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DOMENICA 25 GENNAIO ore 14.30
OMENICA 25 GENNAIO ore 14.30
VALPOLICELLA RUGBY CLUB
ALPOLICELLA RUGBY CLUB
 
I NOSTRI AVVERSARI
Anche a Negrar come a Vicenza… galeotto fu il 1974! La societàveronese nasceva, infatti, in quel lontanissimo anno quando alcunistorici ed indimenticabili appassionati dell'ovale virtù fondaronol'allora Rugby Negarine, i cui colori sociali erano il giallo-blu, chepoi divenne Rugby Club Valpolicella con colori giallo-rossi. Ilsogno di quei temerari era di creare una realtà a disposizione di tuttiquanti volessero praticare uno sport unico e libero come il nostro...e quel sogno si è avverato! Il Valpolicella, infatti, dopo 35 anni può-e con pieno titolo- vantarsi di avere tra le sue fila più di 200 atleti e50 tra accompagnatori e dirigenti, e di iscrivere a concentramenti etornei di categoria sia tutte le rappresentative del minirugby (Under7-9-11-13) che quelle juniores (Under 15-17 e 19) oltre, addirittura,a due team seniores, che partecipano al campionato regionale diserie C ed a quello nazionale di serie B. Questi risultati, nel segno diuna ideale continuità sportiva e umana col passato- e chi oggi guidail Valpo lo ricorda con orgoglio- sono stati raggiunti anche permerito di quegli eccezionali pionieri, grazie
“al loro coraggio, allaloro forza, a Sergio Ruzzenente Presidente della società cheassieme ad altri volenterosi ha raccolto dei ragazzi e ha iniziato a far conoscere loro il fascino della palla ovale”...
(dal sitowww.valpolicellarugby.org)
Arriva il Valpolicella, noi mettiamo in fresco il Prosecco
E uno e due e… Valpolicella. Dopo aver liquidato Cus e WestVerona, tocca alla terza veronese consecutiva confrontarsi con iRangers, sempre più imbattibili, mai sazi di vittorie. Con il sole ocon la pioggia, il meteo è un optional. Ma se il terreno bagnatosembra esaltare i trequarti, verso primavera ci si deve aspettare unexploit della mischia? Sarà tutto un fiorire di avanti? Eretiche delrugby, le nuove leve dei Rangers imparano subito a infrangere irituali e i ritmi stagionali.A proposito di miti da sfatare, che ne dite di una formazionebiancorossa che ne batte una biancoverde firmata Benetton? Nientemale, no? Figli di un Dio minore, magari, ma a nessuno piaceprenderle. Se possiamo darle meglio ancora. D'accordo, qui siamoancora a livello di giovanili (Under 17), ma le soddisfazioni acerbeprima o poi maturano e allora… Intanto incassiamo lasoddisfazione, non è solo il minirugby berico a fare strage di grandiin formato mignon (e scusate il bisticcio di parole).Le settimane passano, è quasi tempo di carnevale, si respira giàodore di frittelle e di Sei Nazioni. L'esordio ufficiale per laselezione italiana è fissato per le ore 15:30 di domenica 15 febbraio2009, contro l'Irlanda, allo stadio Flaminio di Roma, che annunciail tutto esaurito. Ci si attende sempre di più dalla squadra del coachNick Mallett, ma nessuno ha capito ancora bene cosa riuscirà acombinare.Male che vada ci sono i Rangers, con loro andate sul sicuro e nondovete nemmeno prendere l'aereo per raggiungere lo stadio egodervi la partita In più il biglietto è gratis. La birra? No, quella no.Però c'è (anche il Prosecco).
Classifica dopo la 8a giornata
The Monster Rugby39Rugby Altovicentino29Rugby Frassinelle27West Verona Rugby23Rugby Valpolicella13Sudtirolo Rugby2Rugby Villadose-3
Rangers Rugby Vicenza53
Rugby CUS Verona20Rugby Valeggio14Rugby Trento4
Giovanni Garavello
iovanni Garavello
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LE REGOLE
 Il Placcaggio
Il sistema più ortodosso per fermare un avversario è senzadubbio effettuare un placcaggio.E' importante notare che l'avversario deve essere in possessodel pallone e deve essere messo a terra.La regola infatti recita. “ un placcaggio avviene quando ilportatore del pallone è trattenuto da uno o più avversari eviene messo a terra” In genere si placca all'altezza dellegambe e da qualsiasi angolazione.E' severamente vietato afferrare l'avversario sopra la lineadelle spalle e al collo (punito con calcio di punizione ).Il giocatore che sta per essere placcato può cercare diallontanare l'avversario aiutandosi con un braccio purchè ilpalmo della mano sia ben a aperto e non chiuso a pugno .Quando un giocatore placca un avversario ed entrambi vannoa terra, il placcatore deve immediatamente lasciare ilgiocatore placcato e il placcato deve immediatamentemollare il pallone e renderlo disponibile per gli altri giocatori.Se questo non avviene l'arbitro assegnerà un calcio dipunizione a favore della squadra avversaria.E' severamente vietato tuffarsi sopra un giocatore placcato.Prima di giocare il pallone, infine, il placcato e il placcatoredevono rialzarsi da terra.
I RUOLI NEL RUGBYI centri
Nei bei tempi andati, quando le fotografieavevano quel colore strano, strano comequando guardavi la bicicletta della primacomunione con la cartina delle caramelleRossana sugli occhi, il rugby dei 3/4 era più omeno così... nascevi mezzacalzetta in periferiaa raccogliere castagne, poi, dopo una curarigenerante di terzi tempi, ti piazzavano incentro, sostavi un po' lì all'incrocio sulle rotaiedei filobus cercando di salire in corsa sul 7barrato dell'una finché (e succedeva sempre)un mezzo riuscivi finalmente a prenderlo... main pieno muso, perché era la tradottadirettissima n. 1 o la corriera delle 5, e allora seancora ti rialzavi ti parcheggiavanoall'estremità, a
sbecàre
al pensionato. Poivenne il modernismo e quel fighettodell'apertura decise che, oltre ai randagi allesue spalle, lui ci voleva anche una vespasidecar davanti al Duetto: e così i due centripartirono in avanscoperta in cerca di buchi neltraffico nemico, eleganti con la baionetta inlevàre a passo di
moonstomp
... piede caldo emani pronte, ma il più delle volte li beccavanoed eran dolori... non bastava più la finta de
 òcio
! E così divennero i 2/4 di manzo, i tempicambiavano, ormai si trattava più che altro dipògare... il passo avanti oggi nel rugby lo si faprima a sportellate, devi difendere il tuo spazioper imporre il tuo stile!
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Tommaso (Tommy) Iotti(Rangers RugbyVicenza)
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ANGOSCIANTE VERITA': STALIN ERA VERONESESi fa ovunque del revisionismo storico e non potevamo fare a menodi provarci anche noi. (In realtà si, potevamo, ma come unicaalternativa avevamo l'articolo “ricette del sud della Francia”).Sapevate che Giuseppe Stalin era della Valpolicella?Lo prova chiaramente il fatto che nessuno dei suoi compaesani siacaduto vittima delle sue stragi. Nessuno ha subito quello che hannosubito milioni di russi. Questo non è un caso. Ci avevate mairiflettuto veramente? È stato ritrovato un libro nascosto nella borsadi una signora di Fumane. Il titolo era “Harry Potter”.Abbiamo scoperto che “mago” (come Harry Potter) è uno dei nomicon cui Beria chiamava proprio Stalin. Da brividi! Ma l'atroceverità è un'altra: “Potter” inizia per “P” che è la 26° letteradell'alfabeto russo. Controllate! 26, come il 1926, l'anno in cui ilComitato centrale isolò il grande Trotsky e fece di Stalin il padronedella Russia. “P” come Potter, “P” come padrone. L'innocente“Harry Potter” significa in realtà “Stalin mio padrone”. Se nonfosse così, perché la signora avrebbe tenuto nascosto nella borsaproprio quel libro? Per questo noi odiamo i veronesi, perché ilmostro Stalin è uno di loro. W la libertà, abbasso i tiranni! VivaVicenza, Abbasso Verona.
PER IL VOSTRO TERZO TEMPO
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