amava arrampicarsi sugli alberi per guardarele uova schiudersi nei nidi. No. Non ricordavo affatto i suoi occhiverde bosco, così belli come decantavaFatima.Era stata la nostra tata da quandoeravamo nati, membro acquisito dellafamiglia Della Croce dai tempi della Genesi biblica. Ci aveva amati come fossimo i suoifigli e ci aveva insegnato le cantilene cubane per tenere lontani gli spiriti dei morti vagantinelle boscaglie. Ormai stava diventandovecchia e la sua mente aveva la tendenza adilatare i ricordi, trasformando gli occhislavati di Santa, di quel colore verde acquosoche sfuma nel grigio nebbia, in sfolgorantefogliame estivo.Mi condusse a passo lento fino al salottoverde, che era stato adibito a camera ardente.Entrai nella penombra velata e miaccostai alla bara. Mia sorella.Sembrava che dormisse, fresca come unarosa. Quasi più bella di quanto ricordasse lamia memoria, o peggio, più bella di quandoera viva, nelle foto che si accalcavano sulla
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