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Vittorio Venetohttp://www.tragol.it/Flaminio/flaminio-2/23-47.htm1 di 117/2/2009 23:06
Tratto dalla Rivista quadrimestrale di studi vittoriesi IL FLAMINIO n°2 1980 Edita dalla Comunità Montana delle PrealpiTrevigianae
 
Mario PICCIN
La Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane.Appunti di Geologia, Morfologia e Idrografia.
Nella sua più comune accezione, il territorio che costituisce il comprensorio dellaComunità Montana delle Prealpi Trevigiane (1) si identifica col Trevigiano nordorientaleed é suddiviso in otto comuni (2) la cui estensione territoriale varia da quella minima diSarmede a quella notevolmente più ampia di Vittorio Veneto; un territorio che, malgrado iprofondi contrasti delle fattezze morfologiche, appare abbastanza omogeneo nel suoinsieme geografico. Il territorio della Comunità Montana è inserito in un contestogeografico particolare, dato che corrisponde a zone appartenenti a tre distinte unitàgeografiche: le Prealpi bellunesi, le Prealpi carniche occidentali e le colline subalpinedell'alto Trevigiano. I confini della Comunità Montana sono per lo più amministrativi,solo a nord il limite orografico, individuato dalla linea di cresta della dorsale delle Prealpibellunesi, le dà una chiara individuazione geografica che rispecchia evidentemente uncontesto sociale ed economico diverso dal Bellunese. Verso sud il territorio dellaComunità si affaccia alla pianura allacciandosi attraverso gli sbocchi transcollinari di Valdobbiadene, Pieve di Soligo, Tarzo e Vittori ' o Veneto, avendo così un primo immediatocontatto con il polo industriale del Coneglianese. Passando ora a descrivere i caratteri piùprettamente fisici (geologici e geomorfologici) che distinguono questo comprensorio, ci èutile riconoscere le seguenti subregioni: Vallata Trevigiana;MARIO PICCIN E' laureato in Scienze Geologiche presso l'Università di Padova.Attualmente insegna e lavora come geologo libero professionista. Si occupa della geologiae della morfologia delle Prealpi venete nell'ambito di alcuni Gruppi Naturalistici locali(C.E.C., G.S. CAI, G.N.V.).23
Valle Lapisina o Vallone di Fadalto;media montagna del Cansiglio;colline subalpine trevigiane.LA VALLATA TREVIGIANA
Questa valle, che collega Valdobbiadene a Vittorio Veneto, tipico esempio di vallemonoclinale susseguente, rappresenta la parte occidentale del territorio della ComunitàMontana. Essa è diretta da ENE a WSW, come continuazione della Valle Lapisina, esepara in modo caratteristico la dorsale asimmetrica delle Prealpi bellunesi, M. Cesen (m.
 
Vittorio Venetohttp://www.tragol.it/Flaminio/flaminio-2/23-47.htm2 di 117/2/2009 23:06
1570) Col Visentin (m. 1763), dalle creste delle colline subalpine che iniziano con laCosta di Zuel e Le Prese e degradano verso il Solighese ed il Coneglianese con sommitàintorno ai 400600 metri. La valle, che nella sua parte centrale è larga più di un kni, èpercorsa dal F. Soligo, il quale ha origine dai due laghi di Revine (3). I rilievi subalpini,che la limitano a sud, sono costituiti da una alternanza di strati arenacei, calcarei, marnosi,argillosi e conglomeratici, appartenenti ai vari periodi del Terziario, che giacciono inposizione fortemente rialzata, a volte fino alla verticale, e che danno luogo, con le partipiù resistenti, a lunghi dossi rettilinei paralleli all'asse della valle (corde o coste). Ladorsale prealpina (il cui fianco meridionale è interessato da alcune valli relativamenteprofonde e trasversali alla Vallata, tra le quali ricordo la Valle di S. Boldo, la Valle di SanDaniele o Valle di Cison, la valle del T. Corin e le due a nord di Miane) è invece costituitada calcari e dolomie mesozoici sollevati in un'anticlinale asimmetrica, talora a ginocchio(come tra Cison e Tovena), nota col nome di "flessura Bassano Valdobbiadene ". E' acausa di questa struttura se, su tutto il tratto prealpino, gli strati calcarei e dolomitici,appartenenti alle varie formazioni mesozoiche, sono da fortemente a mediamente inclinativerso sudest; a mano a mano che si sale verso la linea di cresta l'inclinazione diminuiscefino a scomparire; oltre tale linea, in versante bellunese, gli strati sono lievemente egradualmente inclinati a nordovest, formando il fianco sud orientale della sinclinalebellunese. Le fratture su questo versante sono relativamente numerose e in certi casiassumono il carattere di vere e proprie faglie, per lo più verticali e dirette prevalentementea ENEWSW, NNESSW e NWSE, perciò24ben rientrabili nel quadro strutturale della regione. Il solco vallivo, per lo più pianeggiantee regolare, si è. impostato sul fianco di raccordo della flessura BassanoValdobbiadene epuò essere considerato come una valle d'erosione scavata in corrispondenza delle roccecalcareomarnose cretaciche e di quelle flyschioidi argillose eoceniche, al contatto dellequali, secondo alcuni Autori, passa anche una faglia verticale parallela alla valle (linea diValealda o faglia di Longhere (BOZZO & SEMENZA, 1973; ZANFERRARI, 1973).Lungo tutto il fondovalle affiorano depositi quaternari, morenici e detritici, che hannocontribuito a modellare definitivamente il paesaggio singolare della valle. Ricordo tra i piùtipici: la morena frontale di Gai, quella laterale di Fratta, l'apparato morenico di Tarzo, idepositi argillosotorbosi neri lungo la Tajada, il deposito. sabbioso argilloso con tronchisubfossili di Larix decidua Mill. (12.500 a. a.C.) alle Fornaci di Revine (CASADORO etalii, 1976) e, inoltre, le numerose conoidi alluvionali, le falde detritiche e le frane. LaVallata, il cui profilo trasversale ad U rispecchia l'evidente escavazione glaciale, presentaun'idrografia superficiale limitata al F. Soligo e ai suoi affluenti, modesti torrentelli (T.Piaveson, T. Gravon, T. il Ruio, T. Corin, T. S. Pietro, T. Visnà) che scendono dalle giànote vallette trasversali del versante prealpino. La valle è bloccata da un rilievo sia puremodesto (frana) a est di 1Revine, al suo sbocco nella valle del F. Meschio, e termina conil congiungersi, tra Miane e Valdobbiadene, della serie di colline subalpine con la dorsaledelle Prealpi bellunesi. La via di uscita delle acque dalla valle è rappresentataesclusivamente dall'interruzione del sistema collinare che viene attraversato dal già citatoF. Soligo, il quale, raccolte in prossimità di Follina le acque dell'unica vera risorgivacarsica sita a ridosso del Convento di Follina, devia bruscamente il suo corso dapprima
 
Vittorio Venetohttp://www.tragol.it/Flaminio/flaminio-2/23-47.htm3 di 117/2/2009 23:06
verso sudest e poi verso sud, immettendosi poco a nord di Nervesa della Battaglia nel F.Piave. Sono arrivato così a descrivere le particolarità morfologiche più evidenti dellavalle, ossia i due laghi di Revine (m. 224 s.l.m.), localizzati nella parte orientale. I laghi,chiamati rispettivamente L. di Lago e L. di S. Maria, che sono collegati da uno strettocanale (lo Stret), hanno una forma quasi simile e sono entrambi allungati nella stessadirezione della valle. Essi rappresentano i resti del grande Lago Lapisino che nelSinglaciale W. 111 (31.00017.000 a.C.) si espandeva nella Vallata da Gai a Revine,evidentemente formatosi in seguito alla deglaciazione Wùrm (VENZO, 1977).Probabilmente i due laghi, che ora sono in fase di forte interramento, hannoun'alimentazione sotterranea, in parte coadiuvata da quella del T. Piaveson, avente origineda una sorgente carsica intermittente situata alla base del versante prealpino.Per tutte queste sue particolarità morfologiche e per altre non descritte in questa Nota, laVallata Trevigiana è, da alcuni anni, oggetto di ricerche naturalistiche di vario genere,delle quali alcuni risultati sono stati pubblicati in occasione del 5' Convegno sulla StoriaNaturale delle Prealpi Venete e in un volume monografico dedicato al Comune diRevineLago, mentre altri sono in corso di stampa e/o di stesura.25
LA VALLE LAPISINA 0 VALLONE DI FADALTO
La Valle Lapisina, detta anche Vallone di Fadalto, è la più orientale delle vie dicomunicazione tra l'alta pianura trevigiana e il Bellunese e corrisponde alla parte piùsettentrionale del territorio della Comunità Montana. Essa è limitata a nord dalla Sella diFadalto (m. 489), mentre a sud trova la sua naturale continuazione nella VallataTrevigiana; è comunque anche in comunicazione con la pianura del Vittoriese, attraversola stretta di Serravalle. La Valle Lapisina, che è diretta da SSW a NNE, si è impostata, daun punto di vista strutturale, lungo l'asse di una sinelinale relativamente stretta e fagliata,avente la stessa direzione della valle. Le rocce, che affiorano vistosamente sui fianchi etalvolta anche sul fondo, Iá dove non sono ricoperte da depositi morenici o detritici, sonorappresentate da calcari mesozoici che, in parte, sono simili a quelli costituenti il versantesettentrionale della Vallata; tra Maren e Valcalda sono comunque presenti anche roccecalcareomarnose, come la tipica "scaglia rossa" del Cretacico superiore, mentre,procedendo da questa località verso est e verso sud, ricompaiono le alternanze di rocceterziarie (arenarie, calcari, marne) che costituiscono la Costa di Serravalle. Da un punto divista morfologico, la Valle Lapisina è chiaramente una valle glaciale scavata e modellata,durante il Quaternario, da quel ramo del ghiacciaio del Piave che, originatosi dalprecedente nei pressi di Ponte nelle Alpi, invadeva dapprima la Conca dell'Alpago escendeva poi lungo la valle, biforcandosi di nuovo a nord di Vittorio (S. Giustina): unramo andava ad occupare la Vallata fino a Gai (morena frontale), incontrandosi là con ilpiccolo ghiacciaio trasfluente dal ghiacciaio plavense attraverso il Passo di S. Boldo;l'altro proseguiva verso sud, riversandosi nella pianura di Vittorio fino all'altezza di ColleUmberto,26dove rimane conservato il caratteristico dosso morenico (anfiteatro morenico di Vittorio
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