CAPITOLO 3IL MEDIOEVO
dall’espansione del gran numero di stagni e paludi nelle campagne; alcontrario, dopo il VI secolo, una riduzione del fenomeno malarico siaccompagna ad una ripresa della vita agricola, sicché ricompaiono anchealcune sedi vescovili che erano state soppresse come
Caere
e
Tres Tabernae
.
L’invasione longobarda contribuì a modificare, ancor più delle precedenti, il sistema economico ed insediativo e quindi le condizioni di vitanelle terre occupate. Le vicende legate alla conquista longobarda furonosegnate da aspre scorrerie e saccheggi in tutti i territori attraversati.La progressiva dissoluzione dell’impero fu la causa principale delladecadenza dell’agricoltura, la quale cessò quasi di essere praticata verso lafine del VI secolo con l’arrivo dei Longobardi: furono incendiate le case deicoltivatori ed i campi abbandonati. Nessuno si curava più di coltivarenell’incertezza poi di raccoglierne i frutti, e solo in determinati periodi i possessori di terreni si ridussero a farvi pascolare gli armenti per la facilità di poterli sottrarre alle scorrerie, che di frequente accadevano.
La reazione bizantina fu di arrocco all’interno di città fortificatemettendo in atto un’organizzazione di
castra
difesi anche da eserciti locali.I possedimenti longobardi comprendevano buona parte della Tuscia,mentre il ducato romano bizantino si estendeva in tutto l’Agro Falisco, la cuivia Amerina fu il teatro principale dei maggiori scontri. Roma infatti, si trovòa essere circondata dal ducato di Spoleto a nord e dal ducato di Benevento asud. La difesa romana si concentrò nell’area di Nepi, fino a quando l’esarcaRomano intraprese la riconquista della fascia di collegamento con Ravenna,
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TOMASSETTI G.,
La Campagna Romana antica, medievale e moderna.
I-III, nuovaedizione a cura di Chiumenti L. e Bilancia F. Firenze, Olschki 1979
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MILELLA N.,
I Papi e l’agricoltura nei domini della Santa Sede.
Roma, Pallotta 1880.51
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