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Capitolo VI: gli aspetti antropici.
IL PAESAGGIO PRIMA DI ROMA
Il paesaggio non è soltanto l’insieme di luoghi formati dallacomposizione di parti come il rilievo, la vegetazione e l’acqua,che insieme ne costituiscono gli elementi base
1
, ma è soprattuttola testimonianza della presenza umana sul territorio.Quindi i luoghi contengono i segni che l’attività antropica haimpresso sulla natura: tutto il lavoro di modellazione, di trasfor-mazione e di appropriazione effettuato dall’uomo per adattarla aipropri bisogni.L’opera di modifica millenaria, condotta dalle popolazioni chehanno percorso e abitato questa terra, ha avuto bisogno però diuna presa di coscienza dell’ambiente e, successivamente, di unaforma di rappresentazione visiva e materiale della “cognizione” dinatura intesa come precisazione dei luoghi
2
.Fino al momento in cui il luogo non viene codificato, non av-viene un’elaborazione dell’ambiente atta a costituire una trasfor-mazione del paesaggio naturale che conduca alla definizione di
1
Norberg-Schulz C.,
Genius Loci, paesaggio ambiente architettura
. Milano:1986.
2
Turri E.,
 Il paesaggio come teatro
. Venezia: 1998.
territorio. E per territorio intendiamo uno spazio all’interno delquale si esplicano i fattori fisici e umani con una loro peculiarità.Il primo operare dell’uomo in uno spazio fisico è quello di ri-conoscere l’ambiente circostante. Il ripetersi poi di gesti primor-diali, come il ritrovare i sentieri, le sorgenti, i luoghi di caccia e iripari in grotta, andranno man mano a far parte della sua memoriastorica. Grazie a questa i gesti diverranno un fatto meccanico e,una volta affrancatosi dai gesti, potrà volgere l’attenzioneall’orientamento territoriale, legato peraltro ai miti delle origini
3
,potrà appropriarsi l’ambiente che diverrà territorio e soggetto, po-trà consolidare i riti e le consuetudini, come apportare modificheal suo paesaggio.
L
A NATURA
,
IL POPOLAMENTO E L
AGRICOLTURA
 
L’area compresa tra lo spartiacque costituito dai Monti Cimini-Sabatini e la grande ansa del Tevere, nel Pleistocene Inferiore eraprofondamente diversa dall’attuale, come abbiamo visto nel capi- 
3
Guidoni E.,
 Architettura primitiva
, Milano: 1979.
of 00

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