109so, Romano, non calò a Roma e intraprese la riconquista della fa-scia di collegamento con Ravenna, riprendendo Sutri, Orte, Bo-marzo, Narni, Amelia, Todi, Perugia e Luceoli. Proprio questoterritorio, attorno alla Via Amerina, costituirà il canale bizantinodi collegamento tra l’Impero d’Oriente e il ducato di Roma
8
. Peril controllo di questo spazio, ormai divenuto frontiera, si giocaro-no sia le sorti del papato, nella futura costituzione dello StatoPontificio, sia i destini dell’occupazione longobarda in Italia.L’anno successivo alla discesa dell’esarca Romano, si ebbe lacontroffensiva dei longobardi comandati da Agiulfo (593) che ar-rivò ad assediare Roma: solo l’intervento di papa Gregorio Ma-gno lo indusse a ritirarsi
9
.Questo continuo stato di guerra tra bizantini e longobardi portòallo sconvolgimento dei territori lungo l’asse stradale e influì sulprecoce processo di incastellamento delle terre prossime al confi-ne.È probabile che in relazione alla campagna longobarda del592-593 fu creata nell’Agro Falisco una catena di insediamentifortificati a controllo delle vie Cassia, Amerina e Flaminia neicentri di Sutri, Nepi, Civita Castellana e Ponte Nepesino
10
. Peranalogo motivo si potenziarono e fortificarono gli antichi centri“romani” posti in prossimità della frontiera come Perugia, Todi,Amelia e Narni
11
.
8
La via Flaminia, nel tratto tra il Tevere e Luceoli, era saldamente in mano alduca di Spoleto.
9
Bavant
B.,
Le Duché…,
op. cit.
10
Fiocchi Nicolai V.,
I Cimiteri Paleocristiani del Lazio - I - Etruria Meridio-nale
, Città del Vaticano, Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, 1988.
11
Schmiedt G.,
Città e fortificazioni nei rilievi aereofotografici: le fortifica- zioni altomedievali
, in Storia d’Italia. Torino: Einaudi, vol.V.Fig. 1. La frontiera bizantino-longobarda.
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