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CAPITOLO 5L’ETA’ MODERNA
CAPITOLO 5L’ETA’ MODERNA
5.1Dal Medioevo all’età moderna. 
Il declino del paesaggio medievale è chiaramente attestato dallo stato diabbandono dei centri storici, nei quali esistono ancora castelli ed edificispecialistici, anch’essi in via d’abbandono. A partire dal X secolo, dopo leinvasioni di altri popoli, si sono ricostruiti alcuni centri abitati, sopravvissutialle alterne vicende economiche e sociali delle aree fino al 1800,contribuendo al mantenimento di un caratteristico paesaggio agrario. Negliultimi decenni, attorno a questi vecchi centri, sorsero nel tempo le nuoveespansioni edilizie, che concorsero all’abbandono dei centri storici. Nel X secolo infatti, come abbiamo già visto, sorsero Calcata nel 974,Mazzano Romano nel 955 e Faleria (Stabbia) nel 998. Nell’XI secolo sorseroFormello (1073) e Campagnano (1076).Questi nuovi centri certamente non sorsero dal nulla: da un lato unalenta opera di adattamento e ampliamento concentrò la popolazione in siti giàesistenti, trasformati in veri e propri centri fortificati, dall’altro dei siti antichio parte di essi furono abbandonati.Questo fenomeno di abbandono e concentrazione si sviluppò tra il X edil XV secolo; successivamente il territorio assunse sempre più caratteri di“tenuta agricola” di taluni Baroni romani e contemporaneamente fiorirono
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stazioni di posta e locande. Le popolazioni locali trovarono scarse possibilitàdi occupazione nelle tenute stesse e nella pastorizia.In definitiva, come di seguito verrà illustrato, le vicendeamministrative, economiche e sociali del Lazio, impostate sul feudalesimo equindi e quindi con scarso sviluppo di una Borghesia, hanno contribuitoall’emarginazione di questa parte del territorio laziale, la quale, dopo i primiinsediamenti falisci e di quelli medievali, è rimasta esclusa dall’evoluzioneeconomica concentrata solo in taluni centri abitati oltre al territorio romano.Timidi tentativi di riorganizzazione dell’amministrazione lazialesorsero dopo la Repubblica Romana del 1798. Tra il XIII ed il XIX secolo si èregistrato un continuo alternarsi di lotte tra Baroni e Papato ed è mancataquella Borghesia che ha consentito nell’Italia centro settentrionale e del norduno sviluppo diffuso, dovuto proprio allo sviluppo della Borghesia stessa.
5.2 Evoluzione amministrativa del Lazio dal XIV al XVI secolo.
 Nel secolo XIV il Lazio era sostanzialmente diviso in tre province: ilPatrimonio di San Pietro, la Sabina e la Campagna e Marittima. Le areeresidue facevano parte di altre regioni dello Stato Pontificio, soprattuttol’Umbria, e del Regno di Napoli (Abruzzo e Terra di Lavoro). Vi sono inoltrealtre partizioni, variamente denominate (
 Districtus Urbis
, Agro Romano) chesi sovrappongono alle precedenti e che, pure esse, hanno una valenzagiurisdizionale oltre che una tradizione geografica.
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Da un punto di vista amministrativo, la suddivisione regionale delloStato Pontificio risale al XIV secolo con le
Constitutiones Aegidiane
, nellequali, sulla base di una ripartizione che era venuta già maturando in precedenza, si erano identificate le varie regioni. Ogni Provincia aveva unRettore, che dipendeva direttamente dal papato.Il Patrimonio di S.Pietro aveva un Rettore che risiedeva a Viterbo. Daquesto dipendevano vasti territori, compresi quelli della Provincia Sabina(con Rieti) e località umbre come Narni, Terni, Amelia, oltre a quelli presi inesame. Il controllo esercitato da tali rappresentanti era comunque assairidotto, assolutamente insufficiente a formare delle strutture regionali eamministrative coese. L’elemento locale, cittadino o feudale, mantenevaintatte all’interno di questa struttura le sue prerogative attraverso le proprieistituzioni.Accanto ai Rettori infatti, nel governo del territorio, esistevano deiPodestà, che, alle dipendenze non solo del Rettore ma spesso di Roma,governavano delle formazioni cittadine, tra le quali Narni, Terni, Viterbo eOrvieto.Nel XV secolo continuò la ripartizione del territorio, derivante da unordinamento precedentemente ripreso da Martino V (1417-1431) e poiconfermato da Sisto IV (1471-1484), che prevedeva le tre aree delPatrimonio, della Sabina e della Campagna e Marittima.Su questa suddivisione si sovrappose l’area del distretto di Roma, i cuiconfini non erano di facile individuazione, in quanto le situazioni di governone alternavano continuamente i confini.
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