LE REGOLE
Il Placcaggio
Il sistema più ortodosso per fermare un avversario è senzadubbio effettuare un placcaggio.E' importante notare che l'avversario deve essere in possessodel pallone e deve essere messo a terra.La regola infatti recita. “ un placcaggio avviene quando ilportatore del pallone è trattenuto da uno o più avversari eviene messo a terra” In genere si placca all'altezza dellegambe e da qualsiasi angolazione.E' severamente vietato afferrare l'avversario sopra la lineadelle spalle e al collo (punito con calcio di punizione ).Il giocatore che sta per essere placcato può cercare diallontanare l'avversario aiutandosi con un braccio purchè ilpalmo della mano sia ben a aperto e non chiuso a pugno .Quando un giocatore placca un avversario ed entrambi vannoa terra, il placcatore deve immediatamente lasciare ilgiocatore placcato e il placcato deve immediatamentemollare il pallone e renderlo disponibile per gli altri giocatori.Se questo non avviene l'arbitro assegnerà un calcio dipunizione a favore della squadra avversaria.E' severamente vietato tuffarsi sopra un giocatore placcato.Prima di giocare il pallone, infine, il placcato e il placcatoredevono rialzarsi da terra.
I RUOLI NEL RUGBYI centri
Nei bei tempi andati, quando le fotografieavevano quel colore strano, strano comequando guardavi la bicicletta della primacomunione con la cartina delle caramelleRossana sugli occhi, il rugby dei 3/4 era più omeno così... nascevi mezzacalzetta in periferiaa raccogliere castagne, poi, dopo una curarigenerante di terzi tempi, ti piazzavano incentro, sostavi un po' lì all'incrocio sulle rotaiedei filobus cercando di salire in corsa sul 7barrato dell'una finché (e succedeva sempre)un mezzo riuscivi finalmente a prenderlo... main pieno muso, perché era la tradottadirettissima n. 1 o la corriera delle 5, e allora seancora ti rialzavi ti parcheggiavanoall'estremità, a
sbecàre
al pensionato. Poivenne il modernismo e quel fighettodell'apertura decise che, oltre ai randagi allesue spalle, lui ci voleva anche una vespasidecar davanti al Duetto: e così i due centripartirono in avanscoperta in cerca di buchi neltraffico nemico, eleganti con la baionetta inlevàre a passo di
moonstomp
... piede caldo emani pronte, ma il più delle volte li beccavanoed eran dolori... non bastava più la finta de
òcio
! E così divennero i 2/4 di manzo, i tempicambiavano, ormai si trattava più che altro dipògare... il passo avanti oggi nel rugby lo si faprima a sportellate, devi difendere il tuo spazioper imporre il tuo stile!
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“Man of the match” della scorsa partita casalinga:
Tommaso (Tommy) Iotti(Rangers RugbyVicenza)
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ANGOSCIANTE VERITA': STALIN ERA VERONESESi fa ovunque del revisionismo storico e non potevamo fare a menodi provarci anche noi. (In realtà si, potevamo, ma come unicaalternativa avevamo l'articolo “ricette del sud della Francia”).Sapevate che Giuseppe Stalin era della Valpolicella?Lo prova chiaramente il fatto che nessuno dei suoi compaesani siacaduto vittima delle sue stragi. Nessuno ha subito quello che hannosubito milioni di russi. Questo non è un caso. Ci avevate mairiflettuto veramente? È stato ritrovato un libro nascosto nella borsadi una signora di Fumane. Il titolo era “Harry Potter”.Abbiamo scoperto che “mago” (come Harry Potter) è uno dei nomicon cui Beria chiamava proprio Stalin. Da brividi! Ma l'atroceverità è un'altra: “Potter” inizia per “P” che è la 26° letteradell'alfabeto russo. Controllate! 26, come il 1926, l'anno in cui ilComitato centrale isolò il grande Trotsky e fece di Stalin il padronedella Russia. “P” come Potter, “P” come padrone. L'innocente“Harry Potter” significa in realtà “Stalin mio padrone”. Se nonfosse così, perché la signora avrebbe tenuto nascosto nella borsaproprio quel libro? Per questo noi odiamo i veronesi, perché ilmostro Stalin è uno di loro. W la libertà, abbasso i tiranni! VivaVicenza, Abbasso Verona.
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