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Chi è veramente Matteo Renzi "Il vecchio Stil Novo del Cayman(o) di Rignano" pubblicata da Tommaso Fattori

Chi è veramente Matteo Renzi "Il vecchio Stil Novo del Cayman(o) di Rignano" pubblicata da Tommaso Fattori

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Una accurata descrizione del personaggio di cui in tanti preferiremmo non doverci occupare
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Il vecchio Stil Novo del Cayman(o) di Rignano
pubblicata da Tommaso Fattori il giorno Domenica 25 novembre 2012
 
La “notte prima delle primarie” e la prima poltrona di Renzi, grazie a Rutelli
Ci sono tanti modi di trascorrere “la notte prima delle primarie”: fra i peggiori c’èsicuramente quello di trovarsi a scrivere un’email sul nuovo Cayman(o) Matteo Renzi.Oltretutto che senso ha? Un’email (o un post-facebook) così tardivo neppure ha il senso(eventuale) di convincere 2 o 3 conoscenti a non votare il Richard Nixon di Rignanosull’Arno. Troppo tardi. Eppure un senso per me ce l’ha, mi sento di assolvere ad unpiccolo “compito morale”, etico, civico. Dopo aver ricevuto l’ennesima email che m’invita avotare Renzi il “rinnovatore” (fra cui quella che rimanda al blog di un certo signor “Sola”: unnome, un programma), email piena di inconsistente retorica, sento di poterne più e divolermi inutilmente rovinare il sabato notte.Prima di tutto “adesso” a Firenze è iniziato ben 9 anni fa, quando (grazie ad un accordospartitorio in grande stile), il Cayman(o) ottiene, grazie a Rutelli, di poter avere la sua primapoltrona: quella di Presidente della Provincia di Firenze. Dalle peggiori “pratiche” spartitoriearriva il primo posto per il Cayman(o): l’alba di un nuovo giorno (che poi in Italia è uguale algiorno prima, come ne il “giorno della marmotta”).
 
 
Le istituzioni come “trampolino”: il j’accuse di Pier Luigi Vigna
Al Cayman(o) di Rignano –come è noto- non importava un fico secco della Provincia diFirenze. L’obiettivo è stato fin da subito ben chiaro: usare la Provincia (l’istituzione e i soldipubblici) per diventare Sindaco di Firenze, per poi usare Firenze al fine di ottenere un ruolopolitico nazionale. Uso di soldi pubblici, assunzioni a man-bassa degli “amici suoi” (glistessi che ora vuol mandare in Parlamento: in caso di sconfitta «porterò un po' di amicimiei» in Parlamento, si lascia sfuggire Renzi in un fuori onda), società messe in piedi perconvogliare denaro della collettività in iniziative finalizzate in ultima analisi a costruirel’immagine pubblica di Matteo Renzi, a saldare relazioni, a farsi amica e acquiescentebuona parte della stampa locale.Questa spregiudicatezza e lo scaltro “uso” delle istituzioni come “predellino” è statolucidamente colto dal compianto Pier Luigi Vigna (che di personaggi scaltri ne avevaincontrati molti nel suo lavoro). Vigna non ci sta ad essere “usato” a sua volta dal Nixon diRignano per i suoi scopi extra-istituzionali (di carriera e potere). Vigna si dimette – con unalettera assai amareggiata- dal suo incarico di consulente speciale per la sicurezza delComune di Firenze: “non ho mai considerato positivamente chi opta per lo svolgimento diuna determinata funzione pubblica come un trampolino di lancio per conseguirne un'altradel tutto diversa”. Aggiunge Vigna: è ormai chiaro, “poiché emerge anche da tuedichirazioni pubbliche”, l’intento di usare il ruolo di Sindaco di Firenze per ottenere benaltro, mentre io "ho sempre pensato che ogni funzione pubblica non possa esserestrumentalizzata".
 
Per il Nixon di Rignano la parola “coerenza” non esiste (ma nemmeno per gli italiani)
Ma della coerenza non importa più nulla a nessuno, è evidente. Nel paese in cui Bossi escedal governo dando del mafioso a Berlusconi per poi tornare al governo col “mafioso” comesu nulla fosse, cosa vuoi che importi se “il rinnovatore” di Rignano ha dichiarato che per luiciò che contava era “solo” fare il Sindaco di Firenze (“il mestiere più bello del mondo”)? IlNixon di Rignano, nel corso della campagna per diventare Sindaco, anzi, se la prendeva -bacchettandoli severamente, quasi fosse Catone il Censore nell’antica Roma- con gli altricandidati a Sindaco del centro sinistra con incarico parlamentare: “prima dovete finire ilmandato”. Più precisamente il Nixon di Rignano dichiara: “c'è solo una cosa che dovrebbefarci riflettere: a me piacerebbe che, quando uno si candida, fosse in grado di non lasciarea mezzo un lavoro. Credo che quando uno è stato eletto in parlamento avrebbe fattomeglio a finire il lavoro in parlamento o viceversa a non candidarsi in parlamento ecandidarsi direttamente al Comune di Firenze. Perchè...finiamo un mandato e poipreoccupiamoci del resto!". Renzi sapeva già allora di mentire, ossia sapeva bene che luimedesimo, al momento giusto, se ne sarebbe infischiato di finire il mandato di Sindaco, maintanto agli avversari ammanniva la sua lezioncina populistica. Tanto poi chi se loricorderà? Giorni fa, alla Stazione Leopolda, in un momento di rara sincerità, ha dichiaratocandidamente “aspettavo questo momento da 18 anni”: altro che il mestiere più bello delmondo, era qui che voleva arrivare fin dai tempi in cui “catoneggiava” contro gli avversari,come aveva ben inteso Vigna. Un personaggio simile, in qualunque paese civile,prenderebbe il solo voto dei cari congiunti (a proposito, l’avete vista la copertina che si èfatto fare su “Oggi” a
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ancato dalle 2 povere nonne -dopo che gli avevano spiegato che loslogan della “rottamazione” non piaceva agli anziani? Letteralmente, pur di vincerevenderebbe anche la nonna).
 
Il Sindaco assente: dai 100 punti lasciati a metà alla Tramvia ferma
Che diavolo abbia fatto il Nixon di Rignano una volta Sindaco di Firenze, a parte lavorareper la sua candidatura nazionale e a parte l’operazione-immagine “pedonalizzazioneDuomo”, non è chiaro. Negli ultimi mesi è in camper ma anche negli anni precedenti eraassai più a
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accendato a costruire relazioni con industriali, banchieri e finanzieri, dedicato afare “public relations” con tutto il “potenziale elettorato” che ad amministrare la città.I famosi 100 punti del programma erano in gran parte di facilissima attuazione, scelti aposta per poter essere realisticamente attuati “in 100 giorni” (memorabile “il percorso di
 
footing più bello del mondo. Realizzazione di un percorso di footing di circa un’ora tra lemeraviglie della nostra città. Per turisti e residenti”) e malgrado ciò, dopo oltre 1200 giorni,circa il 60% dei 100 punti è ancora inattuato, soprattutto quelli “chiave”.L’elenco dei problemi che derivano da questa colpevole incapacità amministrativa sarebbeinfinito ma se prendiamo un tema a caso, la mobilità, vediamo non solo che le piste ciclabiliannunciate non sono state fatte (in vista dei mondiali del ciclismo qualcosa si muoverà, pernon rischiare una figura barbina) ma che le linee 2 e 3 della Tramvia, dopo 4 anni, sonochimera: cantieri fermi, impressionante levitazione dei costi, probabile perdita deifinanziamenti europei, ossia ulteriori immani costi scaricati sulla collettività. Perché? Moltoprobabilmente per non avere “impopolarissimi” cantieri aperti in città mentre Renzi tenta ilgrande salto nazionale. Ma lo slogan del nostro Nixon è immancabilmente e
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cace,inossidabile a qualunque smentita empirica: “noi stiamo cambiando Firenze. Noi siamol’amministrazione che le cose le fa, perché il dramma è che oggi le cose vengonoannunciate e poi non fatte”. Geniale.In Consiglio comunale, poi, il Nixon di Rignano non si presenta proprio: le sedute a cui èstato presente si contano sulle dita di una mano. Tanto da dimenticarsi che per esempio Selnon è più in coalizione (ripete sempre, sapendo di mentire, “a Firenze governiamo con SEL”e lo ha fatto anche recentemente a Porta a Porta)
 
L’ “altra metà del cielo” (sigh) e le tasse: ancora bugie
Su Firenze si potrebbe continuare. Fra i punti di programma attuati, dice il Nixon diRignano, c’è il fondamentale punto 1 (proprio il numero 1!): “1. Pochi, ma buoni. Faremouna giunta di sole dieci persone, con cinque uomini e cinque donne”. Fantastico, autenticoinnovatore! Solo dieci e parità di genere. Vero che a Firenze toccherebbero 16 asessori mail Nixon di Rignano dimentica di dire che a Firenze 16 assessori non ci sono mai stati e chenella giunta precedente gli assessori erano…10! Quanto alle donne (l’“altra metà del cielo”,così le chiama Renzi, e un brivido corre lungo la schiena) rivendica di averne tante in giuntama dimentica di segnalare che ne ha eliminate tante dalla presidenza di posti chiave comele società partecipate. Renzi straparla di “merito” (altro suo slogan: “a un giovane direi chequesto sarà un Paese dove trovi lavoro se conosci qualcosa e non se conosci qualcuno”) maa lui piacciono prima di tutto gli amici, i suoi amici. L’innovatore, nel fuori onda
 
che ho giàricordato, ha dichiarato «porterò un po' di amici miei in Parlamento»: la nuova politica, nonc’è che dire. Ma è soprattutto agli amici maschietti (la prima metà del cielo) che riserva iposti di comando. Alcuni amicissimi –come l’amico d’infanzia Carrai, detto “meritocrazia”perché il suo principale merito è proprio essere amico del meritocratico Renzi- stanno puresu più poltrone chiave contemporaneamente, per nomina diretta dell’amico Renzi che lo hafatto presidente della municipalizzata Firenze Parcheggi (che poi sponsorizza tantissimeattività culturali care al Cayman di Rignano), ma anche consigliere d'amministrazione delGabinetto Vieusseux, ma anche consigliere della Cassa di Risparmio di Firenze (enteazionista di Banca Intesa San Paolo). Inutile dire che dietro il finanziamento delle campagnedi Renzi c’è Carrai: lui organizza le cene con l’alta finanza, lui raccoglie denari, lui è amicodi Zingales e di importanti pezzi della destra repubblicana Usa.Quanto agli argomenti più falsamente sbandierati da Renzi per mezza italia (in camper), c’èquello -dal sapore vagamente berlusconiano- della “riduzione delle tasse” a Firenze. Eh sì,perché il Nixon di Rignano continua a ripetere che a Firenze le tasse si sono abbassate (poidirà anche che ha creato un milione di posti di lavoro?). Pure in questo caso è prestosvelato l’inganno. Vero è che l'IRPEF è stata abbassata ma tutto il resto è aumentato: Cosap,Tia, IMU e financo i parcheggi. Della riduzione IRPEF (come congegnata a Firenze) hannoperaltro beneficiato i più abbienti: per i redditi inferiori a 15.000 c’è stato un risparmio di 9euro, mentre per i redditi superiori ai 75.000 euro il risparmio è stato di ben 132 euro. Unaidea di equità balzana: forse suggerita anche questa dai maghi della finanza speculativaamanti delle Cayman?Dal 2009, anno dell’arrivo di Renzi a Palazzo Vecchio, i debiti del Comune di Firenze sonoaumentati del 20 per cento e in questi giorni la situazione è precipitata (dopo aver fatto unbilancio preventivo sbagliato Renzi adesso si prepara al taglio degli investimenti per 73,7

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