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Appunti diritto amministrativo

Appunti diritto amministrativo

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1
CAPITOLO 1
– LA QUALITA' DELLA REGOLAZIONE TRA OCSE ED UNIONEEUROPEA: INQUADRAMENTO STORICO E PRINCIPALI CLASSIFICAZIONI.
 Miglioramento della regolazione e dibattito sulla governance
– L'intento è quello di migliorareil contesto normativo, al fine di liberare l'economia da quei pesi che ne impediscono lo sviluppoe ne impediscono la crescita economica. La Gran Bretagna è uno dei primi paesi ad intervenire,utilizzando la formula “
 Lifting the Burden
” che significa, per l'appunto, sollevamento oliberazione da un peso, esprimendo quell'esigenza di far correre l'economia, liberandola da queipesi normativi ed amministrativi, mirando quindi ad accrescere, attraverso laderegolamentazione, la competitività del sistema. E' in quest'ambito che viene istituita l'
UnitàCentrale per la deregolazione
, con l'ambizioso progetto di ridurre il carico normativo emigliorare qualitativamente la regolazione secondo il motto “f 
ewer, simpler, better 
”. Trattasi dinuove forme di governance, in grado di avvicinare maggiormente le istituzioni pubbliche aicittadini, rafforzare la democraticità, facilitare la vita di singoli ed imprese, favorire la crescitaeconomica, promuovere lo sviluppo occupazionale e garantire assetti di mercato piùconcorrenziali. Competitività e miglioramento della regolazione diventano i due lati di una stessamedaglia, laddove la competitività presuppone un quadro normativo chiaro, che non ostacoli maavvantaggi la crescita economica, che non disincentivi ma incoraggi gli investimenti.
 
Concetti di “Regulatory Reform”, “Regulatory Policy” e “Better Regulation” 
 Le prime due sono espressioni utilizzate dall'OCSE, l'ultima (migliore regolazione” è inveceutilizzata dalla Commissione Europea, affiancata dall'espressione “
 Better Law Making
(legiferare meglio).
“Regulatory Reform” è 'Riforma della regolazione
', la cui finalità primaria èl'apertura dei mercati e la crescita economica.
“Regulatory Policy” è 'Politica di regolazione' 
,inteso come processo continuo, strategia unitaria, piuttosto che una serie di riforme
ad-hoc
.
 Better Regulation
” è, invece, l'azione svolta dal
Cabinet Office
per promuovere il'
miglioramento della regolazione
', nata dapprima con un'impostazione assai ampia,ricomprendente 3 ambiti:
a) la “regolazione economica”
che interviene direttamente sulledecisioni di mercato;
b) la “regolazione sociale”
indicante gli interventi volti alla cura degliinteressi pubblici prevalenti, quali salute e sicurezza dei lavoratori, la protezione ambientale e latutela dei consumatori;
3) la “regolazione amministrativa”
, ossia tutta quella serie diadempimenti imposti dai pubblici poteri. Questa definizione così ampia di regolazione è risultatainutilizzabile, per cui si è fatta strada una nozione più ristretta, di tipo più amministrativo.In tale contesto si afferma il ruolo dell'
OCSE
, con la sua importante funzione di stimolo delconfronto internazionale, la cui azione multilaterale si basa principalmente su indagini empiricheed analisi tecniche.
 Raccomandazione dell'OCSE del 1995
– Indicava alcune linee guida fondamentali circa lepolitiche, le istituzioni e gli strumenti di riforma della regolazione.
Country Reviews
-
 Esami Paese
, condotti dall'OCSE a partire dal 1998, sulle riforme dellaregolazione per verificare il grado di attuazione , da parte dei paesi membri, degli standardsinternazionali raccomandati dall'Organizzazione. Essi analizzano la situazione macro-economica,la capacità di produrre regolamentazione di qualità, grado di apertura del mercato, attuazionedelle politiche di concorrenza, riforma della regolazione in settori quali telecomunicazioni,energia e trasporti. Queste Reviews sono accompagnate da Raccomandazioni finali, rivolte alGoverno sottoposto ad esame, in cui si indicano le eventuali criticità e le possibili priorità diazione.
 
2
 Esami di monitoraggio
– Attivati dal 2003, tesi a valutare il livello di recepimento delleRaccomandazioni, nonché lo stato di attuazione dei principi elaborati dall'OCSE.Sul piano delle metodologie utilizzate, l'OCSE ha sviluppato strumenti avanzati diautovalutazione e mutua valutazione tra gli stati membri (
Peer Reviews
), ricorrendo a indicatoricomparativi sulla regolazione e a questionari di autovalutazione.Sulla base delle esperienza realizzate, nel 2005 l'OCSE ha emanato i nuovi “
Guiding Principles for Regulatory Quality and Peroformance
”, confermando sette principi guida e precisandomeglio le esigenze di una regolazione di qualità, attraverso nuove raccomandazioni; principiguida, quali coordinamento fra i vari livelli di governo, valutazioni ex-ante delle misure proposteed ex-post degli effetti delle norme introdotte, politica di concorrenza nel settore dei servizi adinteresse pubblico, apertura dei mercati, considerazione dei rischi; tutto ciò tenendo contodell'evoluzione del ruolo dello Stato, da Stato ad intervento diretto a Stato regolatore, nonchéconsiderando il mutamento degli obiettivi delle riforme nazionali che non mirano più solo allariduzione delle dimensioni dell'apparato pubblico ed eliminare la regolazione inutile, ma anche acostituire un nuovo quadro normativo per le regolazione dei mercati e il bilanciamento degliinteressi pubblici coinvolti.Secondo l'Ocse 3 sono i pilastri per un sistema normativo efficace: 1) politica di regolazioneesplicita, dinamica, continua e coerente, 2) responsabilità del programma conferita a specificiministri ed adeguate strutture, possibilmente al centro del governo, 3) adozione e attuazione distrumenti efficaci, quali analisi di impatto della regolazione, semplificazione normativa edamministrativa, consultazione degli interessati, misurazione degli oneri amministrativi.Vengono introdotti i
 
 Piani d'Azione
, misure-quadro, che accompagnino specifiche iniziative eche enuncino obiettivi chiari; quindi 'better regulation' come strategia ad ampio respiro,caratterizzata da continuità nei processi, tempestività e rigore nelle valutazioni, eun'autocorrezione puntuale e costante.La politica comunitaria di 'Better Regulation' ha ricevuto un forte impulso nei Consigli europeidi Edimburgo del 1992 e di Amsterdam del 1997, ma risultano decisive le conclusioni delConsiglio Europeo di Lisbona del 2000, che introduce il c.d. “
metodo aperto dicoordinamento
”, dove gli stati membri stabiliscono obiettivi comuni, le politiche per attuarli eper diffondere le prassi migliori via via sperimentate, avviando quindi una stretta ed efficacecollaborazione tra gli stati, tant’ è che, sempre nel 2000, viene istituito il c.d.
Gruppo Mendelkern
, composto da rappresentanti degli stati membri e dalla Commissione europea, con ilcompito di predisporre un approccio comune in materia di qualità della regolazione, fissando unaserie di principi, quali necessità, proporzionalità, sussidiarietà, trasparenza, accessibilità esemplicità delle norme; sono stati, inoltre, individuati strumenti, quali considerazione didifferenti opzioni regolatorie (compresa anche l'opzione zero, ossia non intervento), analisid'impatto, consultazione, semplificazione, istituzione di strutture deputate; proprio tutto ciò haconsentito agli esperti del gruppo Menderlkern di individuare, in via preliminare, le c.d. “
best  practices regolatorie
”.Nella medesima direzione si collocano le conclusioni del Consiglio di Stoccolma del 2001, fino adelineare il
 Piano d'Azione del 2002
, Action Plan che prevede una serie di azioni, tra cui vannoricordate: la valutazione preventiva della legislazione comunitaria in rapporto al sistemaeconomico sociale ed ambientale (
impact assessment
), più frequente utilizzo delle
reviewclauses
(clausole di valutazione), fissazione di standard minimi. Nel 2003 viene inoltre firmatol'
 Accordo Interistituzionale “Legiferare meglio” 
 
tra le Istituzione comunitarie dotate di potere
 
3
legislativo, ossia il Parlamento Europeo, il Consiglio dell'Unione Europea e la Commissione, icui obiettivi principali consistono nel promuovere la semplicità, la chiarezza e la coerenza dellenorme comunitarie, in modo da favorirne il puntuale e tempestivo recepimento da parte degliordinamenti nazionali- Tale intento di semplificazione della legislazione europea viene poirafforzato dalla Commissione con il “
rolling programme
”, un programma periodico tenenteconto delle priorità segnalate dagli stati membri e dei risultati delle consultazioni con glistakeholders. Trattasi, quindi, di un vero e proprio 'partenariato' tra Unione Europea e statimembri, essendo questa la strada obbligata per pervenire ad un quadro regolamentare europeopiù chiaro e semplice, che sia fattore di competitività e di crescita.
Comunicazione della Commissione Europea Presidenza Barroso del 2006 e Consiglio
 
 Europeo di primavera del 2007 
– Tendono a rafforzare il dialogo costruttivo fra tutti ipartecipanti al processo normativo sia europeo che nazionale, analizza i progressi compiuti epropone nuove iniziative, quali interventi preventivi per favorire il corretto recepimento delledirettive, riduzione degli oneri amministrativi del 25%, analisi d'impatto, in particolare sullePMI.
 
 Direttiva Servizi del 2006 
– E' la
 Direttiva Bolkestein
e prevede un ambizioso programma disemplificazione e informatizzazione delle PP.AA., attraverso l'istituzione di 'sportelli unici' per iprestatori di servizi, possibilità di espletare le procedure a distanza e per via elettronica, obbligodi istituire servizi di e-government entro la fine del 2009, rendere le informazioni e le procedurefacilmente accessibili per i prestatori e i destinatari di servizi. A tal fine viene anche predispostoil
 Manuale sull'attuazione della Direttiva servizi
.
 Relazione strategica della Commissione Europea del dicembre 2007 
– Essa, in pratica, adotta laproposta di un programma comunitario di Lisbona (PCL) 2008-2010, in cui sono fissati 10obiettivi e le corrispondenti azioni a livello comunitario per i 3 anni successivi, prevedendo inparticolare lo “
Small Business Act 
”, un '
atto per le piccole imprese
', contenente misure disemplificazione e di sostegno alle PMI.
 
Secondo esame strategico del programma di Better Regulation nell'Unione Europea e
 
Consiglio europeo di primavera del 2008
– Si passano in rassegna i progressi realizzati e sisegnalano i settori in cui sono necessari ulteriori sforzi, rilevando che il lavoro di semplificazionedella legislazione europea la raggiunto la 'velocità di crociera' e dovrà mantenere questo ritmo,dando priorità ad iniziative a vantaggio delle PMI, di qui lo Small Business Act.A partire dalla seconda metà del 2008, l'Unione Europea è chiamata a fronteggiare unagravissima crisi economica, con il crollo dei mercati finanziari e un allarmante aumento delladisoccupazione. In questo contesto difficile prende vita il
 Programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2009 “Agire adesso per un Europa migliore” 
, dove si pongono, fra lepriorità del 2009, la crescita e l'occupazione. Sempre in tal senso la Commissione vara anche il
 European Economic Recovery Plan
'
Piano europeo di ripresa economica
', che sollecita unaccordo urgente per un incentivo finanziario di 200 miliardi, il rilancio della domanda, e unambizioso programma di riforme strutturali in grado di fornire agli stati membri gli strumentinecessari per uscire più forti dalla crisi. Si insiste ancora sulla riduzione degli oneriamministrativi e normativi a carico delle imprese e si sollecitano iniziative volte alla riduzionedei tempi necessari all'avvio di un'impresa.
 
Terzo esame strategico del programma di Better Regulation nell'Unione Europea e Consiglio
 
europeo di primavera del 2009
– La Commissione invita i leader europei a porre in atto azionicoordinate per contrastare la crisi economica e formula proposte volte a sostenere l'economia

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