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International Society Doctors for the EnvironmentDott. Federico Balestreri Referente ISDE-Italia Cremona federicobalestreri@tin.it
Impatto sanitario da traffico auto-veicolare
Introduzione
Nel 361 a.C., Teofrasto, citava una sostanza fossile (il carbone) che bruciava a lungoemanando un odore sgradevole e, solo due secoli dopo, nel 65 a.C., Orazio silamentava che i templi di Roma fossero anneriti dal fumo. Nel 1273, durante il regnodi Edoardo I, in Inghilterra fù approvata la prima legge per l’abbattimento dei fumi,in risposta al diffuso timore fra la popolazione che fossero dannosi per la salute. Nel1306, causa la crescente preoccupazione popolare, venne emanato un editto, che vietava l’uso del carbone a Londra. Quando il proprietario di un’industria disobbedì,fu condannato a morte per decapitazione. E’ curioso pensare, al numero di teste che vedremmo ruzzolare ai nostri giorni, se tale legge fosse ancora in vigore!. Nel 1832il Martini, un medico milanese, nel suo “Manuale di Igiene”, parlava già di“corpicciuoli svolazzanti in grado di danneggiare le vie aeree” (16). Dopo questobreve ed aneddotico excursus storico, che rivela come l’inquinamento inizi con lacosiddetta “civiltà”, non ci resta che constatare amaramente, come dall’ inizio dellarivoluzione industriale (1840 ca.), i livelli di CO
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siano aumentati da 240ppm.(partiper milione) alle 350 attuali, e i livelli di diossine nei tessuti umani oggigiorno, sianocirca 1000 volte superiori rispetto a quelli riscontrati in mummie cilene risalenti al2800 a.C. (13). Le problematiche sanitarie legate al traffico stradale, sonomolteplici, e coinvolgono le più varie branche della medicina. Possono essere agrandi linee schematizzate, nelle seguenti categorie: Incidenti stradali,Inquinamento acustico, Inquinamento atmosferico.
Incidenti Stradali
 Nella UE gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte tra i 15 e i 35anni. Mentre il trend della mortalità, in accordo con gli obiettivi, è in costantediminuzione per tutti i paesi dell’unione, nel complesso il numero dei sinistri, èaumentato dell’1,4% e quello dei feriti dell’1,5%. In Italia, l’incremento è statorispettivamente del 7 e dell’8% (1998-99). La frequenza e le conseguenze degliincidenti, dipendono da molteplici fattori:
 
Fase di sviluppo della motorizzazione, in cui si trovano i paesi
 
Caratteristiche dei veicoli circolanti (es.:anzianità, tipo di veicoli ecc.)
 
Distribuzione per classi di età della popolazione
 
Tipo di infrastrutture (es.:strade, segnaletica, illuminazione, ecc.)
 
Normative stradali (es.:limiti di velocità, modalità per ottenere la patente,educazione stradale nelle scuole, ecc.)
 
Tipo di assistenza sanitaria (rapidità dei soccorsi, tipo di strutture ospedaliereecc.). Alcuni di questi fattori, come l’anzianità e il tipo dei veicoli, influiscono anchenotevolmente sulle caratteristiche e i livelli delle emissioni. In Italia, gli incidentistradali si collocano al primo posto per le cause da morte violenta. Nei maschi sotto i40 anni, rappresentano inoltre, la prima causa di morte. Nel 1998, il costo sociale perle oltre 500.000 famiglie italiane coinvolte, è stato quantificato nell’impressionantecifra di 23 milioni di euro (Centro studi ACI). Contrariamente a quanto si puòpensare, in Italia, le strade su cui si verificano più incidenti, sono quelle urbane(81%), le statali (6%), le provinciali e le autostrade (5%) ed infine le comunaliextraurbane. La maggior percentuale di morti, 41%, si verifica sulle strade urbane,ma la percentuale degli incidenti mortali su queste ultime, è inferiore al 2%, mentre
 
International Society Doctors for the EnvironmentDott. Federico Balestreri Referente ISDE-Italia Cremona federicobalestreri@tin.it
quella autostradale è del 6% (26). Al di là della drammatica considerazione, per ilgrande numero di giovani vite stroncate, non è da sottovalutare, l’enorme caricoeconomico sociale, della gestione dei sopravvissuti, valutando le giornate lavorativeperse, le spese sanitarie sostenute, le invalidità permanenti residuate. Il fatto che il60% degli incidenti sia da imputare ad una responsabilità del conducente, induce allaconsiderazione di come sia indispensabile, l’attuazione di massicce campagne dieducazione stradale, a partire dalla scuola dell’obbligo.
Tasso di mortalità nell’UE per incidenti stradali. Anni 1970-19981970 1998 Austria
34.5 11.9
Belgio
31.8 14.7
Danimarca
24.6 8.5
Finlandia
22.9 7.8
Francia
32.5 15.2
Germania
27.7 9.5
Grecia
12.2 21.2
Irlanda
18.3 11.6
Italia
20.5 10.0
Lussemburgo
14.3
Olanda
24.5 6.8
Portogallo
22.2 24.3
Regno Unito
14.00 6.1
Spagna
15.1
Svezia
16.3 6.0Istat 1997-98, fonte Eurostat
Incidenti con almeno 1 ferito e/o 1 morto in Italia e In Lombardia1997 1999Incidenti Morti Feriti IncidentiMorti FeritiLombardia
36.751 907 52.621 46.984 1.054 68.043
Italia
 190.031 6.226 270.962 219.032 6.633 316.698Istat gennaio 2001
Inquinamento Acustico
Siamo così abituati al rumore, che quasi non ci facciamo più caso. Eppure, è statocalcolato che se un motorino a due tempi con la marmitta bucata, attraversasse atutto gas un grande città, in una calda serata con le finestre aperte, sveglierebbe dicolpo 800.000 persone. Il traffico automobilistico, causa dal 63 al 76% del rumoretotale nei centri urbani. L’OMS, che consiglia una soglia massima di 65db di giorno e55db di notte, denuncia che ¼ dei cittadini europei soffrono di problemi d’udito,causati dal rumore eccessivo. In Italia, il 90% della popolazione delle grandi città, èesposta a valori superiori a quelli ammissibili. In Fisica, il lavoro necessario persollevare un milligrammo di un centimetro, viene detto erg. Il più piccolo stimolopercepito come suono dall’orecchio umano, rappresenta la bilionesima parte di unerg e, la membrana timpanica, subisce in questo caso, uno spostamento che èinferiore al diametro di un atomo. La sensibilità dell’orecchio, è stata forgiata per irumori della natura, come il fruscio delle foglie, o il gorgoglio dell’acqua. Questacaratteristica, è servita per millenni come meccanismo difensivo. Il rumore intenso eimprovviso, ha da sempre rappresentato un evento eccezionale, di allarme. Forse perquesto, il rumore provoca stress, anche in relazione al fatto, che l’udito è l’unico
 
International Society Doctors for the EnvironmentDott. Federico Balestreri Referente ISDE-Italia Cremona federicobalestreri@tin.it
organo di senso sempre in ricezione. A parte i danni specifici sull’apparato uditivo,ben documentati in letteratura e tutelati dalla legislazione per i lavoratori a rischio, visono effetti extrauditivi aspecifici, che coinvolgono la stragrande maggioranza dellapopolazione. L’eccessivo rumore, provoca aggressività: il rullo dei tamburi, è statospesso utilizzato per spronare i soldati in battaglia. Numerosi studi, confermano lamanifestazione di comportamenti antisociali causati dal rumore, in ragione dellacattiva capacità di concentrazione in ambienti rumorosi, ed anche della difficoltà dicomprensione della parola. Si tenga conto, che una conversazione normale si svolgetra i 40 e i 65db; in ambiente esterno, con un’intensità di rumore di fondo di 75db, sipercepisce una conversazione a 30cm. di distanza, o in alternativa sotto forma diurlo. L’affaticamento cerebrale prodotto dal continuo stimolo rumoroso, è dovuto alfatto, che il cervello analizza ogni stimolo afferente, anche se ripetitivo, e si affatica,per cercare di comprendere una informazione priva di significato semantico. Isintomi, sono: sonnolenza, irritabilità, stato ansioso. Sono ben documentati anche idisturbi del sonno REM, per risvegli improvvisi, con gravi riflessi sul sistemacardiovascolare, come: tachicardie, aritmie e notevoli rialzi della pressione arteriosa.Molti altri, sono gli effetti attualmente sotto indagine, fra cui alcune patologiegastrointestinali, e le riduzioni di fertilità e libido (27).
Inquinamento atmosferico
Gli inquinanti emessi dai veicoli a motore, sono presenti sia in forma gassosa, sia informa di polveri. Alcuni di essi, come i metalli e gli idrocarburi sono anche adesi, aimicrogranuli delle polveri, assieme a minerali e a pollini, costituendo una complicatamiscela dispersa nell’areosol atmosferico.
Biossido di Zolfo (SO
2
)
E’ un gas incolore e inodore, alle concentrazioni ambientali. Il 50% deriva da fontinaturali, principalmente da attività vulcanica. Le fonti antropiche, sono costituite dacentrali termoelettriche a carbone o olio combustibile (17%), industrie (17%),riscaldamento domestico e traffico stradale. In quasi tutti i paesi industrializzati, è indiminuzione a causa del maggiore utilizzo del metano e della riduzione percentuale dizolfo nel gasolio per riscaldamento e autotrazione. I valori naturali, sono inferiori a5
μ
g/m
3
, quelli rurali a 25
μ
g/m
3
, quelli urbani a 100
μ
g/m
3
. A causa della sua elevatasolubilità in H
2
0 (per formare H
2
SO
4
, uno dei componenti responsabili delle pioggeacide), viene facilmente assorbito dalle mucose nasali e delle vie aeree superiori. Fragli effetti acuti, l’edema delle mucose, con aumento delle secrezioni, e delbroncospasmo. A concentrazioni di 5ppm, deprime la clearance broncomucociliare. Asmatici, bronchitici cronici, bambini ed anziani in genere, presentano maggioresuscettibilità (22).
Piombo (Pb)
Già nel 200 a.C., il medico greco Nicandro, descriveva i sintomi del saturnismo:ovvero l’intossicazione cronica da piombo. La civiltà Etrusca, era esposta al Pb,poiché molte delle stoviglie utilizzate, erano costruite in piombo. L’atteggiamento“benedicente” della mano, di molte statuette che si possono osservare al museoetrusco di Volterra, rappresenta un tipico sintomo, del danno neurologico dasaturnismo (paralisi degli estensori). Anche l’impero Romano, fù notoriamenteesposto al piombo come veleno ambientale: presente nell’acqua potabile (le tubatureerano di piombo), nei cibi e nelle bevande, conservate in recipienti di ceramica, nel vino, ove figurava addirittura come additivo (sapa). L’uso massiccio di vernici alpiombo, negli USA, fino agli anni ’50, e la notevole dispersione ambientale da traffico,hanno portato almeno 3-4milioni di bambini americani a soffrire di intossicazione
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