LA CONFERENZA DEI SERVIZI
1. Premessa
L’istituto della conferenza dei servizi è regolato dall’art. 14 della L. 241/90 e successivemodifiche, esso non è altro la conferenza delle pubbliche amministrazioni in un tavolocomune, per poter meglio risolvere i problemi e confrontarsi su tematiche comuni,semplificando e razionalizzando così i procedimenti. L’utilità di una entità organizzativacome la conferenza di servizi assume, quindi, particolare importanza relativamente alleipotesi di concorso di Amministrazione appartenenti a distinti apparati, insuscettibili dicoazione mediante direttive vincolanti emesse da un organo di vertice. La complessità deiprocedimenti segue alla complessità degli interessi sui quali incidere e alla pluralità degliorganismi amministrativi, ciascuno dei quali ricollegabili anche a distinti centri di potere,alieni da organizzazioni di tipo gerarchico. La conferenza di servizi è, dunque, unostrumento utile per favorire la contestualità delle decisioni, mediante l’apportocontemporaneo delle singole Amministrazioni, a distinti titoli competenti, essa, peraltro,non equivale al superamento della distribuzione delle competenze... Qui il resto del postLa L. 241/90 prevede, secondo una ormai consolidata distinzione dottrinale, due forme diconferenza di servizi, la conferenza istruttoria e la conferenza decisoria.
2. la conferenza dei servizi istruttoria
Alla conferenza “istruttoria” si ricorre quando “sia opportuno effettuare un esamecontestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo” ex art.14 L. 241/90, ponendo così l’accento sulla fase preparatoria intesa nel senso più lato deltermine. A questa conferenza debbono essere convocate tutte le pubblicheamministrazioni coinvolte nel procedimento necessario per l’adozione del provvedimentofinale, e possono partecipare anche pubbliche amministrazioni non strettamentenecessarie ma semplicemente “opportune” secondo il metro valutativo discrezionale dellaP.A. o delle pubbliche amministrazioni procedenti. Le varie istanze emerse in sede diconferenza verranno esaminate dall’ente competente ad emanare l’atto finale, che, se delcaso, richiederà l’integrazione degli atti necessari ai fini istruttori. La conferenza di serviziè dunque il modo tipico di acquisizione e di selezione degli interessi pubblici, così come lapartecipazione è il modo tipico di acquisizione degli interessi privati, ed è una modalitàvoluta dalla legge per far sì che lo scambio di informazioni tra le varie pubblicheamministrazioni possa essere il più efficiente possibile, uno strumento molto elastico, cheprevede una fase dialettica intensa tesa al raggiungimento del miglior risultato possibile,della migliore cura possibile dell’interesse pubblico, o meglio, dei vari interessi pubblici dicui ogni amministrazione è portatrice, ognuna nel rispetto reciproco delle funzioniassegnate dallo Stato.
3. La conferenza dei servizi decisoria
L’art. 14 c.2 recita “la conferenza stessa può essere indetta anche quandol’amministrazione procedente debba acquisire intese, concerti, nulla-osta o assensicomunque denominati di altre amministrazioni pubbliche. In tal caso le determinazioniconcordate nella conferenza tra tutte le amministrazioni intervenute tengono luogo degliatti predetti. In questo modo le manifestazioni consensuali rese all’interno dellaconferenza di servizi da parte delle amministrazioni partecipi “tengono luogo”,sostituiscono per espresso dettato legislativo gli atti tipici che sarebbero stati necessariper la conclusione del procedimento. Il provvedimento finale rimane dunque formalmentee nei suoi aspetti costitutivi nella disponibilità dell’amministrazione procedente. Infatti laconferenza non è un organo collegiale perfetto, sarebbe forse più corretto parlare didecisione concordata occorrendo il consenso di tutte le parti, come se si parlasse di unaccordo contrattuale. Nonostante l’efficacia costitutiva del provvedimento sia imputata alsolo organo in quanto tale, si ritiene applicabile alla conferenza la disciplina relativa alla
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