CAPITOLO 5L’ETA’ MODERNA
Da un punto di vista amministrativo, la suddivisione regionale delloStato Pontificio risale al XIV secolo con le
Constitutiones Aegidiane
, nellequali, sulla base di una ripartizione che era venuta già maturando in precedenza, si erano identificate le varie regioni. Ogni Provincia aveva unRettore, che dipendeva direttamente dal papato.Il Patrimonio di S.Pietro aveva un Rettore che risiedeva a Viterbo. Daquesto dipendevano vasti territori, compresi quelli della Provincia Sabina(con Rieti) e località umbre come Narni, Terni, Amelia, oltre a quelli presi inesame. Il controllo esercitato da tali rappresentanti era comunque assairidotto, assolutamente insufficiente a formare delle strutture regionali eamministrative coese. L’elemento locale, cittadino o feudale, mantenevaintatte all’interno di questa struttura le sue prerogative attraverso le proprieistituzioni.Accanto ai Rettori infatti, nel governo del territorio, esistevano deiPodestà, che, alle dipendenze non solo del Rettore ma spesso di Roma,governavano delle formazioni cittadine, tra le quali Narni, Terni, Viterbo eOrvieto.Nel XV secolo continuò la ripartizione del territorio, derivante da unordinamento precedentemente ripreso da Martino V (1417-1431) e poiconfermato da Sisto IV (1471-1484), che prevedeva le tre aree delPatrimonio, della Sabina e della Campagna e Marittima.Su questa suddivisione si sovrappose l’area del distretto di Roma, i cuiconfini non erano di facile individuazione, in quanto le situazioni di governone alternavano continuamente i confini.
129
Leave a Comment