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Chardin

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introduzione a Chardin
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L’UOMO? HA IL COMPITODI COMPLETARE L’EVOLUZIONE.Introduzione a Teilhard de Chardin
Vi è anche una superba lettura "cristiana" dell'evoluzione elaborata non da un teologo, ma da un paleontologo oltre che geologo: si tratta della concezione del gesuita Teilhard de Chardin,una personalità di spicco della cultura francese del '900 (l'opera principale "Il fenomeno umano" è stata pensata e scritta dal 1938 al 1940). La legge fondamentale dell'evoluzione - un'evoluzione che anche per lui abbraccia non solo il mondo della vita, ma anche l'intero cosmo - è quella di "complessità-coscienza”. Per Theilhard de Chardin l'evoluzione consiste in un crescendo di "complessità": gli enti sono evoluti (o più evoluti di altri) in quanto sono "complessi" (o più complessi di altri). E la "coscienza"? E' l'effetto specifico della complessità: più un ente è complesso, più è cosciente.E qual è il supporto organico della coscienza? Il cervello: la perfetta organizzazione dei neuroni cerebrali. Con l'apparizione dell'uomo si ha una vera e propria "esplosione della coscienza" in quanto l'uomo arriva alla "riflessione": "la vita si è ipercentrata su se stessa, al punto di divenire capace di previsione e di invenzione. E' divenuta cosciente 'al secondo grado'" (vedi Agostino Cantoni, Il problema Teilhard de Chardin, Marzorati, pag. 52). Cosa ne dici? 
L'estensione della legge della complessità-coscienza mi pare una forzatura bella e buona, o -come si dice in gergo - un'estrapolazione indebita dall'ambito specificamente umano: come èpossibile sostenere che la coscienza - anche se al livello inferiore - sia presente nelle piante onei sassi?
Una reazione legittima: tu ti rifiuti di pensare che la coscienza sia in qualche modo presente prima dell'uomo e, forse, non hai torto. Se però parliamo di una qualche forma di coscienza (certo meno lucida di quella umana), forse si potrebbe estenderla ad altri esseri viventi. In una concezione evoluzionistica è logico pensare che la coscienza umana sia il risultato di un lento processo evoluzionistico.Teilhard de Chardin non pensa, naturalmente, che le piante abbiano il grado di "coscienza" dell'uomo. Per lui la "coscienza" (o come lo chiama anche "psichismo") delle piante non è altro,in fondo, che equivalente a "spontaneità", "attività immanente" (vedi Agostino Cantoni, ib.,pag. 53). Teilhard de Chardin vuole sottolineare non solo la differenza (evolutiva), ma anche la continuità. Del resto lo stesso Aristotele estende al mondo vegetale il concetto di "anima" ("anima vegetativa"). Approfondiamo. Per Teilhard de Chardin la legge della complessità- coscienza viene estesa sia al passato della vita che al futuro dell'uomo: si tratta di una vera e propria legge "cosmica". Cosa ne dici? 
Ciò che è complesso - ha insegnato Aristotele - non può essere riducibile agli elementi di cuitale complesso è formato. In questa ottica mi pare poco scientifico far derivare il mondo dellavita dalla materia inanimata: il mondo della vita sarà pure costituito, in ultima analisi, daelettroni, protoni... , ma non può essere un derivato da tali elettroni...!
Il tuo riferimento ad Aristotele è corretto. Tu ritieni che la vita non sia riducibile alle particelle primarie di cui la vita è costituita. Si tratta di un punto di vista che è presente anche in Teilhard de Chardin: questi dice solo che vi è un crescendo evolutivo di complessità e di coscienza, ma questo non significa che la complessità della vita sia riducibile agli elettroni... di cui la vita è costituita.Teilhard parla di un "esterno" (le qualità e i legami fisici e misurabili della materia) e di un "interno" (equivalente di psichismo, spontaneità, autonomia): da un universo con un "interno" estremamente povero si è arrivati ad un universo con un interno ricchissimo. E' in questo contesto che Teilhard de Chardin parla di "spirito" come sinonimo di "interno", di "psichismo",si "spontaneità", di "coscienza". In questo senso "materia" e "spirito" sono due facce dello stesso universo. Cosa ne dici? 
Mi pare che Teilhard de Chardin ritorni al parallelismo spinoziano, una concezione incoerentecon la legge della complessità-coscienza: come potrebbe lo spirito essere il risultato diun'evoluzione se è una faccia parallela dell'universo?
Se attribuisci alla concezione di Teilhard de Chardin la valenza del parallelismo spinoziano,forse non hai torto. Ma si può parlare qui di parallelismo alla Spinoza? Per il paleontologo,

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