Vittorio Venetohttp://www.tragol.it/Flaminio/flaminio-2/23-47.htm2 di 117/2/2009 23:06
1570) Col Visentin (m. 1763), dalle creste delle colline subalpine che iniziano con laCosta di Zuel e Le Prese e degradano verso il Solighese ed il Coneglianese con sommitàintorno ai 400600 metri. La valle, che nella sua parte centrale è larga più di un kni, èpercorsa dal F. Soligo, il quale ha origine dai due laghi di Revine (3). I rilievi subalpini,che la limitano a sud, sono costituiti da una alternanza di strati arenacei, calcarei, marnosi,argillosi e conglomeratici, appartenenti ai vari periodi del Terziario, che giacciono inposizione fortemente rialzata, a volte fino alla verticale, e che danno luogo, con le partipiù resistenti, a lunghi dossi rettilinei paralleli all'asse della valle (corde o coste). Ladorsale prealpina (il cui fianco meridionale è interessato da alcune valli relativamenteprofonde e trasversali alla Vallata, tra le quali ricordo la Valle di S. Boldo, la Valle di SanDaniele o Valle di Cison, la valle del T. Corin e le due a nord di Miane) è invece costituitada calcari e dolomie mesozoici sollevati in un'anticlinale asimmetrica, talora a ginocchio(come tra Cison e Tovena), nota col nome di "flessura Bassano Valdobbiadene ". E' acausa di questa struttura se, su tutto il tratto prealpino, gli strati calcarei e dolomitici,appartenenti alle varie formazioni mesozoiche, sono da fortemente a mediamente inclinativerso sudest; a mano a mano che si sale verso la linea di cresta l'inclinazione diminuiscefino a scomparire; oltre tale linea, in versante bellunese, gli strati sono lievemente egradualmente inclinati a nordovest, formando il fianco sud orientale della sinclinalebellunese. Le fratture su questo versante sono relativamente numerose e in certi casiassumono il carattere di vere e proprie faglie, per lo più verticali e dirette prevalentementea ENEWSW, NNESSW e NWSE, perciò24ben rientrabili nel quadro strutturale della regione. Il solco vallivo, per lo più pianeggiantee regolare, si è. impostato sul fianco di raccordo della flessura BassanoValdobbiadene epuò essere considerato come una valle d'erosione scavata in corrispondenza delle roccecalcareomarnose cretaciche e di quelle flyschioidi argillose eoceniche, al contatto dellequali, secondo alcuni Autori, passa anche una faglia verticale parallela alla valle (linea diValealda o faglia di Longhere (BOZZO & SEMENZA, 1973; ZANFERRARI, 1973).Lungo tutto il fondovalle affiorano depositi quaternari, morenici e detritici, che hannocontribuito a modellare definitivamente il paesaggio singolare della valle. Ricordo tra i piùtipici: la morena frontale di Gai, quella laterale di Fratta, l'apparato morenico di Tarzo, idepositi argillosotorbosi neri lungo la Tajada, il deposito. sabbioso argilloso con tronchisubfossili di Larix decidua Mill. (12.500 a. a.C.) alle Fornaci di Revine (CASADORO etalii, 1976) e, inoltre, le numerose conoidi alluvionali, le falde detritiche e le frane. LaVallata, il cui profilo trasversale ad U rispecchia l'evidente escavazione glaciale, presentaun'idrografia superficiale limitata al F. Soligo e ai suoi affluenti, modesti torrentelli (T.Piaveson, T. Gravon, T. il Ruio, T. Corin, T. S. Pietro, T. Visnà) che scendono dalle giànote vallette trasversali del versante prealpino. La valle è bloccata da un rilievo sia puremodesto (frana) a est di 1Revine, al suo sbocco nella valle del F. Meschio, e termina conil congiungersi, tra Miane e Valdobbiadene, della serie di colline subalpine con la dorsaledelle Prealpi bellunesi. La via di uscita delle acque dalla valle è rappresentataesclusivamente dall'interruzione del sistema collinare che viene attraversato dal già citatoF. Soligo, il quale, raccolte in prossimità di Follina le acque dell'unica vera risorgivacarsica sita a ridosso del Convento di Follina, devia bruscamente il suo corso dapprima
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