Ed ecco, nella fucina infernale, li vidi. Erano più di duecento, alti quasi due metri, congrandi pance e braccia muscolose. Il fuoco arrossava i loro visi mentre a petto nudo, sudati,martellavano e forgiavano come titani di Efesto (ho fatto il Classico). Alcuni spingevanocarrelli, altri azionavano mantici, altri tenevano in mano corpicini ai quali staccavano gambee teste, li colpivano col martello, li inchiodavano ai tavolacci. Tutti avevano una folta barba bianca, baffoni e capelli candidi, e in testa un cappello rosso a cono. Allora capii: avevoscoperto il punto più segreto della terra, il covo dei Babbo Natale, la Grande Azienda ove sicostruiscono e si smistano i giocattoli per i bambini di tutto il mondo. E qui il mio compitodi narratrice si esaurisce: la volpe Selma rubò un pezzo di salsiccia e se la svignò dallagrotta.AGENTE ULF MISSIONE SEGRETAUlf Claus Gunvunssunsson era uno dei Babbinatali più vecchi ed esperti. Aveva trecentoseianni e aveva portato giocattoli a migliaia di bambini, tra cui alcuni famosi come Mozart,Hoffmann, Lamarck, la regina Vittoria, Coppi, il cancelliere Bismarck, Pasteur, Aragon,Roosevelt, Rubick, Bob Dylan, Chinaglia, Walt Disney, Satana Manson e Cossiga.Per via dell'età era stato spostato da Consegnatore Volante a Controllore di Qualità delsettore giocattoli in plastica. Dopo anni e anni di voli notturni era infatti pieno di reumatismie la sua stazza era tale che non riusciva più a scendere attraverso i camini. Attualmente stavacontrollando una partita di Mostri Bavosi per i bambini austriaci, quando sentì la vocedell'altoparlante.- Il Babbo Ulf Gunvunssunsson è desiderato dal presidente.Ulf lasciò il bancone, si allacciò il colletto della tuta rossa e rispose al saluto di auguri deicolleghi incrociando le dita. Essere ricevuti dal presidente, il Mammasantissima Natale, eraun onore che capitava di rado, ma poteva significare solo due cose: o una promozione, o laretrocessione a un lavoro umile, come collaudatore di trottole o cuoco di pop-corn.Fu quindi con una certa ansia che Babbo Natale Ulf salì la scala a chiocciola che portavaalla Grotta Suprema. Cercava di ricordarsi se negli ultimi tempi avesse commesso qualcheerrore o gli fosse scappata qualche frase irriguardosa.Si ricordò che il mese prima, dopo una bella bevuta, aveva discusso coi colleghi su unacantante italiana che interpretava il novantasette per cento delle sigle di cartoni animati delsuo paese. "Ma che rompipalle, questa Cristina Semolina" aveva detto "ma chi ha dietro, ilVaticano?". Che Mammasantissima Natale lo avesse saputo?Ma le paure di Ulf si dissolsero non appena il presidente gli venne intorno sorridendo, e loabbracciò. In fondo non erano passati che centocinquanta anni da quando facevano insiemele consegne.- Ti ricordi Ulf, quando capitammo in quella riunione con Lenin e ci spararonoscambiandoci per la polizia zarista?- Certo, capo: e quando per sbaglio portammo i due bambolotti neri alla famiglia Goebbels?Risero abbondantemente e bevvero sei litri di kirsh e acquavite di lingam, bevande preferitedei Babbi Natali. Poi, all'improvviso, il Mammasantissima si fece serio, e posò la manosulla spalla di Ulf.- Vecchio amico - disse - ho bisogno di te. Di te e della tua discrezione.- Una grana? Ancora cocaina dentro gli orsacchiotti?- Peggio - disse il Mammasantissima indicando un grosso pacco coperto da un telo - Unaconsegna non fatta. Non capisco come sia potuto accadere.
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