• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
MANDALA
Un caos ordinato
Chogyam Trungpa Rinpoche
Prefazione di Sherab Chodzin KohnTraduzione dal francese a cura di Cristina Martire e Alberto Mengoni 
 
 
PREFAZIONE
Gli insegnamenti di Choghyam Trungpa Rinpoche provengono dai lignaggi Kagyu e Nyingma del BuddismoTibetano. Essi si dividono in tre grandi Yana, o veicoli: l'Hinayana, il Mahayana ed il Vajrayana o Tantrayana.La visione, la pratica e l'azione, realizzate mediante questi insegnamenti, trovano il loro punto culminante nelVajrayana, che ne rappresenta d'altronde la più grande potenzialità e la sua ultima espressione. Nei dueseminari raccolti qui Choghyam Trungpa Rinpoche spiega alcuni aspetti fondamentali del principio delMandala nel Vajrayana. Anche se indirizzati ad un pubblico composto soprattutto di principianti o quasi, eglifu risoluto nel lanciare l'urlo di vittoria della 'Visione Ultima' e nel rivelare alle persone che avevano deciso diseguirlo, o pensavano di farlo, un'intuizione delle profondità e dell'immensità degli insegnamenti del suolignaggio. Per trasmetterli a dei principianti, talvolta è stato necessario aggirare la complessa armaturatradizionale dei termini Buddisti abitualmente impiegati per descrivere questi insegnamenti e condensare inimmagini molto semplici, molteplici livelli di comprensione, evocanti così sul momento la nozione delMandala, in un linguaggio simile a quello parlato quotidianamente in Occidente.Quando si affronta il principio del Mandala, Choghyam Trungpa Rinpoche chiede agli allievi di aprirsi ad unasensazione di totalità che supera i limiti di 'questo e quello'. "Questo e quello" è una banale espressione cheChoghyam Trungpa Rinpoche impiega in un senso più profondo. Se si domanda ad un gruppo di amici chestanno parlando tra di loro, quale sia il soggetto della loro conversazione, essi diranno che stavano parlandodi 'questo e di quello' o 'del più e del meno'. Poiché, per far risaltare le qualità di 'questo' bisogna opporlo a'quello', è precisamente questa opposizione tra 'questo e quello' che sta al centro del gioco della dualitàillusoria dell'Ego, gioco nel quale d'altronde l'ego si svela nell'intento di eclissare la visione d'insieme checaratterizza il principio del Mandala. Tuttavia, al livello più fondamentale, l'opposizione tra 'questo' e 'quello'rinvia ad una seconda opposizione, quella ciòè tra l'Io-ego e l'altro. L'altro può essere tutto ciò di cui l'Io siserve ogni istante per creare un contrasto che gli permetta di definirsi; l'altro è ciò che generalmentechiamiamo 'il mondo', o 'l'ambiente esterno'. Quando Choghyam Trungpa Rinpoche parlava di 'questo' e'quello', gli succedeva di portare la mano al petto al momento di dire 'questo', così da sottolineare l'allusionealla nozione di 'Io'.Il gioco del "questo e quello" comporta un numero infinito di variabili di cui l'Ego si serve continuamente perperpetuarsi. Talvolta, 'questo' è percepito come qualcosa di irrimediabilmente sovraccaricato, mentre sul'quello' si proiettano delle possibilità liberatorie (come quando si dice: 'togliamoci da qui'). L'esempio-tipoconsiste nel pensare che tutto 'questo' è il Samsara, in opposizione al Nirvana, che è "Quello", l'altrove, lasalvezza. Quando si ha paura o si è in collera, si è talmente imprigionati nella solidità del 'questo', che perfinoil "quello" si trasforma in minaccia. Nel caso della paura, si cerca di evitare "quello"; mentre nel caso dellacollera, si vuole distruggerlo. Dal punto di vista ultimo dell'Ego, la forma, il peso ed il colore delle proiezioni di'questo e quello' non hanno alcuna importanza; tutto ciò che conta è di mantenere l'illusione del 'questo equello', ad ogni costo. Questa cinica 'realpolitik' è l'estremo grado di conoscenza di sé al quale accede l'ego,ed è ironico constatare come essa rasenti da vicino la prospettiva globale del Mandala.Choghyam Trungpa Rinpoche possedeva incomparabilmente l'arte di trasmettere gli insegnamenti più oscuri,dal vivo, con parole del quotidiano. I due seminari qui presentati ne costituiscono eccellenti esempi. Il lettorealla ricerca di convenzionali incatenamenti concettuali rischia, nell'occasione, di restare deluso. Per contro,egli potrà consolarsi con il tesoro di questa serie inesauribile di ripetizioni spirituali date da ChoghyamTrungpa Rinpoche, che mira al cuore stesso dell'esperienza. Al momento di preparare la copia di questidifficili testi, trascritti su nastri magnetici, si è avuta la possibilità di consultare una versione messa a puntonel 1976 a New York, da parte di un gruppo di discepoli di Choghyam Trungpa Rinpoche. Essa mi è statamolto utile ed io tengo ad esprimere la mia riconoscenza verso coloro che mi hanno preceduto in questolavoro.
Sherab Chodzin Kohn
 
PRIMA PARTE IL MANDALA DELL'ENERGIA INCONDIZIONATA(Karma-Choling, 1972)
 
1) IL CAOS ORDINATO
Il modo in cui è stato spiegato il principio del Mandala sembra basarsi su un grannumero di fraintendimenti. Ecco il motivo per cui vale la pena di approfondiremaggiormente la nozione di 'mandala'. Per far ciò, dovremo lavorare sullesituazioni della vita, sulla nostra stessa esistenza, sul complesso del nostroessere.Per cominciare, bisogna esaminare l'idea di un "caos ordinato", che è il principiodel Mandala. È ordinato perché presenta una struttura; ed è caos perché lavoraresu questo ordine di cose è disorientante. Il principio del Mandala include di fattodue mandala uguali e reciproci: il mandala del Samsara e quello del Nirvana (1).Se non comprendiamo l'aspetto samsarico del mandala, non può esservi neanchealcun aspetto nirvanico.Se dico che il Caos è ordinato è perché la nostra confusione è metodica. In altritermini, essa è voluta. È voluta perché intenzionalmente noi decidiamo di evadereda noi stessi. Decidiamo di boicottare la saggezza del Risveglio. Vogliamocontinuare a rivelare le nostre fissazioni, come le passioni, l'aggressività ed altrecose del genere. È per questo che creiamo un 'mandala', un circolo auto-esistente. Innanzi tutto si crea l'ignoranza (2), poi la percezione, nome-e-forma,le varie coscienze sensoriali, il contatto, la sensazione, il desiderio, la brama dicopulare e di esistere, la nascita, la vecchiaia e la morte (3). È così che noicreiamo il mandala della nostra esistenza quotidiana così com'è.Vi presenterò il principio del mandala nella prospettiva quotidiana, affinché diventiqualcosa su cui lavorare e non solo una forma di filosofia o psicologia, unaversione Buddista della Teologia. In quest'ottica, il Caos è ordinato perché siamonoi stessi che gettiamo le basi per questo mandala; lo affrontiamo come il terrenosu cui si svolge il nostro gioco di disorientamento ed ipocrisia. Questo gioco,conosciuto col nome di Ignoranza (avidyà), in pratica ne comprende tre tipi:l'ignoranza che ignora se stessa, l'ignoranza che sorge dal profondo interno el'ignoranza compulsiva o del provvedimento immediato. In questo terzo tipo diignoranza, poiché ci si sente separati dalla base fondamentale, si ha l'impressionedi dover immediatamente agire per correggere tale stato di cose.Nella misura in cui il mandala sorge dalla nostra ignoranza e dalla nostraconfusione, è inutile discuterne qui, a meno di non conoscere chi siamo noi e dicomprendere questo nostro essere. È solo partendo da queste basi che potremostudiare il mandala, non serve a nulla parlare di divinità, dire che tale divinità èsituata in tale rappresentazione del mandala (4) e discutere dei principi che
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...