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Prologo Di Democrazia Vendesi

Prologo Di Democrazia Vendesi

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06/27/2014

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PROLOGO
IL DEBITO PERPETUO
Negli anni Settanta lantropologo francese Jean-Claude Galey fece una scoperta sconvolgente:sulle montagne dellHimalaya orientale simbatté in una forma di feudalesimo accentrata suldebito perenne, che usava il corpo delle donne quale pegno e pagamento.1Questa regione al conne tra Cina, India e Tibet è da sempre oggetto di rivalità tra lepopolazioni che labitano. La lotta per il potere si è svolta allombra di attività commercialimolto procue, grazie alle quali è nata una casta di ricche famiglie usuraie. Nei secoli, costorohanno utilizzato il denaro dato in prestito quale strumento di controllo del territorio e dioppressione della popolazione.Letteralmente schiavi del debito sono i cosiddetti «vinti», la casta più povera dei contadini.Questi moderni servi della gleba orientali vivono da secoli in una situazione dindebitamentoperpetuo, che si tramanda di padre in glio, dal momento che nessuno dei loro antenati è maistato in grado di ripagarlo. Senza terra, né possibilità di vendere la propria forza lavoro su unlibero mercato, i vinti sopravvivono contraendo ulteriori debiti con il signore-usuraio di turno.In cambio del lavoro ricevono abbastanza per sfamarsi, vestirsi e ripararsi dalle intemperie.Mentre lindebitamento perenne è legato alla natura del prestito, e cioè allo strozzinaggio cheimpedisce che nel tempo si possa ripagarlo, la logica economica di questa schiavitù scaturiscedalla scomparsa del risparmio, non solo come categoria nanziaria, ma anche come attivitàesistenziale. Nei secoli i vinti hanno metabolizzato il debito al punto da accettarlo quasi comeuna componente biologica della loro esistenza. Chiedere sempre nuovi prestiti è dunque un attonaturale, simile alla nascita e alla morte, come naturale è lusura e la realtà perpetuadellindebitamento. E dato che da sempre leconomia locale ruota tutta intorno a questiprincipi, nessuno è mai stato in grado di immaginare un mondo diverso.Ma perché questa continua necessità di contrarre nuovi debiti? Di che cosa possono averebisogno i vinti, nella condizione di abietta miseria in cui vivono? Le loro spese eccezionali sonoin realtà solo di due tipi: matrimoni e funerali. Ma come ripagare la dote e gli interessi quandonon si possiede niente? Con una merce di scambio vecchia quanto il mondo: luso del corpodelle giovani contadine.Le spose vengono prima date in pegno e poi usate per «sdebitarsi» attraverso prestazioni sessuali.
 
Dopo la prima notte di nozze diventano le concubine del signore-usuraio, e quando costui sistanca di sfruttarle personalmente le manda a prostituirsi in qualche campo di boscaioli doverimangono per uno o due anni. Solo quando hanno guadagnato abbastanza per risarcire la dote,a queste disgraziate viene concesso di tornare a casa dal marito e iniziare la vita di mogli.Queste pratiche barbare sono accettate da tutta la società, compresa la casta dei vinti. Per ilnostro modo di pensare, sono insensate e disumane, oltre che assurdamente facili da abolire.Basterebbe non chiedere la dote alle future spose ed evitare così di sottometterle a questo traumae a tanto degrado. Eppure nessuno arriva a questa ovvia soluzione.Le famiglie degli sposi esigono la dote anche se sanno bene come verrà pagata. Comè possibile?Semplice: sulle montagne dellHimalaya il debito perpetuo ha ridisegnato la mappa esistenziale,inclusa quella morale lungo la quale lindividuo naviga dalla nascita alla morte. L’alterazione delcodice comportamentale della società è così forte da rompere anche i legami più solidi eduraturi come quelli di sangue tra genitori e gli. E chi ne fa le spese, naturalmente, sono ledonne e i bambini, deboli ma allo stesso tempo desiderabili, perfetti quindi per essere ridotti amerce di scambio.Come ha potuto questo sistema consolidarsi al punto da sembrare lunica strada percorribile? Èstato possibile perché i signori-usurai controllano il potere economico, quello politico e sonoanche i depositari del codice morale, le loro famiglie possono inuire sulle condizioni di vita ditutti gli altri, e lo fanno seguendo il loro interesse, non astratti concetti di umanità.La conuenza dei principi morali con quelli nanziari ha trasformato lusura in una praticaaccettabile, e il debito in un obbligo morale. Mentre per noi occidentali lidea che il corpo delledonne sia usato nella restituzione di denaro dovuto, anche solo per una notte, è raccapricciante,per le famiglie dei vinti far prostituire le glie, o vendere i bambini, per ripagare la dote o unprestito diventa una questione donore. Le scoperte di Galey, come abbiamo detto, risalgonoagli anni Settanta, ma è dalla notte dei tempi che lusura giustica pratiche disumane simili.Nellantica Babilonia, già nel 2500 a.C., quando lindebitamento iniziò a diventare diuso, ledonne cadute in disgrazia per linsolvenza di padri, mariti o fratelli entravano a far parte dellacasta delle prostitute. Inoltre, a causa di una legge che vietava loro di portare il velo, eranofacilmente distinte dalle più fortunate libere. E non veniva concesso loro alcun tipo di rispetto.Da migliaia di anni lumanità tutta porta sulle spallequesto fardello morale e chi ha avuto ilcoraggio di liberarsene è sempre stato condannato alla gogna e allostracismo. Anche oggi chidenuncia il debito come iniquo e sostituisce la comoda equazione morale «riscatto del prestito =onore» con la più problematica «usura = disonore» viene guardato male (questione complicatadal fatto che la distinzione tra interesse e usura è molto variabile a seconda delle epoche e dellesituazioni politiche).Dalla Russia bolscevica allArgentina del 2001 no allEcuador, tutti i Paesi che hanno sceltolopzione default si sono appellati alla cosiddetta teoria del «debito odioso». Con questaespressione si indica un obbligo nanziario ingiusto, per esempio quello contratto dai governinon a favore della popolazione, ma per interessi di casta o personali. Pochissimi, però, accettanoquesta posizione; per la maggioranza il concetto di prestito continua a essere legato allonore.
PROLOGO di DEMOCRAZIA VENDESI per gentile concessione di Rizzoli Editore
 
Ebbene, oggi alcune nazioni europee sono come il corpo delle donne e dei bambinisullHimalaya o nellantica Mesopotamia, diventano un pegno nelle mani del mercatonanziario che ne può fare ciò che vuole a causa di un debito contratto dai pater familias, quelliche prendono le decisioni, ovvero i loro governi. Questa mercicazione viene accettata da chi neè vittima, sulla base di principi non economici ma morali. Come nellantica Babilonia, il defaulttrasforma chi lo sceglie in Paese-paria, al quale non si deve alcun rispetto, lequivalente delledonne non velate.Il default è dunque un disonore, una macchia indelebile, che fa precipitare la popolazione nellacasta più bassa. Ecco perché oggi il Nord Europa guarda con disprezzo alla Grecia che haottenuto con la PSI, la Private Sector Initiative, uno sconto del 75 per cento sul debito contrattocon il settore privato, il che equivale de facto a un default. Ecco perché nel linguaggio dellaTroika, degli eurocrati di Bruxelles e dei politici del Nord risuona un disprezzo quasi di ordinemorale per questa nazione che non ha adempiuto agli impegni nanziari contratti. Ed eccoinne perché noi italiani dovremmo accettare a testa bassa e in silenzio lumiliazione di undebito contratto da una classe politica inetta e per interessi di casta e il peso dellausteritàeconomica che lEuropa ci impone.Forse limmagine più ecace è quella dellex premier greco Papandreou che, sotto una pioggiabattente, lascia come un mendicante il G20 tenutosi a Cannes nel 2011, alle sue spalle i duegiganti europei: Merkel e Sarkozy. I signori con i quali la Grecia si è indebitata non sono loro,ma le banche delle nazioni che costoro guidano, e di cui difendono gli interessi. Basterebbequesto per illustrare il conitto dinteressi che esiste al centro di Eurolandia: paradossalmentechi dovrebbe difendere lunione monetaria protegge anche i creditori che lassediano. Propriocome i signori-usurai dei villaggi dellHimalaya sono i Bramini che scrivono il codice moraledella società.E infatti è a Merkel e Sarkozy che nel gennaio del 2010 Papandreou ha oerto come pegno lapopolazione greca in cambio delle linee di credito necessarie per evitare la bancarotta totale; esono ancora loro ad aver imposto a questa nazione una politica di austerità avvilente e che perora non ore risultati positivi. Questumiliazione serve a calmare gli animi dellelettoratotedesco e delle nazioni del Nord, a convincerli che alla radice del problema c’è la natura oziosadei greci e non un debito odioso costruito dalle loro banche e dai politici della periferia. Serveanche a perpetuare lidenticazione dellonore con il prestito.Che dierenza c’è tra la cultura barbara del debito perpetuo dellHimalaya e la crisi del debitosovrano?Nessuna.Nei villaggi sul tetto del mondo far prostituire le glie per pagare i prestiti contratti dai padri edai nonni rientra nella difesa dellonore della famiglia. NellEuropa unita votare un governo cheprende ordini dalla Troika, cessare di essere una nazione libera, rientra nella difesa dellonore diun Paese. È ciò che è successo ai greci nel 2012. E coloro che hanno denunciato che si tratta diusura perché Stati come la Spagna e lItalia si indebitano per pagare gli interessi del debito e cosìfacendo ne generano altri, sono stati subito messi a tacere. Eppure lanatocismo, questo iltermine con il quale viene denito il calcolo degli interessi sugli interessi, è vietato da moltereligioni e costituzioni; ma come vedremo nel corso di questo pamphlet solo le nazioni libere

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