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Pico Della Mirandola - Conclusioni cabalistiche.txt

Pico Della Mirandola - Conclusioni cabalistiche.txt

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05/20/2013

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GIOVANNI PICO DELLA MIRANDOLA.CONCLUSIONI CABALISTICHE.Introduzione a cura di Paolo Edoardo Fornaciari.LE INTUIZIONI DI GIOVANNI PICO.Nel 1486 Giovanni Pico conte della Mirandola, dopo un accelerato e concentratosforzo di lettura ed assimilazione teologicoÄfilosofica, aveva progettatoun'originale iniziativa culturale: indire una pubblica disputa Ä oggi sidirebbe un convegno, o congresso internazionale Ä in cui tutti i dotti dellacattolicit
convenuti in Roma (all'occorrenza, Pico li avrebbe ospitati a suespese) avrebbero discusso le sue 900 Conclusiones, opera che costituiva ungrandioso tentativo, anche se talvolta di dubbia efficacia, di ricomposizioneunitaria di ogni manifestazione del pensiero umano, nei campi religioso,filosofico, scientifico, esoterico.Le tesi, finite di elaborare dal filosofo mirandolano il 12 novembre 1486 epubblicate a Roma (senza attendere il giudizio di cattolicit
da parte dellacommissione pontificia) il 7 dicembre dallo stampatore Eucharius Silber Frank,avrebbero dovuto esser discusse dopo l'Epifania successiva, mentre finironoper fruttare a Pico la condanna da parte della Santa sede.Innocenzo VIII, papa Cybo, passato alla storia pi
per le vicende familiariche per l'attenzione alla teologia, trov
infatti modo di occuparsi delleConclusiones, convincendosi della pericolosit
dellosforzo dottrinale di Pico, che tendeva non solo a ricomporre, per non citarche un caso, le divergenze tra Platone ed Aristotele, ma anche ad attenuaresino quasi a farle scomparire le differenze tra ebraismo (nella sua formaparticolare della qabbalah) e cristianesimo, allargandosi sino al campo dellaastrologia, da Pico ritenuta sostanzialmente in linea con le religionirivelate, almeno per i suoi aspetti teoretici. Venne bloccata la discussionepubblica, sino alla verifica che un'apposita commissione pontificia avrebbeeffettuato. Tale commissione giudic
eretiche tre e non cattoliche altre diecidelle 900 Conclusiones ma il papa non rese immediatamente pubblica la condanna(che invest
comunque tutte le tesi, non solo le 13 incriminate).I motivi d'opportunit
che lo avevano convinto ad attendere per
decaddero difronte al proseguire delle iniziative di Pico, che contro le decisioni dellacommissione romana ribad
le sue opinioni nella Apologia, composta in quellastessa primavera del 1487 in cui sembrava che andasse sottomettendosi algiudizio dei teologi di Innocenzo. Tale atteggiamento cost
al contemirandolano il breve di condanna che avrebbe portato ai sinistri roghi diVenezia, in cui l'edizione delle Conclusiones fu pubblicamente bruciata per 14giorni consecutivi. L'autore ad ogni buon conto s'era convinto ad allontanarsiin Francia, dove sperava di poter discutere le sueopinioni all'universit
di Parigi. Al contrario, arrestato presso Lione daFilippo di Savoia fin
incarcerato a Vincennes, da dove comunque riusc
asfuggire all'inquisizione romana, per riparare finalmente a Firenze.All'esecuzione della condanna Pico scamp
grazie ai buoni uffici di Lorenzo ilMagnifico, suo amico e protettore, intimamente legato al papa poich
suafiglia era andata sposa al figlio del papa Francesco, che in cambio avevainsignito della porpora cardinalizia l'altro figlio di Lorenzo, il tredicenneGiovanni, futuro papa Leone X.Le cose si risolsero definitivamente grazie alla benevolenza di RodrigoBorgia, papa Alessandro VI, che con sottilissima capacit
di distinzione (acui non dovettero essere estranei ancora una volta motivi politici) nel 1493argoment
che se erano eretiche le Conclusiones, non automaticamente dovevadefinirsene tale l'autore, al quale poteva esser sufficiente chiedere di non
 
insistere sull'argomento. Cosa che Pico fece, ma sopratutto perch
pressato daquel tormento interiore che lo aveva portato ad avvicinarsi al Savonarola, chedoveva acuirsi con la morte di Lorenzo e del Poliziano e che si sarebbeconcluso con la sua scomparsa stessa, poco pi
di un anno dopo l'assoluzionedel Borgia.LE CONCLUSIONES CABALISTICAE.Oltre al tentativo di concordia universalis volto a fondere assieme tutte learticolazioni del pensiero allora conosciute in Occidente, le Conclusionessegnano l'inizio della avventura intellettuale di Pico nel campo della misticaebraica. Infatti tra le 900 tesi, un gruppo di quarantasette
costituito daproposizioni basate su opere di qabbalisti ebrei, e conclude la prima partedelle Conclusiones, ove il mirandolano mette in evidenza, mediante appuntisintetici o vere e proprie citazioni, i punti di contatto che si possontrovare tra le dottrine di vari filosofi e di varie correnti di pensiero.La seconda parte delle Conclusiones, composta di 500 tesi,
invece larielaborazione originale di Pico degli insegnamenti e delle riflessioni deipensatori a lui precedenti, e termina con una serie di al: tre settantadueConclusiones cabalistiche LXXI [sic] secundam opinionem propriam, ex ipsisHebraeorum sapientoni fundamentis Christianam religionem maxime confirmantes.Esse contengono le riflessioni autonome di Pico sugli insegnamenti di variqabbalisti fuse assieme con la rivelazione cristiana ed il neoplatonismo: esono poste dal mirandolano a coronamento finale di tutte le Conclusionesstesse, come a suggellare l'esito felice del suoprogetto di concordia universalis, confermato da quella che doveva apparirgliuna scoperta originalissima, ovvero la sostanziale unitariet
della forma pi
elevata del sapere filosofico, la teologia.Ô anche per questo che, tra tutte le opere di Pico, le Conclusionescabalistiche sembrano aver conosciuto maggior fortuna, visto che sono statepi
volte ripubblicate, generalmente in latino. Ci
 
avvenuto tanto per ledue serie, isolate od assieme, quanto per entrambe con l'aggiunta del commentodel francescano minorit
del XVI secolo Arcangelo da Borgonovo, magari nelcorpo di raccolte di vari testi di qabbalah cristiana. Tra l'altro,numerosissime sono le copie manoscritte (specie col commento del Borgonovo)sparse per le biblioteche d'Europa e d'America. Comunque, nessuna traduzioneitaliana commentata
mai stata edita prima di questa che presentiamo.Senza dubbio, le 47 Conclusiones secundum secretam doctrinam sapientumhebraeorum sono pi
interessanti dal punto di vista filologico, e meno daquello filosofico: servono molto pi
ad identificare le fonti di Pico ed aconoscere i presupposti della sua riflessione, che a comprendere lagrandiosit
del suo sforzo di pensiero. Chaim Wirszubski, ed i suoi allieviMoshe Idel e Carmia Schneider, hanno il merito di avere con grande puntualit
seguito il percorso intellettuale di Pico, identificando i testi e gli autorisu cui studi
la qabbalah: a questo riguardo bisogna rinviare al lorofondamentale volume PICO DELLA MIRANDOLA'S ENCOUNTER WITH JEWISH MYSTICISM, acui si
attinto largamente per le note esplicative a questa serie di tesi.L'altra serie, quella secundum opinionem propriam,
senza dubbio di granlunga pi
interessante: si tratta infatti della originale e personalerielaborazione delle letture dei testi ebraici che sopratutto Flavio Mitridate(l'ebreo convertito Guglielmo Raimondo Moncada, uno dei suoi maestri di linguae dottrina ebraiche) gli aveva fornito: l'interesse che rivestono
per moltiversi fondamentale, ed
per questo il lettore le incontraper prime, in questa edizione.Esse contengono in nuce l'insieme del complesso dottrinale che trover
espressione sistematica nell'Heptaplus, composto due anni dopo. Vi si
 
incontrano in particolare gli assi portanti di quella teologiaqabbalisticoÄcristiana che dopo la scomparsa del conte della Mirandola tantointeresser
, nel Cinquecento, filosofi e mistici, sopratutto di ambientefrancescano.Tali 72 tesi non sono ordinate secondo una consequenzialit
rigorosa, o almenoessa non appare immediatamente evidente. C'
un particolare segnale,peraltro, che sembra suggerire qualche significato occulto. Il titolo che leintroduce segnala 71 tesi, e non 72, quante effettivamente sono. Non si trattadi un banale errore: n
le due edizioni incunabolo, n
i manoscritti coevi(incluso quello probabilmente usato per la stampa) correggono tale cifra, cheresta anche nelle edizioni cinquecentine. Ô assai improbabile che si tratti diuna svista sfuggita a Pico, ai suoi stampatori di Roma e di Ingolstadt (concui fu direttamente in rapporto), ai numerosi copisti, agli editori deglisecoli successivi.Ci permettiamo di avanzare l'ipotesi che Pico abbia volutamente evitato discrivere il numero 72 in quanto cifra sacra, propria della versione pi
ampiadello sem hammeforas quel "nome espanso" di Dio di 72 lettere che si trova inEsodo 34:6Ä7, abitualmente impronunziabile al pari del Tetragramma, e che soloil Gran sacerdote aveva il diritto di proferire una volta l'anno nel Santo deisanti. Se tale fosse stata effettivamente, la scelta di Pico sarebbe dovuta aldiretto rapporto che vi
, secondo la qabbalah, tra lettere e numeri. In parteci
potrebbe trovare una conferma indiretta nel fatto che Pico prestavaparticolare attenzione alla mistica delle cifre: noi sappiamo, da una letteradi Pico a Girolamo Benivieni, che l'insieme delle Conclusiones fu portato da700 a 900 proprio allo scopo di "in eo numero ut pote mistico pedem sistere"("fermarsi a tal numero, in quanto mistico"). Il valore della serie finale diConclusiones cabalistiche risulta sicuramente rafforzato dal loro numero, aconfermare che esse assommano in se tutto il senso della sapienza esplicatanelle precedenti. D'altra parte,
assai probabile che Pico abbia volutamenteevitato, per motivi misticoÄreligiosi, di scrivere esattamente il numero dellelettere componenti lo sem hammeforas.E' per questo che nella presente edizione abbiamo provveduto a far precedereciascuna delle 72 tesi secundum opinionem propriam dalla relativa letteraebraica dello sem hammeforas e dal valore numerico corrispondente, purammettendo di non essere ancora in grado di chiarire appieno, allo statoattuale degli studi, il significato del messaggio pichiano.UNO SGUARDO SULLA QABBALAH.Pretendere di spiegare che cos'
la qabbalah in poche righe di introduzionesarebbe un'operazione, pi
che velleitaria, ridicola. Qui di seguito si dannopoche informazioni utili per avvicinarsi al testo di Pico; altre e pi
sostanziose precisazioni saranno desumibili dalle note di commento allaConclusiones cabalistica:.La qabbalah fiorisce nel XII secolo in Linguadoca: tra Lunel, Narbona ePosqui
res, alla scuola di Isacco il Cieco, furono formalizzati una serie diinsegnamenti e di riflessioni in parte preesistenti, in parte elaboratioriginalmente che confluirono nel SEFER ZOHAR (Libro dello Splendore), chedalla fine del Duecento in poi sarebbe rimasto il testo principale per ogniapprofondimento qabbalistico.In quanto lettura mistica delle scritture sacre, la qabbalah ha ovviamente deiprodromi, che affondano le loro radici in tutto il complesso di riflessioniteologiche raccolte nel Talmud e nei midrasim (commentari alla Scritturacomposti e raccolti il primo tra il II e IV secolo, i restanti tra il V ed ilXII secolo dell'Era volgare), come il SEFER BAHIR (Libro della Chiarezza,probabilmente del IIIÄIV secolo) ed il SEFER YESIRAH (Libro della

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