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Commedia Matematica 3

Commedia Matematica 3

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07/10/2013

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Commedia
matematica – 3: Rimbalzi d’invidia
Purgatorio
Commedia
matematica
Canto XVRimbalzi d’invidia
Pensavi, amico mio, che partendo dal Paradiso cifossimo evitati il peggio. Invece no: dopo esserescivolati in basso fino a Malebolge, attirati dalladiabolica logica di un demone, dobbiamo purgarci unpoprima di poter accedere nuovamente ai cielidell’Empireo. Considera che ci
è
andata bene:possiamo uscire dall’Inferno e passare al Purgatorioperch
é
, alla fin fine, sappiamo di essere destinati alParadiso. Infatti la maggior parte dei riferimentimatematici, che andiamo inseguendo nella
Commedia
, si trova lass
ù
. Non fosse stato per lamatematica, non so come sarebbe andata a finire.Accodiamoci dunque a Dante e Virgilio, che stannopercorrendo la seconda balza del Purgatorio alconfine con la terza. Come racconta Ulisse dentro lasua lingua di fuoco nella bolgia infernale deiconsiglieri fraudolenti, il Purgatorio
è
una montagnaalta e brulla (“
quando n’apparve una montagna,bruna / per la distanza, e parvemi alta tanto / quantoveduta non av
ë 
a alcuna
”, Inf. XXVI, 133-135)piantata in mezzo all’Oceano Atlantico al di l
à
delleColonne d’Ercole
, che nella letteratura classicasimboleggiano il limite del mondo conosciuto(“
quando venimmo a quella foce stretta / dov’Ercule segn
ò
li suoi riguardi / acci
ò
che l’uom pi
ù
 oltre non si metta
”, Inf. XXVI, 107-109). Precisamente, esso
è
agli antipodi del monte Calvario ed
è
organizzato in modo speculare all’Inferno. Mentre quest’ultimo
è
un cono rovesciato, chesprofonda sottoterra verso peccati sempre pi
ù
gravi (“
Cos
ì 
discesi del cerchio primaio / gi
ù
nelsecondo, che men loco cinghia / e tanto pi
ù
dolor, che punge a guaio
”, Inf. V, 1-3), il Purgatorio
è
 un monte che si eleva al cielo, sovrastato dal giardino dell’Eden. Le sue coste sono divise in settebalze, una per ciascuno dei sette peccati capitali, e sono popolate da anime che, pur gi
à
scampatealla dannazione eterna, devono comunque purificarsi prima di giungere in Paradiso.Nella seconda balza si trovano gli invidiosi, con le palpebre cucite da fil di ferro. Come spiegaVirgilio, essi devono purgarsi dall’ansia, che spesso rende ciechi, di desiderare per s
é
gli stessi (senon pi
ù
) beni degli altri. Ansia che, peraltro, si autoalimenta nella constatazione che pi
ù
sonocoloro che desiderano uno stesso bene e minor parte di quest’ultimo spetta a ciascuno (“
Perch
é 
 s’appuntano i vostri disiri / dove per compagnia parte si scema, / invidia move il mantaco a’
(*) L’attuale Stretto di Gibilterra, territorio britannico d’oltremare dove la Spagna e il Marocco quasi si toccano.Andrea Tosin – IAC-CNR – a.tosin@iac.cnr.it
 Dante (in basso a destra), abbagliatodalla luce che accompagna l’apparizionedell’angelo, cerca di farsi schermo agliocchi con le mani
 
Commedia
matematica – 3: Rimbalzi d’invidia
sospiri
”, Purg. XV, 49-51). E che, invece, si placherebbe se gli uomini volgessero i propri desideriverso la carit
à
divina (“
 Ma se l’amor de la spera supprema / torcesse in suso il disiderio vostro, non vi sarebbe al petto quella tema;
”, Purg. XV, 52-54), la quale si accresce quanti pi
ù
sono coloroche la condividono (“
ch
é 
 , per quanti si dice pi
ù
l
ì 
“nostro”, / tanto possiede pi
ù
di ben ciascuno, / e pi
ù
di caritate arde in quel chiostro
”, Purg. XV, 55-57). Infatti, continua Virgilio, a differenza deibeni terreni l’amore divino si moltiplica riflettendosi da un beato all’altro, come un raggio di lucesugli specchi (“
Quello infinito e ineffabil bene / che l
à
s
ù
 
è
 , cos
ì 
corre ad amore / com’a lucidocorpo raggio vene. […] E quanta gente pi
ù
l
à
s
ù
s’intende, / pi
ù
v’
è
da bene amare, e pi
ù
vis’ama, / e come specchio l’uno a l’altro rende
”, Purg. XV, 67-69, 73-75).Luce, specchi… Contrariamente all’Inferno, il Purgatorio si distingue per una ritrovata luminosit
à
,cui non
è
immediato abituarsi dopo le tenebre eterne. Il povero Dante deve avere ancora le pupilledilatate dal buio, perch
é
, quando infine arriva un angelo che lo invita a salire verso la terza balza,egli cerca in ogni modo di riparare la vista dallo splendore abbagliante dei raggi luminosi che essoemana.
quand’io senti’ a me gravar la frontea lo splendore assai pi
ù
che di prima,e stupor m’eran le cose non conte;ond’io levai le mani inver’ la cimade le mie ciglia, e fecimi ’l solecchio,che del soverchio visibile lima.Come quando da l’acqua o da lo specchiosalta lo raggio a l’opposita parte,salendo su per lo modo parecchioa quel che scende, e tanto si dipartedal cader de la pietra in igual tratta,s
ì 
come mostra esper 
ï 
enza e arte;cos
ì 
mi parve da luce rifrattaquivi dinanzi a me esser percosso; per che a fuggir la mia vista fu ratta.
1215182124
… quando mi sentii colpire in voltoda una luce molto pi
ù
forte di prima,sensazione a me sconosciuta (
cosenon conte
) che mi sbalordiva; perci
ò
 portai le mani all’altezza dellesopracciglia (
la cima de le mieciglia
) per riparare gli occhi dallaluce [questo il significato letteraledell’espressione
 farsi solecchio
],limandola per quanto eccedeva lecapacit
à
visive (
soverchio visibile
).Come quando un raggio luminoso siriflette (
salta a l’opposita parte
)sull’acqua o su uno specchio,risalendo allo stesso (
 parecchio
)modo del raggio che scende eallontanandosi in ugual misura dallaverticale (
dal cader de la pietra
),come insegnano la pratica(
esper 
ï 
enza
) e la teoria (
arte
); cos
 ì
 mi sembr
ò
di essere stato colpito daluce riflessa qui davanti a me; perci
ò
 fui lesto a distogliere lo sguardo.
Che la luce con cui l’angelo colpisce Dante siaquella di Dio che, attraverso il messaggero celeste, siriflette in Purgatorio
è
un fatto abbastanza logico eaccettabile. Pi
ù
sorprendente
è
che il nostro Poetautilizzi dettagliatamente le leggi dell’otticageometrica per spiegare il fenomeno! In effetti, lapratica mostra che un raggio luminoso incidente equello riflesso formano angoli uguali con la verticalenel punto di incidenza. E la teoria come lo mostra?Non
è
facile maneggiare la luce, nemmeno se sitratta di farlo con formule su un foglio. Di mezzo ci sono concetti raffinati, come il dualismo onda-
Andrea Tosin – IAC-CNR – a.tosin@iac.cnr.it
 Riflessione della luce su una superficiecurva
 
Commedia
matematica – 3: Rimbalzi d’invidiaparticella e le equazioni di Maxwell. Perci
ò
cercheremo una risposta riconducendoci a qualcosa dipi
ù
semplice da trattare ma analogo, nei fatti, alla riflessione dei raggi di luce.La pratica mostra che quando si lancia una palla a terra se il rimbalzo
è
sufficientemente elasticoessa risale in modo speculare rispetto alla verticale. Nel momento in cui la palla colpisce il terreno,tra i due avviene uno scambio di energia, che in Fisica si chiama “urto”, il quale modifica lavelocit
à
della palla e, in teoria, un minimo anchequella del terreno. Come ricorderai, gli urti elasticiconservano la quantit
à
di moto e l’energia cineticatotali della coppia palla + terreno, cio
è
, con lenotazioni della figura:La prima equazione dice in orizzontalee in verticale, ovvero e. Quindi in orizzontale la palla noncambia velocit
à
, mentre in verticale ne cede un po’al piano di rimbalzo. Usiamo queste informazioninella seconda equazione ma, mi raccomando,
cum grano salis.
La matematica non
è
un fatto dicalcoli puramente meccanici. Anzi, gli errori peggiori si commettono proprio quando la siconsidera sciaguratamente cos
 ì
. Dopo la sostituzione algebrica e qualche calcolo, ci ritroviamo conquesta relazione tra e :.Una conclusione possibile
è
, ma ci va bene? Certo che no, perch
é
equivarrebbe a dire chenon c’
è
urto tra la palla e il terreno: la palla proseguirebbe indisturbata nella sua traiettoria perch
é
 e . E allora? Allora dobbiamo scartare questo caso e considerare l’altro contenutonella precedente equazione, cio
è
. Dunque, se conosciamo la velocit
à
della pallaprima del rimbalzo possiamo determinare la sua velocit
à
dopo il rimbalzo e quella del piano su cuiha rimbalzato mediante le formule:.Non sembra quanto ci aspettavamo. Affinch
é
, per dirla come Dante, la palla risalga cos
 ì
com’
è
 scesa, allontanandosi in ugual misura dalla verticale, ci vorrebbe infatti non solo ma anche. Cos
 ì
, se inizialmente la palla scende ( ) successivamente essa risale ( )altrettanto rapidamente ( , ).Abbiamo sbagliato? Ragioniamo. Tu l’hai mai visto un terreno sprofondare un po’ dopo che unapalla ci ha rimbalzato sopra? … Perch
é
il terreno non sprofonda? Il fatto
è
che la sua massa
è
 
Andrea Tosin – IAC-CNR – a.tosin@iac.cnr.it
 Rimbalzo elastico di una palla a terra
mv
1
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