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The Project Gutenberg EBook of Studi intorno alla storia della Lombardia, byCristina BelgioiosoThis eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and withalmost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away orre-use it under the terms of the Project Gutenberg License includedwith this eBook or online at www.gutenberg.orgTitle: Studi intorno alla storia della LombardiaFull title: Studi intorno alla storia della Lombardia negliultimi trent'anni e delle cagioni del difetto d'energiadei lombardiAuthor: Cristina BelgioiosoRelease Date: May 3, 2008 [EBook #25318]Language: ItalianCharacter set encoding: ISO-8859-1*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LOMBARDIA ***Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and theOnline Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net(This file was produced from images generously madeavailable by Biblioteca Sormani - Milano)STUDIINTORNOALLA STORIA DELLA LOMBARDIANEGLI ULTIMI TRENT'ANNIE DELLE CAGIONIDEL DIFETTO D'ENERGIA DEI LOMBARDI_Manoscritto in francese di un Lombardovoltato in italiano da un Francese_PARIGI
 
1847PARTE PRIMAChi abbia scorsa la Lombardia nella prima parte di questo secolo, chiabbia studiato la storia d'Italia, chi abbia militato al fiancodegl'Italiani negli eserciti imperiali, ed in ispezielt veduti i
ventisettemila o che soldati partiti dall'Alta Italia o dal reame diNapoli perire tutti nelle gelide pianure della Russia o nei fluttidella Beresina, spirare da valorosi con la spada in pugno, senzagemiti n omei, cadere aggelati nell'atto di locarsi tra le file,
oppure percossi da acctta nell'inchiodare l'ultimo cannone da essi
col trascinato, se oggid scendesse di nuovo dall'Alpi, crederebbe a
stento al testimonio degli occhi suoi propri, e si persuaderebbe forsedi essere sceso frammezzo ad un popolo ignoto e nuovo per lui. Cheavvenne egli mai in Lombardia da trent'anni a questa parte?Gl'Italiani e i Lombardi al par degli altri, sono stati in ogni tempopur troppo agitati ed irrequieti. Leggi gli storici dell'Italia, e tisi pareranno dinanzi fazioni senza numero che cozzano fra loro;capi-parte che s'attraversan l'un l'altro, si scontrano a mezza lavia, e a vicenda si tolgono amici, fautori e sussdi; citt che
sollevansi contro i loro signori, e agevolmente discaccianli,chiamandone altri in loro vece, od ingegnandosi di farne senza, colgovernarsi a comune; signori discacciati che non di rado vengonorichiamati prima di avere avuto tempo d'uscire da un angustoterritorio; giurati loro nemici che fanno sacramento di servirli,mentre i loro successori escono dalla porta opposta a quella per cui iprimi rientrano nella citt capitale. Il papa, l'imperatore, il re di
Francia, e in sguito anche il re di Spagna, quei quattro grandi
indirizzatori di tutti i moti italici, da cui traevan profitto, sispartivano a vicenda le citt e le province italiane; ned io saprei se
si possa in tutta quanta la Penisola trovare una citt che non abbia,
ed anche con breve intervallo di tempo, aperto le sue porte, e accoltocon tripudio pria questo, poi quello dei detti prncipi. Non intendo
gi, nel dettar queste linee, a fare un elogio del carattere italiano.
Potr esso venir tacciato d'incoerenza, di leggerezza, di soverchia
ambizione, di incostanza, d'infedelt e simili vizi. Ma almeno non gli
si pu apporre l'inerzia, l'immobilit, la stupidit, la meticolosit,
l'indifferenza per le cose politiche. E per non parlare qui d'altriche dei Lombardi, e della loro condotta nel tempo preceduto aitrent'anni ultimi scorsi, dir ch'essi mai non cessarono di spiegare
quell'operosit un po' irrequieta cui sono naturalmente disposti.
Dotato da Luigi XII d'una costituzione assai simigliante a quella ondegodono a presente la Francia e l'Inghilterra, giacch essa conferiva
la potest legislativa a due camere, la pi alta delle quali era la
sola di cui il principe eleggesse i membri; il ducato di Milano siserb, pi che tutti gli altri Stati italicii, in possesso del dritto
e del costume di dirigere l'andamento del suo proprio governo. GliSpagnuoli sminuirono le prerogative delle camere, senza per
annichilarle, e Giuseppe II, ad esempio de' suoi predecessori, apochissimo le ridusse. Ma questo principe, benefattore della
 
Lombardia, in quanto l'arricch del bel sistema d'amministrazione
interna e di divisione territoriale, che con lievi modificazioni laregge pur ora, lasciolle inoltre una indipendenza assai grande; cuil'aristocrazia lombarda, la quale era allora in possesso di tutte lealte cariche dello Stato, sapea far rispettare, con commendevole erara energia. Ricordasi tuttora in Milano una sovragiunta d'impostache l'imperatore volea far riscuotere sopra non so qual reddito inLombardia; e si rammenta che il conte Melzi, che allora teneva unragguardevole posto nello Stato, si oppose risolutamente a questanovella imposta, e non avendo potuto indurre i Milanesi a ricusarla,partissene subito per a Vienna, ove fu pi avventurato, e ottenne la
rivocazione dell'ordine dato. E s che di gi in quel tempo le idee
che addussero la rivoluzione francese ferveano in Italia, e fra ipromotori di esse annoveravansi parecchi autorevoli membridell'aristocrazia milanese, filosofi, leggisti, istorici, poeti. Avevail Parini in un poema satirico, diviso in quattro parti, _il Mattino,il Mezzogiorno, la Sera e la Notte_, vlto spiritosamente in beffa i
rancidi e alquanto buffi costumi della eletta societ. Gli certo che
l'aristocrazia italiana, erede ad un tempo dei costumi francesi,spagnuoli ed austriaci, ch'essa del resto aveva fusi insieme,facendosi cos un carattere suo proprio e per certi rispetti
originale, porgea molta materia ai sarcasmi del Parini. Allato aipersonaggi gravi e studiosi che amministravano le cose dello Stato,una moltitudine di giovani signori e di giovani dame, tutti intentiagli amori ed ai piaceri, spendevano il loro tempo a visitarsi avicenda ed a dir male del prossimo. Eranvi mariti che presentavanoalle loro consorti il cavaliere servente, cui destinavano essimedesimi a compier l'ufficio indicato dal suo nome. Poche mogliinoltre teneansi paghe del cavaliere dato dal marito, e la maggiorparte di esse si sarebbero vergognate di non trarsi dietro alpasseggio e in casa delle loro amiche e al teatro un numeroso codazzoche rendesse testimonianza della possa dei loro vezzi. Era il codazzocomposto per l'ordinario da un _patito_, o, per meglio dire, daparecchi _patiti_; perocch come l'indica il nome (soffrente o
sofferto) il _patito_ era un amante sfortunato e universalmente notoper tale; eravi pure (e pur troppo dobbiam confessarlo) l'_amante_, senon che il buon costume d'allora portava ch'ei fosse unico. Avreitorto davvero se dimenticassi i _galanti_, che potevano essere non mennumerosi che i _patiti_, e fra i quali annoveravansi parecchi abatini.Eran questi, per lo pi, giovani cui non garbava applicarsi
stabilmente, o che appartenevano a pi dame; oppure, come ho detto,
erano anche abatini, fratelli minori dei pi grandi signori, che del
sacerdozio non avean altro che l'abito nero, del letterato, chel'abilit di porre insieme malamente delle rime, e dell'uomo mondano,
che la permissione di seguir da pertutto la dama eletta, di portarleattorno in braccio il cagnuolo prediletto, e di sopportarne umilmentele capresterie.Cosiffatti costumi eran tali invero da eccitare il disprezzo el'indignazione degli uomini di cuore e d'ingegno, che, natinell'ordine privilegiato, aborrivano i privilegi, ed esposti a perderetutto ove si mandassero ad atto le dottrine dell'uguaglianza,adoperavano pure con quanta autorit potevano a propagarle e ad
inculcarle. La brigata chiamata _il Caff_, e composta dei tre
fratelli Verri, del marchese Beccaria, di Paolo Frisi, del Longhi, delVisconti e di molti altri, rappresentava il partito delle nuove idee.I vecchi dignitari dello Stato e la giovent effemminata
rappresentavano quello dei vecchi pregiudizi. E, come immancabilmente
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