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CAPITOLO 3IL MEDIOEVO
CAPITOLO 3IL MEDIOEVO
3.1Le vicende storiche dalla decadenza dell’Impero Romanoal Medioevo.
Le strutture economiche e sociali del Basso Impero, già in difficoltà acausa della crescita del latifondo scarsamente produttivo a scapito della piccola proprietà terriera, furono colpite, a partire dal V sec. d.C., dalleinvasioni barbariche, dei Goti prima (V-VI sec.) e dei Longobardi poi (VI-VIII sec.), cipopolazioni provenienti dal nord dell’Europa. Questecontribuirono a disgregare il sistema economico e a mutare in modoirreversibile le strutture paesaggistiche soprattutto dell’area falisca.La discesa dei Visigoti di Alarico (410) creò una situazione precaria edi distruzione della zona limitrofa alle principali arterie stradali comel’Aurelia e la Flaminia e alle minori come l’Amerina. Decaddero numerosecittà e stazioni come Veio, Lucus Feroniae, Capena, Falerii Novi.Il Regno di Teoderico segnò un periodo di relativa calma e tranquillitànella vita del Lazio e lo spostamento della capitale a Ravenna servì aconsolidare indirettamente il potere del Papato e dei vescovi e a stringeresempre di più i legami di questi con le città e le campagne di tutto l’Agro.
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Con la conversione al cristianesimo dell’Imperatore Costantino (IV secolo a.C.) e lacreazione di due regni con sede rispettivamente a Bisanzio e a Ravenna, Roma rimase lasede del papato che di fatto controllava l’economia del territorio circostante.49
 
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La guerra greco-gotica (535-553), tra le armate gotiche e quelle bizantine, ebbe come asse portante la via Flaminia, teatro dei maggioriavvenimenti bellici. E fu in questo arco di tempo che strutture produttive diorigine romana iniziarono una lenta, anche se inarrestabile decadenza.L’Agro Falisco assiste al passaggio dai siti sparsi a quelli accentrati,come pure a uno spostamento degli insediamenti agricoli lontano dalle vie ditransito.Con la sconfitta gota e la riorganizzazione amministrativa della penisola sotto lo stretto controllo bizantino, si ebbe un relativo periodo di pace, sino all’invasione longobarda d’Italia e all’assedio di Roma da parte diAgilulfo nel 593. Nel 440 Leone Magno determinò il ruolo della Chiesa e l’unitàdogmatica mediante la dottrina della chiesa e Leone I fondò la “monarchia” papale in occidente. La Chiesa da questo periodo diffuse la dottrina cristiana,che caratterizzò quindi la cultura occidentale fino ai nostri giorni. Nel V secolo, con la conversione al cristianesimo di Clodoveo
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re deiFranchi, si rafforzò da un lato la cultura cattolica in Europa, dall’altro il potere temporale del Papato nell’Italia centrale.Dal III al VI secolo molti vescovati si erano formati intorno a Roma, iquali successivamente scomparvero non solo per la calata dei Longobardi, maanche e forse per il mutamento del clima, che divenendo più caldo, contribuìalla recrudescenza dei fenomeni malarici. Certo, la malaria fu favorita
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Nel recente viaggio in Francia (1996), Papa Wojtyla, Giovanni Paolo II, in occasionedella celebrazione al cattolicesimo del Re Clodoveo, ha sottolineato gli aspetti positivi ditale conversione per la diffusione della cultura cristiana in Europa, anche se da tale periodoinizia il potere temporale del papato.50
 
CAPITOLO 3IL MEDIOEVO
dall’espansione del gran numero di stagni e paludi nelle campagne; alcontrario, dopo il VI secolo, una riduzione del fenomeno malarico siaccompagna ad una ripresa della vita agricola, sicché ricompaiono anchealcune sedi vescovili che erano state soppresse come
Caere
e
Tres Tabernae
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L’invasione longobarda contriba modificare, ancor più delle precedenti, il sistema economico ed insediativo e quindi le condizioni di vitanelle terre occupate. Le vicende legate alla conquista longobarda furonosegnate da aspre scorrerie e saccheggi in tutti i territori attraversati.La progressiva dissoluzione dell’impero fu la causa principale delladecadenza dell’agricoltura, la quale cessò quasi di essere praticata verso lafine del VI secolo con l’arrivo dei Longobardi: furono incendiate le case deicoltivatori ed i campi abbandonati. Nessuno si curava più di coltivarenell’incertezza poi di raccoglierne i frutti, e solo in determinati periodi i possessori di terreni si ridussero a farvi pascolare gli armenti per la facilità di poterli sottrarre alle scorrerie, che di frequente accadevano.
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La reazione bizantina fu di arrocco all’interno di città fortificatemettendo in atto un’organizzazione di
castra
difesi anche da eserciti locali.I possedimenti longobardi comprendevano buona parte della Tuscia,mentre il ducato romano bizantino si estendeva in tutto l’Agro Falisco, la cuivia Amerina fu il teatro principale dei maggiori scontri. Roma infatti, si trovòa essere circondata dal ducato di Spoleto a nord e dal ducato di Benevento asud. La difesa romana si concentrò nell’area di Nepi, fino a quando l’esarcaRomano intraprese la riconquista della fascia di collegamento con Ravenna,
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TOMASSETTI G.,
 La Campagna Romana antica, medievale e moderna.
I-III, nuovaedizione a cura di Chiumenti L. e Bilancia F. Firenze, Olschki 1979
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MILELLA N.,
 I Papi e l’agricoltura nei domini della Santa Sede.
Roma, Pallotta 1880.51
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