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Struck By Lightning

Struck By Lightning

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Published by Leandro P. Leo

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08/11/2013

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Questa traduzione è fatta a livello puramente amatoriale senza fini di lucro né per me né per terzi. Scopo di questolavoro è consentire una prima lettura ai fan, nell’attesa che una casa editrice acquisisca i diritti di traduzione.Il titolo originale dell’opera è
The Land of Stories
, scritta da Chris Colfer e pubblicata da
Little, Brown Book (Hachette)
.
Prologo: La visita della regina
Il sotterraneo era un luogo triste. La poca luce disponibile era quella traballante che proveniva dalletorce incastonate nelle mura di pietra, e gocce di acqua putrida filtravano dal fossato che circondava ilpalazzo sovrastante. Grossi topi si rincorrevano a vicenda sul pavimento alla ricerca di cibo. Di certo, questonon era un luogo adatto a una regina.Era appena passata la mezzanotte e, tranne che per l'occasionale fruscio di catene, tutto era tranquillo.In mezzo a quel penetrante silenzio, si sentiva riecheggiare nei corridoi il rumore di una singola serie dipassi di qualcuno che scendeva le scale a chiocciola che conducevano al sotterraneo.Dalla scalinata apparve una giovane donna, coperta da capo a piedi da un lungo mantello colorsmeraldo. Con prudenza, la donna si fece strada lungo la fila di celle, suscitando l'interesse dei prigionieriche vi erano rinchiusi. Si ritrovò a rallentare sempre più ad ogni passo, mentre il cuore cominciava abatterle sempre più in fretta.I prigionieri erano disposti nelle celle a seconda della gravità del crimine commesso. Più si avventuravalungo il sotterraneo, più crudeli e pericolosi si facevano i prigionieri nelle celle. La donna puntava alla cellaposta alla fine del corridoio, dove una prigioniera particolarmente speciale era sorvegliata da un'imponenteguardia privata.La donna era venuta fin li per porre una domanda. Era una domanda semplice, ma le consumava lamente ogni singolo giorno, la teneva sveglia quasi tutte le notti, ed era l'unica cosa che sognava nei rarimomenti di riposo.C'era una sola persona in grado di fornirle la risposta di cui aveva bisogno, e quella persona si trovavadall'altra parte delle sbarre innanzi a lei."Vorrei vederla," disse la donna ammantata alla guardia."A nessuno è concesso vederla," disse la guardia, quasi divertita da quella richiesta. "Ho ricevuto ordiniprecisi dalla famiglia reale."La donna abbassò il cappuccio in modo da scoprirsi il volto. La sua pelle era candida come la neve, icapelli neri come il carbone, e gli occhi verdi come la foresta. In tutto il regno si parlava della sua bellezza, ela sua storia era conosciuta anche al di fuori di esso."Vostra maestà, vi prego di perdonarmi!" si scusò la guardia, stupita. Si produsse immediatamente inun inchino esagerato. "Non mi aspettavo di vedere nessuno dal palazzo.""Le scuse non sono necessarie," disse lei. "Ma ti prego di non rivelare a nessuno la mia visita distanotte.""Certamente," disse la guardia, annuendo.
 
La donna si pose d'innanzi alle sbarre aspettando che venissero sollevate, ma la guardia esitò."Siete sicura di voler andare là dentro, Vostra Altezza?" disse la guardia. "Non si può dire di cosa siacapace.""La devo vedere," disse la donna. "A qualunque costo."La guardia cominciò a far girare un'ampia leva circolare, e le sbarre della cella si sollevarono. La donnatrasse un respiro profondo e le oltrepassò.Si avventurò in un corridoio più lungo e più oscuro in cui una serie di sbarre e barriere vennerosollevate per lei per poi essere nuovamente abbassate alle sue spalle una volta che le ebbe oltrepassate.Raggiunse infine il termine di quel corridoio; Le ultime sbarre vennero alzate, e lei entrò nella cella.La prigioniera era una donna. Era seduta su uno sgabello al centro della cella e fissava una piccolafinestra.La prigioniera attese qualche istante prima di dar segno di aver notato la presenza alle proprie spalle.Era il primo visitatore che avesse mai ricevuto, e non aveva bisogno di guardare per sapere chi fosse:poteva essere solo una persona."Buongiorno, Biancaneve," disse quietamente la prigioniera."Buongiorno, Matrigna," rispose Biancaneve, tremando di nervosismo. "Spero stiate bene."Nonostante Biancaneve avesse provato più volte la conversazione in vista di questo momento, oratrovava quasi impossibile riuscire a parlare."Ho sentito che sei diventata regina," disse la matrigna."È vero," disse Biancaneve. "Ho ereditato la corona, come voleva mio padre.""Ebbene, a cosa devo questo onore? Sei venuta a guardarmi avvizzire?" disse la matrigna. La sua voceemanava autorità e potere; era in grado di far sciogliere il più forte degli uomini come fosse ghiaccio."Al contrario," disse Biancaneve. "Sono venuta per capire.""Per capire
cosa
?" le chiese bruscamente la matrigna.“Perché...” Biancaneve esitò. “Perché avete fatto ciò che avete fatto.”Una volta che lo ebbe finalmente detto, Biancaneve sentì un peso sparirle dalle spalle. Avevafinalmente posto la domanda che le tormentava la mente. Aveva compiuto metà dell’impresa.“Ci sono molte cose di questo mondo che non capisci,” disse la matrigna, voltandosi per osservare lasua figliastra.Era passato molto tempo dall’ultima volta che Biancaneve aveva visto il volto della matrigna. Quelloera il volto di una donna che aveva un tempo posseduto una bellezza perfetta, ed il volto di una donna cheera un tempo stata regina. Ora, la donna che sedeva davanti a lei era solo una prigioniera il cui aspetto erasbiadito fino a trasformarsi in un cipiglio addolorato.
 
“Può essere,” disse Biancaneve. “Ma potete farmene una colpa se intendo ricercare un qualche tipo dimotivazione dietro alle vostre azioni?”Gli ultimi anni della vita di Biancaneve erano stati i più scandalosi nella storia dei reali del regno. Tutticonoscevano la storia della bella principessa che aveva trovato rifugio presso i Sette Nani per nascondersidalla matrigna invidiosa. Tutti sapevano della malefica mela avvelenata e dell’affascinante principe cheaveva salvato Biancaneve da una finta morte.La storia era semplice, ma le conseguenze non lo furono. Anche con il recente matrimonio e unamonarchia ad occupare il suo tempo, Biancaneve si trovava a domandarsi costantemente se le teorie sullavanità della propria matrigna fossero veritiere. Qualcosa in questa nuova regina si rifiutava di credere chequalcuno potesse essere tanto malvagio.“Sapete come vi chiamano là fuori?” chiese Biancaneve. “Fuori dalle mura di questa prigione il mondoparla di voi come della
Regina Cattiva.
“Se è così che il mondo mi considera, allora devo imparare a convivere con questo nome,” disse laRegina Cattiva. “Una volta che il mondo ha preso una decisione, c’è poco che si possa fare per farglicambiare idea.”Biancaneve era stupita di quanto poco questo importasse alla sua matrigna, ma Biancaneve avevabisogno che le importasse. Aveva bisogno di sapere che in lei c’era ancora traccia di umanità.“Volevano giustiziarvi quando hanno scoperto i crimini che avete commesso contro di me! L’interoregno vi voleva morta!”La voce di Biancaneve si trasformò in un debole sussurro mentre cercava di combattere le emozioniche le ribollivano dentro. “Ma non l’ho permesso. Non potevo...”“Dovrei forse ringraziarti per avermi risparmiata?” chiese la Regina Cattiva. “Se ti aspetti che qualcunosi prostri ai tuoi piedi e ti esprima la sua gratitudine, sei entrata nella cella sbagliata.”“Non l’ho fatto per voi, l’ho fatto per me stessa,” disse Biancaneve. “Che vi piaccia o no, siete l’unicamadre che io abbia mai conosciuto. Mi rifiuto di credere che siate il mostro senz’anima che il resto delmondo vi considera. Che sia vero oppure no, io credo che dentro di voi, nel profondo, ci sia un cuore.”Sul volto pallido di Biancaneve scorsero delle lacrime. Si era ripromessa che sarebbe stata forte, mauna volta alla presenza della matrigna aveva perso ogni controllo sulle proprie emozioni.“Allora temo che tu ti sbagli,” disse la Regina Cattiva. “L’unica anima che io abbia mai avuto è mortamolto tempo fa, e scoprirai che l’unico cuore che possiedo è un cuore di pietra.”La Regina Cattiva aveva davvero un cuore di pietra, ma non dentro di sé. Su un tavolino in un angolodella sua cella si trovava un sasso che aveva la forma e le dimensioni di un cuore umano. Era l’unico oggettoche alla Regina Cattiva era stato concesso di tenere quando era stata arrestata.Biancaneve riconobbe quella pietra dalla propria infanzia. Era sempre stata molto cara alla suamatrigna, e la Regina Cattiva non se ne separava mai. A Biancaneve non era mai stato concesso di toccarlao tenerla in mano, ma ora nulla la poteva fermare.

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