La
teoria della relatività speciale
(RS) o
ristretta
è una teoria fisica pubblicata nel 1905 da AlbertEinstein, allo scopo di rendere compatibili tra di loro la meccanica e l'elettromagnetismo per trasformazioni del sistema di riferimento. L'aggettivo
speciale
si riferisce al fatto che vengonoconsiderate trasformazioni solo tra sistemi di riferimento inerziali, escludendo quindi i sistemi accelerati,come, per esempio, quelli sotto l'azione della forza gravitazionale.Dieci anni più tardi, Einstein pubblicò la teoria della relatività generale, in cui estese il concetto diinvarianza anche ai sistemi sottoposti alla forza della gravità.Agli inizi del Novecento si credeva che il sistema solare e quindi tutti i corpi celesti fossero immersiin una sostanza, non meglio identificata, chiamata
etere
. Questo perché non appena fu scoperta la naturaondulatoria della luce (Newton credeva invece che avesse natura corpuscolare) si ipotizzò l’esistenza diun mezzo attraverso il quale la luce si propagasse, come l’acqua per le onde marine o l’aria per il suono.La natura di questo mezzo materiale fu sin dall'inizio fonte di numerosi problemi. Il fatto che le ondeluminose fossero trasversali richiedeva un etere solido, invece che liquido o gassoso; l'elevatissimavelocità di propagazione della luce richiedeva una rigidità corrispondentemente elevata per l'etere; ilfenomeno astronomico dell'aberrazione della luce delle stelle indicava che l'etere dovesse restare
immobile
su distanze, appunto, astronomiche. La
Terra
— il sistema solare nel suo complesso — orbitaattorno al centro della propria
galassia
ad una velocità di 217
km/s
. Un vento d'etere ad una similevelocità avrebbe dunque dovuto spazzare la Terra in direzione opposta alla proprio moto di rivoluzionegalattica. Il moto del sistema solare nella galassia non era ben noto nel
XIX secolo
, ma era noto il motodi rotazione intorno al proprio asse, dato che si conosceva con precisione il diametro terrestre. Il suoeffetto sarebbe stato un vento d'etere variabile con la latitudine con un picco di 460
m/s
.
AlbertAbraham Michelson
, che aveva insegnato fisica all'istituto di Cleveland in Ohio, decise di provare amisurare la
velocità della luce
per vedere se si trovava traccia del vento d'etere, usando a tale scopo unostrumento da lui stesso ideato che successivamente prese il nome di
interferometro di Michelson
. Se ilvento d'etere fosse esistito la velocità della luce sarebbe stata diversa nelle varie direzioni, quindi,guardando all'interno dell'
interferometro
, si sarebbero viste delle frange di interferenza. Utilizzandoquesto dispositivo sperimentale Michelson effettuò nel 1881 un certo numero di misure, non rilevando lospostamento minimo previsto delle frange di interferenza. Effettuò un esperimento ancora più accuratoinsieme a
Edward Morley
che offrì il suo seminterrato. Il risultato fu che l’etere non esisteva e la luceper avendo natura ondulatoria si propagava nel vuoto.All’epoca esisteva anche un altro problema che assillava i fisici. Le
equazioni di Maxwell
chegovernavano l’evoluzione spazio-temporale dei campi
elettrico
e
magnetico
davano prova di funzionareegregiamente ma non erano invarianti rispetto ad una trasformazione di Galileo. Vale a dire alla sommaalgebrica delle velocità in due sistemi di riferimento inerziali. Cioè se io cammino su un treno allavelocità di 1 m/sec la mia velocità vista da un osservatore a terra è uguale alla velocità del treno più 1m/sec se cammino nella stessa direzione oppure meno 1 m/sec se cammino in direzione inversa.
Lorentz
propose delle formule dette appunto
Trasformazioni di Lorentz
(
TL)
che rendevano invarianti le
Equazioni di Maxwell
. Questa prospettiva però non funzionò perché Hippolyte Fizeau mostrò chequeste fornivano risultati in disaccordo con l'esperimento di trascinamento della luce nell'acqua inmovimento: la composizione delle velocità non veniva rispettata dalla luce Era allora chiaro che la teoriadell'Elettromagnetismo era corretta, le misure di EM non potevano mostrare alcuna velocità rispettoall'etere. Allora occorreva trovare delle nuove trasformazioni con le quali sostituire quelle di Galileo e diconseguenza modificare tutta la meccanica classica per renderla invariante rispetto a queste nuove
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