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CHI SEIVERAMENTE?
 
 
 Materiale soggetto a Copyright - ©2006 HRD Training Group by HRD Italiasrl 
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PREMESSA
Ogni volta che ci comportiamo coerentemente con la nostra identità, con ciò checrediamo di essere, ci sentiamo noi stessi e questa è la massima sensazione di certezzache si possiamo avere. Per questo spesso per giustificare il nostro comportamentoricorriamo all’espressione:
“Io sono fatto così!”,
rinforzando in questo modo la nostrasicurezza.Tuttavia, al tempo stesso, le convinzioni circa la nostra identità limitano le nostrepossibilità di crescita. Quanto più siamo attaccati al nostro modo di essere e all’idea che“siamo fatti così”, tanto più questo crea resistenza ai cambiamenti che noi stessidesideriamo fare.Un vero cambiamento può dirsi tale solamente quando cambia l’identità della persona,quando cioè cambia ciò che crede di se stesso e quindi come si vede nei confronti diquella determinata situazione. Ecco perché, ad esempio, molte persone, pur restandoper lungo tempo senza toccare una sigaretta, non riescono a smettere di fumaredefinitivamente.Ciò accade perché, con tutta probabilità, a un livello più profondo non sono cambiate leloro convinzioni riguardo al fumo e, soprattutto, non è cambiata la loro identità, che èrimasta almeno in parte quella del fumatore. Allo stesso modo chi non si sente portato per una data cosa (ballare, imparare unalingua, usare un pc…) non potrà mai riuscirvi appieno. Al contrario, quanto più siamo in grado di mettere in discussione l’idea che abbiamo dinoi stessi, quanto più riusciamo ad essere flessibili e malleabili caratterialmente.Più l’immagine che abbiamo di noi stessi è ampia e sfaccettata e più riusciamo a vedercie sentirci adeguati in ruoli diversi, in modi di essere e di fare diversi, tanto più ci saràfacile vivere positivamente il cambiamento, evolverci, migliorare ed essere realmentefelici.Un’identità ricca e poliedrica è infatti il miglior antidoto contro l’infelicità.Tutte le persone che limitano la loro identità, racchiudendola in poche e ristrettedefinizioni, o, ancor peggio, la legano totalmente a un ruolo o un’attività che ricoprononella loro vita,
 
corrono infatti il rischio di non avere più un significato quando questoruolo o questa attività dovesse venire a mancare
.
Testimonial della puntata è
 John Kirwan
, ex All Blacks ed ex allenatore della Nazionaleitaliana di Rugby, che ha fatto dell’identità da All Blacks uno dei suoi più grandi punti diforza, nel su lavoro e nella sua vita.
 
 
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LA NOSTRA IDENTITÀ
“Il primo passo che devi fare se vuoi essere una persona di successo è decidere che tipo di persona vuoi essere”  John M. Capozzi 
 
Come abbiamo visto nella puntata “Credere di Potere” una delle categorie dellecredenze è data dalle convinzioni che abbiamo su chi noi siamo, e che vanno a formarela nostra identità, cioè l’idea e l’immagine che abbiamo di noi stessi. Sono, in pratica,tutte le credenze che vengono espresse dalle affermazioni che iniziano con: “Io sono…”.Bisogna stare molto attenti a scegliere bene tutto ciò che andiamo ad abbinare a “Iosono…”,
 perché sarà esattamente ciò che diventeremo
! Infatti come dice AnthonyRobbins: “Non c’è forza più grande nella psicologia umana del bisogno che abbiamo dirimanere coerenti con la nostra identità”.Ogni volta che ci comportiamo coerentemente con la nostra identità ci sentiamo noistessi e questa è la massima sensazione di certezza che un essere umano possa provare.Ecco perché siamo disposti ad agire in maniera coerente con chi crediamo di essere,anche quando farlo è davvero difficile. All’opposto, quando ci comportiamo diversamente dall’idea che abbiamo di noi stessi, viviamo delle sgradevolissime sensazioni di disorientamento. Ad esempio, se qualcuno crede di essere unna persona che “non molla mai”,perseverante e tenace, quando si trova in un momento di grande difficoltà, dove tuttospinge ad abbandonare l’impresa, tenderà comunque a “non mollare” e, anche se potràessere la scelta più difficile, una parte di lui si sentirà ok per il semplice fatto di tenereduro e non arrendersi!
Identità e Cambiamento
Una trasformazione può dirsi tale soltanto quando muta l’identità della persona, quandocioè cambia ciò che crede di se stesso e quindi come si vede nei confronti della nuovasituazione.Perciò quanto più c’è attaccamento al nostro modo di essere e all’idea che “siamo fatticosì”, tanto più questo legame creerà resistenza ai cambiamenti che noi stessidesideriamo fare. Quanto più saremo in grado di mettere in discussione l’idea cheabbiamo di noi stessi, tanto più saremo flessibili e malleabili caratterialmente. Ricordasempre che ogni individuo è e può essere molto di più di quanto pensa e crede e che…cambiamo veramente solo quando cambia la nostra identità.
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