attività del first pass gastrico, ma anche alla minoremassa magra.Nell’
infanzia
(età prescolare e scolare) l’alcool deve essere severamente vietato in quanto in questa età la sua tossicità è 10volte superiore a quella dell’adulto non essendosi ancora sviluppata la produzione degli enzimi detossicanti, tanto che in unbambino bastano già 0,6 g/kg per provocarne la morte (l’alcool-deidrogenasi e l’aldeide-deidrogenasi si formano infatti intornoai 16 anni).Nell’
età avanzata
le dosi devono essere ridotte sia perché con la senescenza l’organismo riduce gradualmente le suecapacità di detossicazione, sia perché l’alcool contribuisce ad aggravare la decadenza fisiologica degli organi. In particolare ilcervello, oltre a subire una accentuazione dell’atrofia fisiologica della corteccia cerebrale, diventa più sensibile agli effettidell’alcool,La
gestante,
specialmente nelle prime settimane, deve abolire le bevande alcoliche, mentre minor pericolo sembrerebbeesistere negli ultimi 5 mesi. La limitazione dell’alcool durante tutta la gravidanza appare comunque sempre consigliabile inquanto consente un migliore sviluppo del feto, riducendo anche il rischio dell’aborto e del parto prematuro.Un altro aspetto di notevole importanza è quello legato alla
eventuale concomitanza di un’aggressione virale del fegato
(epatite B ed ancor più epatite C) e va ricordato che purtroppo molto spesso tali affezioni sono del tutto asintomatiche. In casodi sieropositività per epatite l’interdizione dal vino deve essere assoluta poiché è stato dimostrato che anche minime dosi, pariad un solo bicchiere al giorno, possono favorire l’instaurarsi di una epatopatia cirrogena, quando non di una neoplasia epatica.Si precisa a questo proposito che il vino presenta una maggiore attività cirrogena rispetto alle altre bevande alcoliche per lapresenza del ferro. Ricordiamo infine che il fumo della sigaretta potenzia l’effetto dannoso dell’abuso alcolico riducendo l’attività alcool-deidrogenasica dello stomaco, ma soprattutto favorendo la comparsa di alcuni tumori (faringe, esofago). 

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->