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LA VOCE DELLA GENTE VENETA
Dopo mesi di campagna elettorale delPartito Democratico pagata dai contri-buenti della Tv di Stato mi convinco sempre più che chi fino ad ora, da deci-ne d’anni a questa parte, non ha rag- giunto risultati concreti in quanto parteintegrante del meccanismo della storica“democrazia” italica: non può – e nondeve – gestire la cosa pubblica. Cosa spingerebbe oggi i vecchi leader dei partiti a cancellare vecchi retaggi d’ap-partenenza e scontentare chi li ha vota-ti ? Niente e nessuno, questa è la condi- zione. Questi personaggi sono gli stessi che al Governo di Monti hanno lasciatouna libertà incondizionata ai veri e pro-pri sciacallaggi di Stato nei confronti dei cittadini e che di fronte a recepimentodi ogni diktat europeo sono stati in si-lenzio. Addirittura alcuni di questi si  stracciano le vesti perché il premier tecnico possa compiere altri cinqueanni di mandato ritenendolo l’unicouomo in grado di risolvere le grane incui ci troviamo. Per fortuna la Lega inquesti ultimi vent’anni non si è concen-trata solamente sulle dimensioni dellepoltrone romane ma ha formato donnee uomini negli enti locali, continuando,nella barricata dei gazebo e degli incon-tri pubblici, a creare confronto e mo-menti d’ascolto con la cittadinanza.Ergo, se i programmi di amministrazionedella politica leghista sono coerenza ecapacità, Flavio Tosi immedesima benis- simo la proposta del Movimento ed an-che nelle vesti di Presidente del Consi- glio porterebbe soluzioni ed idee disan-corate dalla muffa da prima e secondaRepubblica a cui la larga parte dei verti-ci nazionali dei partiti romanizzati è an-cora affezionata. La presenza scomodadi Berlusconi non aiuta il processo di rigenerazione della politica, il Carrocciodeve proseguire la propria strada sulmodello Baviera, la istanze del nord,anche a Roma, sono una priorità, comela candidatura a Governatore della Lom-bardia del nostro Segretario Maroni.Veneto, Lombardia e Piemonte, unamacroregione come la nostra, che trat-tiene il 75% della tasse sul territorio è laforma di Governo che vogliamo.
Maurizio ConteMaurizio ConteMaurizio ConteMaurizio Conte Assessore Regionale VenetoLiga Veneta Lega Nord Padana
Sommario
Prima il Nord: Tutt’altroche uno slogan
2
Centro Congressi di Padova,non prioritario
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Energia in Veneto significaanche Economia, Sociale edambiente
4
L’editoriale di MaurizioConte
1
L’EditorialeL’EditorialeL’EditorialeL’Editorialedidididi
Maurizio Conte Maurizio Conte Maurizio Conte Maurizio Conte 
 
 
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LA VOCE DELLA GENTE VENETA 
REGIONE AMBIENTEREGIONE AMBIENTEREGIONE AMBIENTEREGIONE AMBIENTE
Pagina 2
NUOVE FONTI ENERGETICHE,NUOVE FONTI ENERGETICHE,NUOVE FONTI ENERGETICHE,NUOVE FONTI ENERGETICHE,PROPOSTE CONCRETE PER IL VENETOPROPOSTE CONCRETE PER IL VENETOPROPOSTE CONCRETE PER IL VENETOPROPOSTE CONCRETE PER IL VENETO
didididi
Nicola FincoNicola FincoNicola FincoNicola Finco
(Consigliere regionale Lega Nord(Consigliere regionale Lega Nord(Consigliere regionale Lega Nord(Consigliere regionale Lega Nord ---- Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)
“Immaginate un tunnel di 3 chilometri col“tetto” coperto da 16.000 pannelli solari ingrado di produrre energia sufficiente perfar funzionare tutti i treni nazionali per ungiorno e una intera stazione. Succede inBelgio, Paese all’avanguardia quanto asostenibilità energetica, in cui una trattaferroviaria produce ed incamera energiadirettamente dal sole e dove è ben diffusal’abitudine di sfruttare tutto ciò che di an-tropico già esiste (tetti, ponti, eccetera)evitando di andare a deturpare aree verdiimpattando sui paesaggi naturali.In Italia, ma anche in Veneto, la strada dacompiere in questo senso è ancora lun-ghissima. Da parte sua la politica spessonon ha avuto il coraggio di compiere sceltelungimiranti, preferendo la ricerca imme-diata di consenso piuttosto che toccare gliinteressi di determinate categorie. Oggi adobbligarci ad azioni differenti, per quantoriguarda ambiente e qualità dell’aria, sonoinvece i dati di Arpav, che raccontano unVeneto in cui gli Enti locali faticano a lavo-rare per una mobilità sostenibile, per in-centivi all’uso di fonti rinnovabili, per un’-attenzione alla ricerca di fondi statali edeuropei per realizzare opere a basso inqui-namento o per un differente utilizzo dellereti viarie.Per capire come (e soprattutto con chefinanziamenti) muoverci, da presidentedella Commissione Ambiente in Consiglioregionale promuoverò nelle prossime set-timane un Meeting aperto ad amministra-tori, categorie, privati, anche per ascoltareesempi virtuosi di chi si sta percorrendo lastrada giusta attraverso idee lungimiranti.Tra poco entrerà in vigore una direttivaeuropea che obbligherà gli Enti locali arestringere ancor più la tolleranza sullefonti inquinanti. In un panorama a tintefosche per quanto riguarda i dati sullasituazione veneta, dobbiamo perciò muo-verci e programmare finalmente uno svi-luppo ambientalmente sostenibile delnostro territorio, senza aspettare che gliobblighi arrivino dall’alto ma attivandociper tempo e noi per primi. Dobbiamo adesempio, come Regione del Veneto, ap-profittare dei fondi stanziati dal DecretoSviluppo per promuovere anche a livello diEnti locali iniziative e bandi per il ricambiodei mezzi in disponibilità dei Comuni edelle Asl. In questo modo l’amministrazio-ne pubblica si porrà da modello nei confrontidei cittadini nell’uso di auto elettriche, adidrogeno, o di bus a biometano per il traspor-to pubblico locale. Ma si possono dare anchesegnali più piccoli ed ugualmente importanti:perché, tra le altre cose, non prevedere nellenuove lottizzazioni dei punti di ricarica per leauto elettriche? O creare un sistema analogoper le bici all’interno del circuito di ciclabili dicui sono ricchi i nostri paesi?Una recente ricerca ha stimato che entrometà secolo il numero di vetture passeràdalle attuali 900.000 a circa 2 miliardi, prati-camente il doppio, richiedendo maggioriquantità di benzine per alimentarle. Conside-rando che le auto sono responsabili di unquarto delle emissioni di anidride carbonicanel pianeta, è evidente quanto sia davverourgente elaborare nuove forme di mobilitàper migliorare la qualità dell’aria, che non èsolo un problema di ambiente ma anche disalute. L’Europa del Nord, la Francia, la Ger-mania, già da anni elaborano scelte in questosenso; scelte che richiedono costi inizialmen-te elevati, ma che consentono nel temporisparmi del 30% sui consumi oltre che unamiglior qualità dell’aria.Il Veneto, una delle regioni europee a mag-gior concentrazione di polveri inquinanti an-che per la sua conformazione geografica, puòsicuramente fare la propria parte per nuovepolitiche di mobilità sostenibile, che nel pros-simo futuro sono destinate a creare diverseopportunità di lavoro.
Non è necessaria l’applicazione del bolli-no blu sul parabrezza del veicolo inquanto ufficialmente l’esito della revisio-ne periodica che attesta la regolarità omeno del veicolo in tema di inquinamen-to ambientale è riscontrabile sulla cartadi circolazione, da parte delle autoritàpreposte. Lo stabilisce un provvedimen-to della giunta veneta adottato su inizia-tiva dell’assessore alle politiche ambien-tali Maurizio Conte. Nello stesso provve-dimento si conferma infatti che, a decor-rere dal 2012, l’unica verifica obbligato-ria relativa al rispetto dei limiti di emis-sione dei gas di scarico dei veicoli almotore (il cosiddetto “bollino blu”) èquella che si effettua in occasione dellarevisione periodica. La normativa regio-nale (n. 12/2006) aveva stabilito che il“bollino blu” avesse una validità di 12mesi a decorrere dal suo rilascio. Ma ilDecreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012,poi convertito nella legge n. 35/2012,all’art. 11 ha disposto che il controllo deigas di scarico delle auto e relativo rila-scio del bollino blu sia reso obbligatoriosolo contemporaneamente alla revisionee non alla scadenza annuale. La Regio-ne, in attesa di modificare la proprianormativa, con un atto di indirizzo delloscorso giugno ha dato immediata appli-cazione alla norma nazionale.“In definiti-va – sottolinea l’assessore Conte - l’esitopositivo delle verifiche di tutti i requisitidi sicurezza previsti ed oggetto di revisio-ne periodica, tra cui anche le emissioni,viene attestato sulla carta di circolazionecon l’applicazione, da parte degli Ufficidella Motorizzazione Civile o delle offici-ne autorizzate dal Ministero dei Traspor-ti, di una etichetta autoadesiva. In ragio-ne di questo e delle circolari ministerialidi chiarimento rispetto alla materia, ab-biamo ritenuto che non sia più necessa-ria l’esposizione del bollino blu sul para-brezza del veicolo. Con la revisione delveicolo, infatti, viene certificato sullacarta di circolazione il rispetto dei limitiprescritti per l’emanazione di inquinantinonché le condizioni di sicurezza per lacircolazione de veicoli medesimi. E que-sto è sufficiente”.
 
Maurizio ConteMaurizio ConteMaurizio ConteMaurizio Conte Assessore Regionale Venetoall’Ambiente
AUTOMOBILISTI, BOLLINO BLU ADDIOAUTOMOBILISTI, BOLLINO BLU ADDIOAUTOMOBILISTI, BOLLINO BLU ADDIOAUTOMOBILISTI, BOLLINO BLU ADDIO
 
 
 
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LA VOCE DELLA GENTE VENETA 
POLITICA NAZIONALEPOLITICA NAZIONALEPOLITICA NAZIONALEPOLITICA NAZIONALE
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Gli enti in rosso tirano un sospiro disollievo, sono 590 i milioni che il Go-verno ha messo a disposizione percreare un fondo a favore degli entivicini al default. Per alleggerire lastretta fiscale in capo ai comuni era-no state presentate proposte di modi-fica ma l’approvazione di apposito unemendamento del governo le ha can-cellate, stessa sorte è toccata allanorma che proroga l'esenzione dalpagamento dei tributi per i terremotatiemiliani. Si potrebbe pensare che inquesta occasione il Governo ha volutopremiare chi si è dimostrato partico-larmente virtuoso. No, parliamo anco-ra del Premier Monti e quindi le risor-se sono finite nelle casse degli Entilocali che si sono dimostrati più inca-paci, primo tra tutti il Comune di Na-poli, il quale vede ripagate le nefan-dezze di bilancio con ben 300 milionidi euro. Non è tutto però, per questeamministrazioni in (cronica) difficoltà,il decreto sui costi della politica haprevisto, a fronte della dell’eliminazio-ne delle sanzioni anticipate dal fede-ralismo fiscale, il 100% in più dei fon-di per singolo cittadino, passando da100 a 200 euro. Federalismo significaresponsabilità e meritocrazia, premia-re, come fa questo Governo, chi nonha la capacità di tenere i conti nelgiusto assetto è una pratica consoli-data del bel paese a cui Monti non havoluto rinunciare. I 900 milioni inviatialla Sicilia ad ottobre potevano giàcreare ulteriore insofferenza nei citta-dini del nord, con questo ulterioreregalo di 300 milioni ad una sola cittàgli imprenditori Veneti stritolati dallapressione fiscale o i terremotai dell’E-milia credo si sentano umiliati. I Co-muni che pur avendo i soldi nelle teso-rerie non ce la fanno nemmeno aderogare contributi sociali dovrebberoritenere questa disparità una vera epropria violenza morale. Questo Go-verno ha fatto troppo male al paese,prima che altri provvedimenti da ulti-m’ora, vengano presi da questi tecniciè il momento delle levata: Monti subi-to a casa.
 
IL NORD PRODUCE E MONTI PREMIA ANCORA UNA VOLTA IL SUDIL NORD PRODUCE E MONTI PREMIA ANCORA UNA VOLTA IL SUDIL NORD PRODUCE E MONTI PREMIA ANCORA UNA VOLTA IL SUDIL NORD PRODUCE E MONTI PREMIA ANCORA UNA VOLTA IL SUD
di Maurizio Conte
Sapere che la politica puòcontare sul contributo diCasini per altri cinque annisarà causa di astensioni-smo. Il leader del partitodegli ignavi dice che l’Italiasenza Monti cadrà nelbaratro. Lo dichiara puredal pulpito sponsorizzatodella di Tv di Stato. Adunisono il Pierferdi conMontezemolo e Fini hannoinvestito Monti del ruolo difuturo Premier evitandocosì ogni di assumersiqualsiasi responsabilità edavendo pure il coraggio dicriticare le alleanze di altripartiti senza accennareche il tentennamento delPresidente del Consiglionon è dettato da una fortemorale ma bensì da que-stioni di opportunità. Mon-ti si trova difatti al centrodi una girandola politicache lo vorrebbe a capo delprossimo Governo: Euro-pa, banche, alcuni partitinazionali lo vorrebberoancora quale boia dell’e-conomia, ma tutti questiattori sanno benissimoche l’ostacolo principale èsolo uno, l’elettorato. Almomento della nomina diNapolitano lo scorso anno,i tecnici “banchieri” conta-vano su un indice di gradi-mento di rispetto, ma adodici mesi di distanzaquesto effetto ha lasciatospazio ad analisi obiettiveche portano ad intendereMonti come un gabellierelontano dai cittadini che,in fatto di riforme ed equi-tà, di certo non è brillato.La lista del professore erelativa agenda? Una sor-ta di tazebao attorno a cuila quadra tra partiti nonarriverà. Troppe idee diver-se, ancora troppi inutilisacrifici a cui pochi elettorivorranno sottostare. Inbuona sostanza Casini,non prende ancora voltauna posizione, Monti lofarebbe, ma i voti sonotroppo pochi e la certezzadi non farcela porta adun’altruistica cessione delpasso.
Maurizio ConteMaurizio ConteMaurizio ConteMaurizio Conte Assessore RegionaleVeneto - Lega Nord
Lista Monti?Lista Monti?Lista Monti?Lista Monti?L'elettorato non vuole più sacrifici,L'elettorato non vuole più sacrifici,L'elettorato non vuole più sacrifici,L'elettorato non vuole più sacrifici,figuriamoci Con Casini e "misto centro" !figuriamoci Con Casini e "misto centro" !figuriamoci Con Casini e "misto centro" !figuriamoci Con Casini e "misto centro" !
 
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