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Slow Fast Food

Slow Fast Food

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VIVERE VIVERE
A MILANO
Sopra: alcune ragazzemangiano insalatecolorate all’Outbackcafè in via Carlo Tenca.
R
apido, sano, gustoso e low cost: è il pa-sto che molti vorrebbero, specialmen-te in città.
Qui la vita ha ritmi veloci,ma si fa anche maggiore attenzione alla linea eal benessere. E il mercato si adegua alle nuoveesigenze, reinterpretando il concetto di fast foodin chiave salutista e sostenibile.Una formula già molto diffusa nel resto delmondo, che in Italia sta prendendo piede daqualche anno, specialmente al Nord. L’obiet-tivo?
Ritagliarsi una fetta di mercato che eraappannaggio quasi esclusivo di McDonald’s
esimili, mantenendo la velocità, l’informalità delservizio e i prezzi contenuti, ma proponendo inaggiunta cibi poco grassi, ingredienti di qualità,stagionali e possibilmente a km 0, ricette prese
Alimentazione
ADDIO GRASSOHAMBURGER
 Insalate, panini più leggeri e ingredienti semplici:il fast food si fa sano e propone ricette sostenibili
di Caterina Allegro
29
GENNAIO 2013
in prestito dalla tradizione italiana e una vastapossibilità di scelta.
Un fortunato imprenditore del settore èGiuseppe Maione
. Il suo Insalate italiane haaperto poco più di due anni fa a Milano, in zonastazione Centrale e conta oggi altri due puntivendita nel capoluogo lombardo, uno a Viter-bo e un quarto in apertura a Bournemouth, inInghilterra. Un’idea vincente, quella di Maio-ne, ispirata dai suoi viaggi intorno al mondo:«In Australia esistono da un decennio catenedi fast food salutari come Sumo Salad, e an-che negli Stati Uniti, come Salad Creation». Daquest’ultima Maione ha “copiato” la formuladell’insalata personalizzata: i clienti mettononel vassoio l’insalata verde (contenuta in bu-ste chiuse), quindi passano dal bancone degli“arricchitori”, decine di ingredienti da aggiun-gere per creare un piatto su misura, scegliendofra oltre 6.000 combinazioni possibili. «NegliUsa», spiega Maione, «condiscono le verdurecrude con ingredienti pesantissimi e salse ric-che di grassi, tanto da annullare tutte le virtùdel piatto. Così mi sono detto: “E se al postodi tutti questi
dressing
proponessi dell’ottimoolio d’oliva e una serie di arricchitori tipici dellacucina tradizionale italiana?”».L’insalata, in realtà, è solo un pretesto perchéil locale offre anche un’ampia scelta di piatti cu-cinati,
il cui comune denominatore è quello diessere gustosi, ma leggeri
. «I clienti escono sod-disfatti ma perfettamente in grado di tornarealle attività quotidiane». Per ottenere questo ri-sultato la cucina sperimenta di continuo nuovericette: in media vengono introdotti due piattiinediti a settimana, e oggi sono in tutto oltre 50.È Maione a inventarli personalmente, e non èsempre facile: «Qualche tempo fa sono impazzi-to per giorni cercando di creare una besciamella
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-sciamella integrale” fatta con farina integrale,latte scremato e margarina al posto del burro.Più leggera e nutriente della normale ricetta, magustosa su tutte le pietanze al forno». L’ispira-zione nasce dalla cucina regionale, e spazia daNord a Sud. «Recentemente, abbiamo inseritonel menù il pane cunzato, una ricetta sicilianasemplice ma ricca di gusto: per prepararlo, fac-ciamo venire tutti gli ingredienti dalla Sicilia»,spiega Maione. E precisa che Insalate italianenon serve fritti e ha abolito i condimenti pesanticome il burro.A Parigi c’è Cojean, Eat2be a Groningen,Olanda, FresCo a Madrid e a New York LyfeKitchen, fast food salutaree sostenibile ideato
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GENNAIO 2013
12 minuti
il tempo minimoche dovremmodedicare a ogni pastosecondo i ricercatori
5 euro
il costodi un paninoda M**Bun,nove euro per un pranzo daInsalate italiane
NUOVE IDEE
Sopra: le vetrine di Insalateitaliane, locale fondato dueanni fa da Giuseppe Maionenella città di Milano.
 
 A
ttenzione: mangiare “fast”, anche se sano, fa ingrassare. L’han-no dimostrato due ricerche, dell’Università di Osaka e del LaikoGeneral Hospital di Atene, rilevando che divorare il cibo in fretta rad-doppia il rischio di sovrappeso. Nutrirsi lentamente, infatti, permetteall’intestino di liberare una maggiore quantità di peptide YY, ormoneresponsabile del senso di sazietà. Al contrario, chi si ingozza è portatoa mangiare di più, perché non si sente mai pieno. I ricercatori racco-mandano di masticare ogni boccone almeno 20 volte e di dedicare alpasto almeno 12 minuti.
PIANO, PERÒ! 

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