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VII - LA GUERRA DEL PARAGUAY(1865-70)
 
S
OMMARIO
:
1. La Triplice Alleanza (1864-65). - 2. La Sebastopoli del Sudamerica (1866-67). 3. Il fronte interno (1866-69). 4. L’offensiva alleata e la ritirata paraguaiana (1867-68). - 5. La vittoria mutilata (1869-70).
1. L
A
T
RIPLICE
A
LLEANZA
 (1864-65)
Genesi della guerra (1861-64)
 
 Nel 1862 Francisco Solano Lopez (1827-70) assunse la presidenza del Paraguay. Succedeva al padreCarlos Antonio, che aveva efficacemente difeso l’indipendenza del paese contro Rosas e attuato cauteaperture alle influenze esterne, aderendo nel 1851 alla coalizione antirosista delle limitrofe provinceargentine, sostenuta dall’Inghilterra e dal Brasile. Come si è già accennato, all’inizio dell’ultimaguerra civile argentina (1859-61) Carlos Antonio aveva esercitato una efficace mediazione tra Mitre eUrquiza, che proprio nel 1859 aveva accordato il definitivo riconoscimento dell’indipendenza paraguayana. Ma il governo di Asuncion era poi rimasto isolato dalla ripresa della guerra e dalladefinitiva vittoria bonearense, ottenuta grazie al sostegno finanziario brasiliano procacciato dalladiplomazia britannica. Nondimeno, fiducioso di poter difendere con la forza delle armi e l’abnegazione dei cittadini-soldativalori “spartani” opposti a quelli “ateniesi” espressi dalla società mercantile della costa atlantica, ilnuovo presidente-dittatore del Paraguay accarezzava l’idea di creare un vasto impero subamazzonicoaggregando Bolivia e Uruguay e assicurandosi così un doppio sbocco sul Pacifico e sull’Atlantico.Perno di questa politica era il sostegno al nuovo governo conservatore (
blanco
) di Montevideo. Maquest’ultimo era di fatto accerchiato tra l’ostilità del Brasile e la protezione accordata da Mitre algenerale Venancio Flores, che da Buenos Aires dirigeva la resistenza del partito liberale (
colorado
)uruguayano.La situazione precipitò il 19 aprile 1863, quando Flores, col sostegno esplicito della stampa bonearense e quello sotterraneo di Mitre, riprese le armi contro il regime di Montevideo. Dopo unoscambio di note diplomatiche, in cui intervenne anche il Paraguay, in novembre l’Uruguay ruppe lerelazioni diplomatiche con l’Argentina che aveva rifiutato di sciogliere il comitato rivoluzionario diappoggio a Flores.Richiamato da Montevideo, l’ambasciatore argentino José Marmol convinse Mitre a studiareun’azione comune col Brasile, al quale il trattato di alleanza del 1851 riconosceva il diritto diintervento in caso di movimenti armati. A seguito dei colloqui avuti con Marmol a Rio de Janeiro, ilBrasile incaricò il consigliere José Antonio Saraiva di una missione ultimativa presso il governouruguayano e schierò una forza al confine per impedire alle truppe governative di attaccare Flores.
 
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Intanto il viceammiraglio Joaquim Marques de Silva barone di Tamandaré si presentò con 5 navinelle acque di Montevideo, dove Mitre spedì il ministro degli esteri Rufino de Elizalde,accompagnato dagli ambasciatori inglese e uruguayano, Edward Thorton e Andrés Lamas.
 La mobilitazione paraguayana e l’intervento brasiliano in Uruguay (agosto-settembre 1864)
 Nell’intento di impedire un’alleanza argentino-brasiliana, Lopez mobilitò 30.000 uomini, pari al 6 per cento della popolazione (30 battaglioni di fanteria, 23 reggimenti di cavalleria e 4 d’artiglieria). Fuuna misura controproducente, perchè spinse Mitre ad accogliere con favore le proposte brasiliane proprio per scoraggiare la temuta alleanza tra Lopez e Urquiza, ancora padrone di Entre Rios. MaLopez rinunciò a tentare un coordinamento con la forte dissidenza argentina che simpatizzava con ilParaguay contro l’odiato Brasile, mentre Urquiza, puntando alle elezioni presidenziali del 1868,raffrenò le frange estremiste del suo stesso partito, che avrebbero voluto sollevare nuovamente la provincia Mesopotamica e quelle limitrofe di Corrientes e Santa Fe.Dal canto suo, pur diffidando della lealtà di Urquiza, Mitre era vincolato dal debito contratto nel1861 con la diplomazia inglese e con la banca brasiliana del barone di Manà, la più importante delSudamerica. Dovette quindi correre il rischio di una guerra impopolare che poteva riaccendere laguerra civile tra le province e la capitale. Così il 22 agosto 1864 Elizalde e Saraiva firmarono un protocollo di difesa reciproca e il 14 settembre l’avanguardia brasiliana passò la frontiera uruguayanacollegandosi con le forze ribelli di Flores. Lopez reagì chiamando alle armi la riserva e accampandositra Cerro Leon e le piazzeforti di Encarnacion (sul Paranà) e Humaità (sul Paraguay) con ben 80.000uomini - un quarto cavalieri (40 reggimenti) e un quarto artiglieri con 350 cannoni, inclusi alcuni da150 mm - collegati da un ottimo servizio telegrafico.L’esercito brasiliano di pace contava appena 25.000 uomini - 22 battaglioni di fanteria, 6 reggimentidi cavalleria, 1 d’artiglieria a cavallo, 5 battaglioni d’artiglieria a piedi, 1 battaglione del genio e 1equipaggio da ponte. Ma il Brasile era in grado di mobilitare almeno 30.000 guardie nazionali (57 battaglioni e 22 unità di cavalleria) e disponeva di un’assoluta superiorità navale. Infatti, in attesadelle 5 moderne unità da guerra commissionate da Lopez (3 navi con torri corazzate e 2 batteriecorazzate) la piccola marina fluviale paraguayana contava appena 1 cannoniera di costruzione inglese(
Tacuarì
) e 16 mercantili armati, più una forza costiera di 6 compagnie di fanteria e 1 di artiglierianavale. La marina brasiliana contava invece ben 43 unità - 4 fregate, 9 corvette e 14 unità minori a propulsione eolica, 1 fregata e 7
 sloops
ad elica e 8
 steamers
a ruota - più un consistente corpo di
 Fuzilheiros avais
. Inolte proprio nel 1864 varò le prime due corazzate sudamericane,
 Barroso
e
Tamandaré 
, presto seguite da una terza unità similare, il
 Bresil 
.
 L’Ejército acional argentino nel 1864
 L’
 Ejército acional 
argentino era stato riorganizzato da Mitre con decreto 29 gennaio 1864 su 7 battaglioni di fanteria (i primi due su 5 compagnie - 1 granatieri, 1 cacciatori, 3 fucilieri
-
gli altri su 4- 1 granatieri e 3 di cacciatori) e 8 reggimenti di cavalleria (su 2 squadroni di 2 compagnie), più 4compagnie e 2 squadroni autonomi e 1 reggimento d’artiglieria leggera, tutte unità largamente sottoorganico.Gli effettivi erano infatti appena 6.472, di cui 1.213 presidiavano i 740 chilometri della frontierasettentrionale e 5.259 la frontiera meridionale, estesa per 1.900 chilometri da Punta del Agua(dipartimento di San Rafael) a Carmen de Patagones:
1.919 alle 4
 Fronteras del Interior 
(300 Mendoza, 775 San Luis, 650
Sur de
 
Cordoba
, 194
Oeste de
 
Santa Fe
)comandate dal colonnello José Iseas, dal tenente colonnello Antonino Baigorria, dai comandanti Manuel J.Olascoaga, Augusto Segovia, Reinaldo Villar e José Maria del Prado e dal maggiore Juan Ayala. Le truppe
 
182
consistevano in 1 battaglione di fanteria (N. 6 a San Luis e Mendoza) e 4 reggimenti e mezzo di cavalleria (N. 4 aSan Luis, N. 7 a Rio Cuarto, N. 2 e N. 8 ai forti cordobesi di Las Tunas e Los Morteros, Squadrone
Guias
a Est diSanta Fe);
2.976 alle 4
 Fronteras de Buenos Aires
- 816
 orte
, 805
Oeste
, 805
Sur 
, 550
Costa Sur 
- comandate dal generaleEmilio Mitre (fratello del presidente) e dai colonnelli Julio de Vedia, Ignacio Rivas e Benito Machado. Le truppeincludevano 4 battaglioni (N. 1 e N. 2 a Buenos Aires, N. 3 a Junin e N. 4 ad Azul) e 3 reggimenti e mezzo dicavalleria (N. 1 e squadrone
 Dragones
a Buenos Aires, N. 3 a Junin e N. 5 a Bragado, Nueve de Julio e Tabalqué) più 1 reggimento di artiglieria leggera, 2
compagnias
 
de orden
(Rosario e Santa Fe) e 2
 fijas
(1a a Buenos Aires e2a all’Isola di Martin Garcia) senza contare un migliaio di
indios amigos
della tribù di Cipriano Catriel;
361 della Legione italiana (196 Bahia Blanca e 165 Carmen de Patagones) comandati dal tenente colonnello JulianMurga e dal comandante italiano Giovanni Ciarlone (Juan Charlone);
1.213 sulle quattro
 fronteras
settentrionali - 650
 orte
santafesino, 175 Cordoba, 198 Santiago del Estero e 190Salta - rispettivamente comandate dai colonnelli Emilio Conesa e Luis Alvarez, dal generale Antonino Taboada edal sergente maggiore Emilio Alfaro. Le truppe includevano 2 battaglioni (N. 7 a Corrientes e N. 8 alla
 Fronteradel Chaco
) e 1 reggimento di cavalleria (N. 6 alla
 Frontera orte
santafesina).
Per completare gli organici, con legge 13 luglio 1864 la guardia nazionale (cavalleria) fuassoggettata anche al
 servicio de fronteras interiores
, limitato alle province minacciate dalleincursioni degli indiani, con ferma massima di due anni e cambio ogni sei mesi (la diserzione daquesto iniquo e micidiale servizio è il tema iniziale del
Martin Fierro
, il famoso poema
 gaucho
  pubblicato da José Hernandez nel 1872).La legge di bilancio del 1864 aveva previsto di spedire giovani argentini al Politecnico militarefrancese di Saint Cyr, ma nessuno degli aspiranti aveva la formazione liceale necessaria per frequentare un’accademia militare europea. Così nel gennaio 1865 si pensò di effettuare corsitriennali di preparazione e a tale scopo il ministro Juan Andrés Gelly y Obes riservò alcuni posti presso la
 Escuela de Artes, Oficios y Argonomia
di Palermo diretta dall’ingegner Jacinto Febrésde Rovira, dando la soprintendenza degli allievi militari al tenente colonnello Mariano Moreno.L’iniziativa peraltro abortì per effetto della guerra.
 Le offensive paraguayane sul Mato Grosso e su Corrientes (29 dicembre 1864-13 aprile 1865)
 In ottobre Lopez intimò il ritiro delle truppe brasiliane, ma invece di puntare subito e in forzesull’obiettivo principale, distaccò 6.000 uomini per un attacco indiretto contro lo stato brasilianodel Mato Grosso, dove il 29 dicembre 1864 le sue truppe espugnarono con gravi perdite il forte diCoimbra. Ma nello stesso momento i brasiliani sferravano il colpo decisivo al regime
blanco
: il 2gennaio 1865, dopo uno spietato bombardamento, catturarono il presidio
blanco
di Paysandù passando per le armi gli ufficiali. Poco dopo Montevideo si arrese ai
colorados
di Flores.Ormai tardivamente, Lopez decise di invadere l’Uruguay e il 14 gennaio chiese all’Argentina diconcedergli il passo attraverso la provincia di Corrientes, allegando il precedente del 1855,quando il governo liberale di Buenos Aires aveva consentito alla squadra brasiliana di risalire ilParanà. In febbraio Mitre comunicò il rifiuto argentino, conforme alla neutralità proclamata nel1863 e al rifiuto già opposto ad analoga richiesta del governo brasiliano. Il 18 marzo, su propostadi Lopez, il parlamento di Asuncion deliberò segretamente la guerra, offrendogli il titolo e laspada di
Mariscal 
, con uno strabiliante stipendio annuo di 60.000
 pesos
, quindici volte quello percepito dal padre.Sottovalutando le immense difficoltà logistiche e il rischio di epidemie, il disastroso pianostrategico del
Mariscal 
- che i suoi scalzi soldati chiamavano
Caray guazù
(“grande padre”) - prevedeva una grandiosa quanto irrealizzabile manovra a tenaglia, con 10.000 uomini (generale
of 00

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