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GSI_22_Il Gas Naturale Radon, Minaccia Per La Nostra Salute

GSI_22_Il Gas Naturale Radon, Minaccia Per La Nostra Salute

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Published by: Giovani Scrittori Indipendenti on Jan 02, 2013
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02/19/2014

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 Il gas naturale Radon, minaccia per la nostra salute
Secondo solo al fumo come causa del tumore ai polmoni, continua a rimanere un perfetto sconosciuto
Combattiamo da diverso tempo e coi mezzi più inusuali (è sufficiente pensare alla “pubblicità progresso” sui pacchetti
delle sigarette) una battaglia disperata per la prevenzione dei tumori. Nel caso specifico del tumore ai polmoni,sappiamo tutti identificare nel fumo la sua causa principale:
vi siete mai chiesti, anche per puro caso, chi tallona ilfumo collocandosi al secondo posto di questa classifica nefasta messa a punto dai divulgatori scientifici?
Sì? No?Proviamo a riformulare la domanda:
sapete cos’è il Radon
e i rischi per la salute che esso comporta?
A meno chequalcuno non stia leggendo
questo articolo a voce alta in un’aula piena di chimici e/o geologi,
è molto ma molto
 probabile che la risposta a questa domanda sia uno sconcertante coro di “No”
.Senza andare troppo nello specifico, proviamo a capire di cosa si tratta. Il
Radon
, simbolo atomico
Rn
, è il più pesantedei
gas nobili
, elementi volatili con configurazione atomica tale da renderli inerti.
E’ l’unico gas nobile radioattivo e
 uno dei suoi isotopi, il Radon 222, fa parte della
 famiglia radioattiva
 
dell’Uranio 238 e ha un
tempo di dimezzamento
 tale (3.8 giorni) da rendere poco difficoltoso il suo accesso nelle nostre case o in altri ambienti da noi frequentati.
Unafamiglia radioattiva
, come quella del già citato Uranio 238, è una serie più o meno complessa di elementi chesubiscono trasformazioni spontanee rilasciando radiazioni (decadimento radioattivo) e trasformandosi in nuovi isotopisecondo tempi e modalità che si possono stimare ricorrendo a metodi statistici
. La famiglia dell’Uranio 238 inizia con
questo isotopo radioattivo instabile, presente sulla Terra dalla sua formazione, e dopo una serie di passaggi raggiungelo stadio di Piombo 206, che invece è stabile; il Radon 222 è un membro intermedio di questa famiglia e si consideraquindi come
un “figlio” dell’Uranio 238 e un
 
“padre” del Piombo 206.
 
Il tempo di dimezzamento
di un isotopo è il
tempo necessario affinché il decadimento spontaneo dell’isotopo stesso ne dimezzi la quantità; nel caso specifico del
Radon 222 un tempo di dimezzamento di 3.8 giorni garantisce a questo isotopo la possibilità di fuoriuscire dagli stratigeologici in cui si è formato, andare in circolo ed eventualmente finire nelle nostre case, o peggio ancora,
nei nostri polmoni
.
L’insidia più grande del
Radon sta nella sua stessa natura di gas volatile: quasi tutti gli elementi della famiglia
dell’Uranio 238
sono solidi pesanti che tendono a mantenere la loro posizione nelle rocce che li contengono,trasformandosi ed emettendo radiazioni. Il Radon, invece,
è l’unico gas della famiglia
 
e tende quindi a “fuggire”
seguendo percorsi preferenziali come le fratture nelle rocce e/o le acque sotterranee, per poi raggiungere gli ambienti incui viviamo passando attraverso i suoli e/o
i corsi d’
acqua. In alcuni casi, addirittura, fuoriesce dai gioielli cheindossiamo o dai materiali da costruzione usati per gli interni di alcuni edifici. Una volta inalato, il Radon non decadetrasformandosi in altri gas,
ma in altri solidi pesanti che continuano
ad emettere radiazioni all’interno dei nostri
polmoni senza più uscirne
. Il Radon 222 decade in Polonio 218, poi in Piombo 214, poi in Bismuto 214, poi inPolonio 214, poi in Piombo 210 e così via fino a raggiungere la stabilità del Piombo 206, che pur essendo un elementonon radioattivo di sicuro
non
è un toccasana per il nostro organismo. Quindi, mentre state leggendo queste parole, neivostri polmoni potrebbero esserci delle reazioni nucleari in atto.
Mentre state leggendo queste parole, le vostrecellule polmonari potrebbero essere soggette a radiazioni concentrate tali da poter portare, nei casi più gravi, altumore
.Come potete vedere, il concetto di radioattività non è inscindibile da quello di attività antropica: radioattività nonsignifica solo Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl o Fukushima, è un termine che si riferisce ad una fenomenologia moltoampia che riguarda, prima di tutto, fenomeni naturali in corso da miliardi di anni che noi non possiamo minimamentesperare di ostacolare. Il Radon esiste e continuerà ad esistere e noi non potremo farci nulla, se non prendere dellemisure volte a ridurre il rischio di esposizione.
Innanzitutto dobbiamo iniziare ad avere un’idea di quali possano essere
i luoghi in cui tale isotopo tende a concentrarsi. Generalizzando, se siete in un luogo chiuso o comunque poco ventilato,nei piani inferiori di un edificio o addirittura sottoterra, probabilmente siete in un ambiente favorevole allaconcentrazione di questo gas e se in tale ambiente passate tantissimo tempo (esempi tipici: ci vivete, ci lavorate), irischi possono aumentare tantissimo. Ecco riportato un aneddoto ricco di significato
che segnò l’inizio della storia dellostudio del Radon all’interno delle nostre abitazioni e degli ambienti di lavoro
: negli anni ottanta del secolo scorso,
l’americano Stanley Watras, impiegato presso l’impianto nucleare di Limerick in Pennsylvania, fece scattare l’allarme
anti-radiazioni nella centrale nucleare in cui lavorava. Dopo accurate analisi da parte delle autorità competenti si scoprìche la contaminazione non aveva nulla a che fare con la centrale nucleare, che risultava essere a norma: intensificandole indagini, gli esperti scoprirono tra lo stupore generale che Watras era stato contaminato
a casa sua
. Dopo alcuneverifiche e misurazioni,
gli scienziati affermarono che le radiazioni riconducibili al Radon
presenti all’interno
della casa del povero Watras erano equivalenti, parlando in termini di danni ai polmoni, a fumare
 centotrentacinque
sigarette al giorno
. Una cifra mostruosa.

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