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"Dacia Maraini - Sulla Mafia" Review

"Dacia Maraini - Sulla Mafia" Review

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Published by Matteo Cadeddu
Recensione del libro "Sulla Mafia" scritto da Dacia Maraini
Recensione del libro "Sulla Mafia" scritto da Dacia Maraini

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Published by: Matteo Cadeddu on Jan 13, 2013
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12/06/2013

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Sulla Mafia - Dacia Maraini
C’è chi parla “
per
la mafia, o più semplicemente ne è uno strumento
. Si parla “per” la mafia anche
quando non si parla proprio, quando le parole che andrebbero dette vengono addolcite o dettesottovoce, o quando vengono addirittura tramutate in verità che non appartengono alla realtà.
Poi c’è chi parla “con” la mafia, o almeno sembra averci provato: fino a qualche tempo fa si
discuteva delle inchieste sulla trattativa tra mafia e Stato che sembra essersi svolta nel 1992 per
 porre fine alle stragi. Parlo al passato non perché l’argomento sia stato dimenticato, anzi è più vivo
che mai; parlo al passato perché i media hanno recentemente cambiato il modo di affrontare il
discorso: oggi si parla di “trat
tativa tra mafia e
 pezzi
 
dello Stato”.
Non so se sia un tentativo dideresponsabilizzare lo Stato, se sia una presa di distanza degli onesti, o se qualcuno stia tentando di
minimizzare l’inchiesta
. Quel che è sicuro è che le parole sono macigni, e il modo in cui vengonousate può cambiare il corso degli eventi.
Ci sono poi persone che parlano “della” mafia. Per strada, in un bar, in televisione, alla radio…
Sono in molti a farlo. Parlare della mafia, in alcuni casi, è diventato quasi una moda. Si parla dellamafia per mostrare di avere un occhio attento alle questioni del Paese, se ne parla a seguito diqualche arresto o di qualche nuova inchiesta, se ne parla perché fa ascolti (e fa ascolti perché siamoun Paese assetato di giustizia, dopotutto, come sostiene anche Dacia Maraini). Si possono dire tante
cose della mafia, perché, nonostante qualcuno dica che “la mafia non esiste, è un invenzione dellastampa”, essa è una realtà del nostro Paese, anzi una piaga.Quel che è più difficile è parlare “sulla” mafia
, quello che ha voluto fare Dacia Maraini nel suolibro. Parlare sulla mafia vuol dire non essere neutrali, vuol dire avere un opinione al riguardo,andare in profondità consapevolmente
. La giornalista del “Corriere della Sera” non si può certo dire
che si
sia improvvisata: coraggiosamente scrive sull’argomento da molti anni.
La Maraini ci fa capire, nella sua introduzione, quanto sia sensibile alla questione: non ha deciso,come altri giornalisti, di fare un taglia e cuci dei suoi articoli per mettersi in
tasca i diritti d’autore
.
Capiamo facilmente come la mafia sia per lei una ferita aperta, come l’indifferenza di tante persone
la colpisca ma non la scoraggi. Dacia Maraini decide di presentarci la mafia nella sua forma piùquotidiana, quella meno conosci
uta. E così prima “inventa”
una breve storia sulla madre di unpentito costretta a rinnegare pubblicamente il figlio (verosimile ed ispirata a fatti accaduti), e poi ciracconta storie di corruzione, storie di pentiti, storie di barbarie, storie di speranza. Le raccontaattraverso i suoi articoli, che non si astengono dal commentarle e analizzarle. Infine ci propone undialogo senza mezzi termini, nel quale
condanna chi “distrattamente” si sta dimenticando del
fenomeno, chi chiude un occhio sulla linea tra lecito e illecito giustificandosi dicendo che in Italia le
cose si fanno “un po’ alla buona”, e soprattutto chi è affetto da quell’individualismo locale chel’Unità d’Italia ha coperto solo con il nome. Dacia Maraini sostiene
 
che la televisione abbia “grav
i
colpe nell’intorpidimento morale del Paese”, ma che allo stesso tempo possa essere veicolo di quel
sentimento di appartenenza di cui avremmo bisogno per affrontare eticamente questioni che di certonon sono territoriali. A mio parere internet potrebbe essere ancor più il giusto canale perconfrontarsi e conoscere quelle storie quotidiane che la scrittrice ci ha raccontato e che spesso latelevisione non sa (o non vuole) raccontare; quelle storie che ci fanno sentire la sete di giustizia eche ci avvicinano nonostante le distanze fisiche.

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