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AGENTE BABBO NATALE MISSIONE SPECIALE
Stefano Benni
********PROLOGOSe volete sapere con precisione dove inizia la nostra storia, cercate sulla carta geografica laGroenlandia. Nella costa Est, proprio di fronte alle isole Ellesmere c'è un paese chiamatoThule. A pochi chilometri da Thule c'è un monte spazzato da venti gelidi, su cui resistonosolo pochi abeti contorti e tenaci. Alle pendici di questo monte c'è una grotta, detta la grottadegli Orchi Rossi. Narra la leggenda che nelle notti d'inverno, specialmente nelleimminenze del Santo Natale, dalle profondità di questa grotta vengano rumori e risate, che ilsottosuolo tremi come per un sabba sotterraneo e che dall'entrata della grotta,all'improvviso, decollino astronavi fiammeggianti che si perdono nel cielo artico. Leggende,come dicevo: tutti conoscono il rumore che il vento produce mulinando nelle viscere dellegrotte, e tutti sanno che la Groenlandia è l'isola dei geyser sibilanti. Ecco spiegati i rumori.In quanto alle "astronavi fiammeggianti", chi ha avuto la fortuna di assistere a quel magicospettacolo che è un'aurora boreale, ne conosce bene i fenomeni: fantasmi di luce, riverberiaccecanti che saettano da una parte all'altra del cielo. Eppure, passando da quelle parti, lacuriosità animalesca mi spinse a dare un'occhiata. Mi presento: mi chiamo Selma, e sonouna volpe artica.LA GROTTA DEGLI ORCHI ROSSIEra una notte di dicembre, molto vicina a Natale. Il vento spazzava la difesa gelata attornoal monte sollevando nuvole di nevischio come una gigantesca scopa. Pur avendoregolarmente cambiato al Grande Supermarket della Natura il mio vecchio pelo primaverilecon un nuovo pelo bianco assai caldo, e pur indossando un maglione di pura lana norvegese,avevo freddo. Mi infilai quindi con piacere nella grotta, dove almeno ero al riparo dalleruvide carezze del vento. E qui ebbi la prima sorpresa.Vidi nella neve molte orme di umani. E, cosa del tutto nuova per me, che sono abilissimanel riconoscere e catalogare le orme (se no avrei già lasciato tutte le zampe nelle tagliole!),esse erano tutte uguali, di uomini con lo stesso numero di scarpa, il quarantasei, e dellostesso tipo di calzatura, uno stivalone di renna cucito a mano. Inoltre appartenevano a persone più o meno dello stesso peso: omoni di centotrenta e più chili.Fu quindi con una certa cautela che mi incamminai in un lungo corridoio di stalattiti,lussuoso e abbagliante come la hall di un grande albergo (non ne ho mai visto uno, maimmagino sia così). E mentre mi avvicinavo alla fine del corridoio, là dove balenava unaluce rossastra, sentii chiaramente i rumori, e non erano né il soffio dei geyser né il mulinaredel vento. Erano voci umane, battere di pietre e martelli e... cori! Sì, sentii distintamente le parole di una canzone intonata da dieci vocioni orcheschi.Su bambini, su bambiniil sacco è pronto giànella notte di nascostovi verremo a visitar.....
 
Ed ecco, nella fucina infernale, li vidi. Erano più di duecento, alti quasi due metri, congrandi pance e braccia muscolose. Il fuoco arrossava i loro visi mentre a petto nudo, sudati,martellavano e forgiavano come titani di Efesto (ho fatto il Classico). Alcuni spingevanocarrelli, altri azionavano mantici, altri tenevano in mano corpicini ai quali staccavano gambee teste, li colpivano col martello, li inchiodavano ai tavolacci. Tutti avevano una folta barba bianca, baffoni e capelli candidi, e in testa un cappello rosso a cono. Allora capii: avevoscoperto il punto più segreto della terra, il covo dei Babbo Natale, la Grande Azienda ove sicostruiscono e si smistano i giocattoli per i bambini di tutto il mondo. E qui il mio compitodi narratrice si esaurisce: la volpe Selma rubò un pezzo di salsiccia e se la svignò dallagrotta.AGENTE ULF MISSIONE SEGRETAUlf Claus Gunvunssunsson era uno dei Babbinatali più vecchi ed esperti. Aveva trecentoseianni e aveva portato giocattoli a migliaia di bambini, tra cui alcuni famosi come Mozart,Hoffmann, Lamarck, la regina Vittoria, Coppi, il cancelliere Bismarck, Pasteur, Aragon,Roosevelt, Rubick, Bob Dylan, Chinaglia, Walt Disney, Satana Manson e Cossiga.Per via dell'età era stato spostato da Consegnatore Volante a Controllore di Qualità delsettore giocattoli in plastica. Dopo anni e anni di voli notturni era infatti pieno di reumatismie la sua stazza era tale che non riusciva più a scendere attraverso i camini. Attualmente stavacontrollando una partita di Mostri Bavosi per i bambini austriaci, quando sentì la vocedell'altoparlante.- Il Babbo Ulf Gunvunssunsson è desiderato dal presidente.Ulf lasciò il bancone, si allacciò il colletto della tuta rossa e rispose al saluto di auguri deicolleghi incrociando le dita. Essere ricevuti dal presidente, il Mammasantissima Natale, eraun onore che capitava di rado, ma poteva significare solo due cose: o una promozione, o laretrocessione a un lavoro umile, come collaudatore di trottole o cuoco di pop-corn.Fu quindi con una certa ansia che Babbo Natale Ulf salì la scala a chiocciola che portavaalla Grotta Suprema. Cercava di ricordarsi se negli ultimi tempi avesse commesso qualcheerrore o gli fosse scappata qualche frase irriguardosa.Si ricordò che il mese prima, dopo una bella bevuta, aveva discusso coi colleghi su unacantante italiana che interpretava il novantasette per cento delle sigle di cartoni animati delsuo paese. "Ma che rompipalle, questa Cristina Semolina" aveva detto "ma chi ha dietro, ilVaticano?". Che Mammasantissima Natale lo avesse saputo?Ma le paure di Ulf si dissolsero non appena il presidente gli venne intorno sorridendo, e loabbracciò. In fondo non erano passati che centocinquanta anni da quando facevano insiemele consegne.- Ti ricordi Ulf, quando capitammo in quella riunione con Lenin e ci spararonoscambiandoci per la polizia zarista?- Certo, capo: e quando per sbaglio portammo i due bambolotti neri alla famiglia Goebbels?Risero abbondantemente e bevvero sei litri di kirsh e acquavite di lingam, bevande preferitedei Babbi Natali. Poi, all'improvviso, il Mammasantissima si fece serio, e posò la manosulla spalla di Ulf.- Vecchio amico - disse - ho bisogno di te. Di te e della tua discrezione.- Una grana? Ancora cocaina dentro gli orsacchiotti?- Peggio - disse il Mammasantissima indicando un grosso pacco coperto da un telo - Unaconsegna non fatta. Non capisco come sia potuto accadere.
 
- Succede - lo rincuorò Ulf - Certo nella nostra categoria non consegnare puntualmente unregalo natalizio è un errore gravissimo: ma avremo sbagliato sì e no dieci volte in centoanni, e un piccolo ritardo non scandalizzerà nessuno.- Questo non è un piccolo ritardo - sospirò il presidente. Tolse il telo dal pacco e apparveuno scatolone infiocchettato con la scritta: Italia, 1983.- Per tutte le Palle del Grande Albero di Natale - disse Babbo Ulf - Dieci anni di ritardo!- Sì. Il massimo ritardo che si ricordi nella storia della nostra azienda, è di due anni estavolta questi dieci anni sono un autentico scandalo. Se lo sapessero quelli della Dhl, o quelmaledetto Spielberg, sarebbe la rovina del nostro buon nome. Capisci ora perché ti hochiamato?- Credo di sì - disse Ulf ingollando due sorsi di kirsh - dovrò consegnare quel pacco.- Certo, ma di nascosto e facendo finta di niente. Partirai stanotte stessa.- D'accordo. Chi è il destinatario?- Ecco un altro problema - disse il Mammasantissima - l'indirizzo è quasi completamentecancellato dalla maledetta umidità di queste grotte. Sappiamo solo che il dono era destinatoa qualcuno molto potente in Italia in quegli anni. Leggi questo dossier durante il viaggio,trova qualcuno e scaricagli il regalo giù dal camino. L'onore della categoria è nelle tue mani- disse il Mammasantissima con gli occhi lucidi.- Fidati di me, capo - disse Ulf infilandosi il dossier in tasca e allontanatosi con aria decisa.- Ehm... Ulf - lo bloccò la voce del Mammasantissima.- Cosa c'è ancora?- Prima di partire fatti una sauna. Sei così grasso che non passeresti neanche attraverso ilreattore di una centrale nucleare.IL GARAGE DELLE SLITTEBabbo Natale Ulf, col permesso di partenza firmato e timbrato, si presentò al Parco Slitte. Non c'era più nessuno che conosceva. C'era un garagista giovane di duecento anni,addirittura con la barba grigia.- Vorrei la mia slitta e le mie dodici renne - disse Ulf - la slitta si chiama Pegasus BN 1765,e le renne si chiamano Wilma, Wotan, Wilhelmina, Wittgestein, Wapiti, Whiskyagogo,Winona, Wilbur...- Momento, momento, che targa ha detto? - lo interruppe il garagista consultando unregistro.- Pegasus BN 1765.- Come pensavo. Vede, il parco veicoli è stato rinnovato, e le slitte fino al numero di targaduemila sono state sostituite. E anche le sue renne sono in pensione. Abbiamo però deinuovi modelli.- Uhm - mugugnò Ulf, mentre il garagista lo portava in un hangar dove erano allineatecentinaia di slitte, di un tipo che il vecchio Babbo Natale non aveva mai visto.- Molto meglio di quelle dei suoi tempi - trillò il garagista - Le slitte di legno si imbarcavano per l'umidità, si ghiacciavano, sbandavano col vento. Guardi questo modello, la Nightfly405. Otto cilindri, carrozzeria in vetroresina, alettoni stabilizzanti, pattini con sospensioni,fari bicolori, bocchettoni antigelo, altimetro, loran, quattrocento chilometri orari a una quotadi seimila metri, autonomia sedicimila chilometri, sedili ribaltabili,...- E le renne?
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