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Bierce - La Cosa Maledetta

Bierce - La Cosa Maledetta

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09/09/2013

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LA COSA MALEDETTA
di Ambrose Bierce Nota: Nel l927, cioè tredici anni dopo la morte (o quantomeno, lascomparsa) di Ambrose Bierce, Howard Phillips Lovecraft uno dei più originali scrittori “sovrannaturali” pubblicava su AmazingStories un racconto intitolato The Colour Out of Space, “Il colorevenuto dallo spazio”, che altro non era che una versione allungatae arricchita di particolari della “cosa maledetta” di Bierce. Un“plagio”? Forse solo un omaggio, se consideriamo che il protagonista del racconto di Lovecraft si chiama Ammi(diminutivo di Ambrose) Bierce.l. Non sempre si mangia ciò che è sul tavoloAlla luce di una candela di sego poggiata su una estremità di unrozzo tavolo, un uomo leggeva qualcosa scritto in un libro. Era unvecchio libro di valore, molto logoro; e la scrittura,evidentemente, non era molto leggibile, giacché l’uomo a volteavvicinava la pagina alla fiamma della candela per vederci meglio.L’ombra del libro allora immergeva nel buio una metà dellastanza, oscurando numerosi visi e figure; perché, oltre al lettore,erano presenti altri otto uomini. Sette di essi sedevano contro larozza parete di tronchi, silenziosi, immobili, ed essendo la stanza piccola, non molto lontani dal tavolo. Allungando il braccio,ciascuno poteva toccare l’ottavo uomo, che era disteso supino sultavolo, parzialmente coperto da un lenzuolo, con le braccia lungo ifianchi. Era morto. L’uomo con il libro non leggeva ad alta voce, enessun altro parlava. Tutti sembravano aspettare che accadesse
 
qualcosa; solo il morto non aspettava più nulla. Dalla vuotaoscurità esterna, attraverso l’apertura che serviva da finestra,arrivavano tutti i rumori sempre sconosciuti del deserto: la lunganota senza nome di un coyote lontano; il calmo vibrare pulsantedegli instancabili insetti negli alberi; gli strani gridi di uccellinotturni, così diversi da quelli degli uccelli diurni; il ronzio digrandi coleotteri che si muovono goffamente, e tutto quel coromisterioso di piccoli suoni che sembrano sempre esser stati captati per metà quando improvvisamente cessano, quasi consci diun’indiscrezione. Ma niente di tutto ciò veniva notato da quellacompagnia; i suoi membri non erano particolarmente dediti adinteressi oziosi, privi di importanza pratica; il che apparivaevidente in ogni tratto di quei volti rudi, evidente anche alla fiocaluce di un’unica candela. Erano ovviamente gente dei dintorni,contadini e boscaioli. L'uomo che leggeva era un po’diverso; lo sisarebbe detto un uomo di mondo, sebbene ci fosse qualcosa nelsuo abbigliamento che testimoniasse una certa parentela con gliindividui del circondario. Il soprabito difficilmente sarebbe statoall'altezza di San Francisco; le calzature non erano di originecittadina, ed il cappello che aveva posato sul pavimento (eral’unico a capo scoperto) avrebbe perso il suo significato se fossestato considerato un oggetto di ornamento puramente personale.L’espressione del viso era piuttosto simpatica, con appena una punta di severità che aveva assunto o coltivato, giudicandolaadeguata alla propria autorità. Perché era un coroner, ed era invirtù di questa carica che era potuto entrare in possesso del libroche stava leggendo; lo aveva trovato tra gli effetti del morto, nellasua capanna, dove ora l’inchiesta aveva luogo. Quando il coroner ebbe finito di leggere, mise il libro nella tasca interna della giacca.
 
In quel momento la porta venne aperta ed entrò un giovane.Chiaramente non era nato e cresciuto tra le montagne: era vestitocome uno che abita in città. I suoi abiti, comunque, eranoimpolverati come da un viaggio. Infatti aveva cavalcato fin lì per assistere all’inchiesta. Il coroner gli fece un cenno col capo;nessun altro lo salutò.” Stavamo aspettandovi, “disse il coroner.”È necessario chiudere questa faccenda stanotte.” Il giovanesorrise.” Mi dispiace di avervi fatto aspettare, “disse.” Ero andatovia non per sfuggire la vostra convocazione, ma per spedire al miogiornale il resoconto dei fatti che sono stato chiamato araccontare.” Il coroner sorrise.” Il resoconto che avete spedito alvostro giornale, “disse, “sarà differente, probabilmente, da quelloche farete qui, sotto giuramento.” “Come volete, “rispose l’altro, piuttosto ardentemente ed arrossendo visibilmente.” Ho con meuna copia dell’articolo spedito. Non era scritto come una notiziavera, perché è incredibile, ma come una novella. Può far partedella mia testimonianza sotto giuramento.” “Ma avete detto che èincredibile.” “La cosa non vi riguarda, signore, se io giuro che èvera.” Il coroner rimase in silenzio per un po’, con gli occhi fissi aterra. Gli uomini intorno alle pareti parlavano sottovoce, e parecchi non distoglievano lo sguardo dal viso del cadavere. Inquel momento il coroner sollevò gli occhi e disse: “Riprendiamol'inchiesta.” Gli uomini si tolsero il cappello. Il testimone prestògiuramento. “Come vi chiamate?” chiese il coroner.“William Harker.” “Età?” “Ventisette anni.” “Conoscevate ildefunto Hugh Morgan?” “ Sì.” “Eravate con lui quando è morto?”“ Accanto a lui.” “Come mai è accaduto, voglio dire... in vostra presenza?” “Ero venuto a visitarlo per cacciare e pescare. Una parte dei miei scopi, comunque, era di studiare la sua persona e il

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