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disposizione di ciascuna località in rapporto a ciascuno degli scenari delineati. Tale schema èqui tratteggiato unicamente come possibile percorso per una valutazione in itinere, checonsenta di capire verso quale degli scenari il sistema si sta effettivamente dirigendo e chefavorisca, al tempo stesso, l’individuazione delle condizioni necessarie per un’effettiva messain valore degli effetti complessi che l’Olimpiade può lasciare sul territorio, a patto cheesistano una visione condivisa ed un progetto in grado di tracciare la rotta.Come si può ricavare da quanto sin qui detto, la relazione che qui si presenta ha il carattere diun
work in progress
, la cui finalità è, essenzialmente, quella di fornire indicazioni concettualie metodologiche per affrontare il tema della valorizzazione dell’eredità dei grandi eventi,indicando una prospettiva di lavoro nella quale l’attività di scienziati regionali di diversaestrazione disciplinare è rivolta, al tempo stesso, ad una valutazione e ad una stimolazione dipotenzialità di sviluppo locale di un’area. Alcune sintetiche note su due specifiche località(Prali e Pragelato) serviranno, tuttavia, a fornire una prima esemplificazione con riferimento asituazioni concrete.
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GRANDI EVENTI, OLIMPIADI E TERRITORIO: UN DIBATTITOCRESCENTE
Entro pochi mesi, a febbraio 2006, il lungo percorso di Torino 2006, iniziato nel 1998, esegnato dalla accettazione della candidatura nel giugno 1999, giungerà a compimento.L’evento, a cui in realtà seguiranno altri eventi minori ma non meno trascurabili come leParalimpiadi nel marzo 2006 e le Universiadi nel gennaio 2007, segnerà uno spartiacque, traun prima e un dopo e presumibilmente entrerà tra le date chiavi nella storia torinese. Conl’evento si concluderà un ampio e complesso processo di allestimento del palcoscenicoolimpico, che attorno al divenire del programma olimpico ha visto agire con variegatiobiettivi e logiche un vasto insieme di attori locali e sovralocali, dal comitato organizzatore (ilToroc), l’ente appaltante (l’Agenzia Torino 2006), agli enti locali, con in primis il Comune diTorino quale ente firmatario dell’
Host City Contract
il CIO e il CONI, e regionali, al governonazionale, ai diversi attori dei mondo non solo sportivo, ma anche economico, culturale …coinvolti (per una mappa degli attori sulla scena olimpica si veda: Dansero, 2002b).Torino e tutto il vasto territorio olimpico rientrano così in quella vasta schiera di località chehanno scelto di puntare sui grandi eventi, definibili quali “eventi
una tantum
o ripetuti che perla loro rilevanza hanno il potere di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei mediaa livello internazionale” (Dansero, 2002a). Sul tema dei grandi eventi, e delle Olimpiadi inparticolare, si è sviluppata da alcuni anni un ampio dibattito sia a livello nazionale, sia alivello internazionale. Segnaliamo in particolare alcuni scritti che hanno cercato di analizzarele implicazioni più generali dei grandi eventi (Ferrari,2002; Imbesi, 2004), e delle Olimpiadiin particolare (Roche, 2003; Cashman, 2003; Guala, 2002), che ne hanno analizzato gli
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