Vittorio Venetohttp://www.tragol.it/Flaminio/flaminio-12/77-90.htm3 di 157/2/2009 22:58
78L'intento di questa breve presentazione non è comunque quello di ricostruireprofili biografici dei personaggi citati odi consentire una esaustiva ricostruzionedell'aspetto assunto dalla Pieve attraverso i secoli: si vuole solo presentare larevisione fatta sulle iscrizioni presenti, affinché esse possano in qualsiasi modoservire ad una sempre più completa definizione della storia della Pieve diSant'Andrea..
REPERTORIO
Nell'intento di dare un' impronta sistematica a questa ricognizione e di agevolaregli eventuali riscontri, le iscrizioni sono state ordinate in due gruppi denominatiS (sa grato) e A (aula) e numerate con cifra latina
notizia è modellata sulle narrazioni della Legenda aurea di Jacopo da Varagine; evidenteèl'intento didascalico, e perciò didattico-dottrinale, del testo e fa supporre che questa nonfosse l'unica didascalia originariamente prevista nel piano decorativo della cappella.Altare di San Rocco: CANTATE DOMINO CANTICUM NOVUM (Cantate al Signoreun canto nuovo) sulla panoplia ad affresco e O QVAM MAGNA APUD DEV~M] SUNTMERITA TVA BEATE ROCHE (O Beato Rocco, quanto grandi sono i tuoi meriti pressoDio) sul dossale marmoreo assegnabile all' ambito di Giovanni Antonio Pilacorte (Carona1455 ca. - Pordenone 1531) e datato al 1525 circa in base alla data presente nell' affrescodi Francesco da Milano che esso racchiude.Nel dipinto raffigurante San Sebastiano e San Girolamo: INITIVM SAPIENTIAE ESTTIMOR DOMINI (il timore di Dio è l'inizio della sapienza). Si presentano inoltre anchedue dipinti non originariamente pertinenti a questo edificio, ma provenienti da sitiecclesiastici ora scomparsi, dalla chiesa di Sant'Elena, che sorgeva lungo l'attuale Vialedella Vittoria, e dal soppresso convento di San Girolamo. Il primo raffigura La Madonnacol Bambino tra i santi Andrea, Elena, Giobbe, Antonio Abate, Francesco d'Assisi,Agostino e Rocco ed èassegnabile al pittore cenedese Silvestro Arnosti (attivo tra la finedel XVI secolo e gli inizi del XVII). Esso riporta la seguente citazione biblicaMISEREMINI MEI MISEREMINI MEl/ SALTEM VOS AMICI MEI - IOB. CAP- XIX(Abbiate pietà di me, abiate pietà di me, almeno voi amici miei - Giobbe, cap. XIX). Dalconvento femminile di San Girolamo di Serravalle proviene il dipinto con Il BambinoRedentore tra i santi Giovanni Battista e Daniele, di ignoto pittore veneto della fine delXVI secolo. Sui cartigli si leggono due citazioni SIC DEVS DILEXIT MVNDVM - D.G.(Così Dio dilesse il Mondo) e DANIEL VIR DESIDERIOR. - B+Q (Daniele l'uomo deidesideri) Si tratta di citazioni adatte ad un "pubblico" monastico che ben conosce i testisacri e l'esegesi degli stessi. La buona qualità del dipinto ha indotto il Mies (Mies G., Artedel '500 nel vittoriese, Vittorio Veneto, 1987; p. 97, fig. 112) ad attribuirlo al pittoretizianesco Gerolamo Denti, leggendone la firma nella sigla D.G. (DEO GRATIA?) checonclude la prima citazione. Tale ipotesi, se pure potrebbe essere attendibile per l'evidentelinguaggio manierista e per la difficoltà di rendere altrimenti esplicite le due consonanti,non pare completamente suffragabile data la posizione di eccessivo rilievo devozionale
Leave a Comment