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Anonymous La Grande Truffa

Anonymous La Grande Truffa

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  Anonimi e falsi anonimi
Della nebulosa Anonymous, alcuni sostengono che non si possa dire nulla. Troppo sfuggente,troppo composita per essere definita. Troppo mutevole perché le parole non risultino prestogià vecchie. Anonymous imporrebbe dunque il silenzio, come una divinità neo-platonica?Invitiamo coloro che lo pensano a ritirarsi in preghiera, in buon ordine assieme ai novelli
teologi dell’evo cibernetico.
 Da parte nostra, crediamo di avere alcune domande utili da porre e alcune risposte interessantida dare. Crediamo che Anonymous abbia una storia, che non è soltanto quella dei suoi membrima soprattutto quella dei suoi simboli, idee, narrazioni, miti. E più precisamente la storia dicome queste idee e questi simboli siano stati mescolati, trasformati, rovesciati.Ma nel titolo annunciamo una truffa. Potrebbe essere quella di chi questi miti li smercia:
potenti multinazionali dell’industria culturale, santoni del pensiero antagonista prêt
-à-
porter…
Oppure la truffa potrebbe essere quella di chi questi miti li stravolge e rivolge contro il sistema:
un esercito di hacker che vuole rovesciare il mondo per scoprire cosa c’è dietro. Una cosa non
 
esclude l’altra, ed è possibile che la più grande truffa sia quella dove tutti sono
contemporaneamente truffatori e truffati.
“Nel futuro,
 
tutti avremo quindici minuti di anonimato.” 
 
Banksy 
 
Prima che s’iniziasse a parlare di un movimento chiamato Anonymous, chi si firmava
 Anonymous era considerato semplicemente anonimo, privo di nome, come tutti coloro checommentano o pubblicano su Internet senza identificarsi. Anche questo libro è firmato da un
 Anonimo, e speriamo davvero di non avere infranto nessun diritto d’autore. In questo caso ci
scusiamo con i diretti interessati.Su Amazon si trovano decine di migliaia di libri il cui autore è Anonymous: sono dei libriprodotti automaticamente da un software a partire da contenuti anonimi liberamentedisponibili online, come le pagine di Wikipedia. Sono le opere complete di Anonymous? Sonola sua segreta fonte di finanziamento? In verità, si tratta solo di una specie di truffa editoriale,
e con i celebri hacker ha ben poco a che vedere. Di tutt’altra truffa parleremo in queste pagine.E di tutt’altro anonimato.
 
Da qualche anno la firma Anonymous indica l’appartenenza a un movimento chiamato
 Anonymous. Un movimento al quale tuttavia si può appartenere o non appartenere secondo la
propria volontà, e senza alcuna “selezione all’ingresso”. Un motto accompagna talvolta la
firma: «We are Anonymous. We are Legion. We do not forgive. We do not forget. Expect us».Possiamo tradurla come segue: «Noi siamo Anonymous. Noi siamo Legione. Noi nonperdoniamo. Noi non dimentichiamo. Tremate!». La versione più diffusa è però leggermentediversa: «Noi siamo gli Anonymous. Noi siamo una legione. Noi non perdoniamo. Noi nondimentichiamo. Aspettateci!».Come sempre in materia di traduzione si può dibattere. Le sfumature di significato evocano visioni differenti di ciò di cui parliamo: Legione biblico o legione romana? Tremate o ci
aspettate? Se il “tremate” da noi scelto risulta un po’ fumettistico, va detto che “aspettateci”
suona fantozziano: come se un gruppo di anonimi ragionieri in ritardo stesse correndotenendosi un paio di pantaloni troppo larghi, sudando e ansimando per raggiungere lacomitiva.
 Aspettateci!
 Esistono varie teorie su cosa sia Anonymous e su come vi si possa aderire, almeno tante quanti
sono gli anonimi che pretendono di parlare a nome di un’organizzazione che forse nemmeno
esiste. E sono tantissimi: decine di conti twitter semi-ufficiali, centinaia di blog, centinaia dimigliaia di video su Youtube. Sul sito AnonNews, «piattaforma indipendente di notizie su Anonymous», nella sezione FAQ (
 Frequently Asked Questions
), si risponde alla domanda«Come posso unirmi ad Anonymous?»:
Questa domanda è piuttosto f 
requente. Anonymous non ha una lista d’iscritti, e non ci si può propriamente “iscrivere”. Se vi identificate con Anonymous, o se dite di esserlo, voi siete Anonymous. Nessuno ha l’autorità per dirvi se siete Anonymous o oppure no, tranne voi 
stessi.
 
 
Questa risposta non è
ufficiale
, visto che ci dice che nessun Anonymous è in grado di produrreatti ufficiali. Alcuni Anonymous non esitano a denunciare dei falsi Anonymous, in ciò
contraddicendo la definizione secondo la quale nessuno avrebbe l’autorità per farlo. D’altra
parte chi ha prodotto questa definizione, per definizione, non ha alcuna autorità per produrre
definizioni… Insomma l’appartenenza ad Anonymous è retta da un paradosso, una
proposizione autonegante come quella del cretese Epimenide di Creta (VI secolo a.C.), il qualeaffermò che «i cretesi sono tutti bugiardi».Mano a mano che Anonymous guadagna visibilità, questo genere di paradossi emerge inmaniera vieppiù evidente e drammatica. E paradossalmente proprio questi paradossi attirano
l’attenzione e rendono avvincente l’avventura di Anonymous. Nel luglio 2011, un sedicenterappresentante di Anonymous appariva in un video su Youtube per annunciare l’Operazione
Facebook, che avrebbe portato alla distruzione del social network. Indossava la proverbialemaschera di
V for Vendetta
, raffigurante il cospiratore Guy Fawkes. Il comunicato vennepresto confutato da un altro Guy Fawkes, che definiva questo tipo di minaccia «contraria ai
principi» del gruppo. Ma tra i principi del gruppo non c’era proprio il f 
atto che chiunque possaaderirvi, e perciò emettere comunicati?In febbraio, un tweet firmato AnonOps (
 Anonymous operations
) denunciava un’altra «fake
operation», e qualche giorno dopo è apparso un video «For All Fake Members» nel quale ilsolito Guy Fawke
s, serissimo e grave, se la prende con gli usurpatori e lancia un’accusa che
potrebbe suonare surreale: «You are not Anonymous».
 Non siete anonimi 
. Insommaesisterebbero degli anonimi e dei falsi anonimi, che passano sempre più tempo a regolare iconti tra loro a colpi di comunicati e video-comunicati.
Secondo il sito Linkiesta, che ha intervistato presunte «fonti interne», l’hacker che in febbraioha defacciato il sito della deputata Paola Binetti rivendicando l’azione a nome di Anonymous
non sarebbe in alcun modo legato al gruppo. Si tratterebbe di un millantatore, di un falsario,anzi più precisamente di un usurpatore. Il suo comunicato, un apocrifo nel corpus
dell’anonymismo ortodosso. Il caso è chiuso? Al contrario, si è appena aperto.
 In effetti se esistono degli atti apocrifi è necessario che esistano anche degli atti ufficiali, e
dunque un’entità in grado di produrli e convalidarli, o invalidarli se necessario. E però Anonymous si presenta come un aggregato spontaneo, un’intelligenza collettiva dai co
ntorni
sfumati, un vero grande “partito liquido” come poteva sognarlo Walter Veltroni, nel quale la
distinzione tra dentro e fuori, e perciò tra ufficiale e apocrifo, è tenuta a sciogliersicompletamente. Come scriveva il sito Punto Informatico a proposito del caso Binetti, «nessuno
può smentire o confutare che un’azione come quella di oggi sia davvero o meno un’azione di
 Anonymous». Cosa sarebbero poi le «fonti interne» di un movimento che non ha internoné esterno?Insomma la Binetti stessa potrebbe firmarsi Anonymous e scrivere in un forum
come ha giàdetto in passato
che «tendenze gay fortemente radicate possono portare alla pedofilia»,magari ricorrendo al Fake Anonymous Meme Generator che si trova in rete. Oppure un

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