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LA VOCE DELLA GENTE VENETA
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NUOVE FONTI ENERGETICHE,NUOVE FONTI ENERGETICHE,NUOVE FONTI ENERGETICHE,NUOVE FONTI ENERGETICHE,PROPOSTE CONCRETE PER IL VENETOPROPOSTE CONCRETE PER IL VENETOPROPOSTE CONCRETE PER IL VENETOPROPOSTE CONCRETE PER IL VENETO
didididi
Nicola FincoNicola FincoNicola FincoNicola Finco
(Consigliere regionale Lega Nord(Consigliere regionale Lega Nord(Consigliere regionale Lega Nord(Consigliere regionale Lega Nord ---- Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)Presidente VII Comm. Ambiente e Lavori Pubblici)
“Immaginate un tunnel di 3 chilometri col“tetto” coperto da 16.000 pannelli solari ingrado di produrre energia sufficiente perfar funzionare tutti i treni nazionali per ungiorno e una intera stazione. Succede inBelgio, Paese all’avanguardia quanto asostenibilità energetica, in cui una trattaferroviaria produce ed incamera energiadirettamente dal sole e dove è ben diffusal’abitudine di sfruttare tutto ciò che di an-tropico già esiste (tetti, ponti, eccetera)evitando di andare a deturpare aree verdiimpattando sui paesaggi naturali.In Italia, ma anche in Veneto, la strada dacompiere in questo senso è ancora lun-ghissima. Da parte sua la politica spessonon ha avuto il coraggio di compiere sceltelungimiranti, preferendo la ricerca imme-diata di consenso piuttosto che toccare gliinteressi di determinate categorie. Oggi adobbligarci ad azioni differenti, per quantoriguarda ambiente e qualità dell’aria, sonoinvece i dati di Arpav, che raccontano unVeneto in cui gli Enti locali faticano a lavo-rare per una mobilità sostenibile, per in-centivi all’uso di fonti rinnovabili, per un’-attenzione alla ricerca di fondi statali edeuropei per realizzare opere a basso inqui-namento o per un differente utilizzo dellereti viarie.Per capire come (e soprattutto con chefinanziamenti) muoverci, da presidentedella Commissione Ambiente in Consiglioregionale promuoverò nelle prossime set-timane un Meeting aperto ad amministra-tori, categorie, privati, anche per ascoltareesempi virtuosi di chi si sta percorrendo lastrada giusta attraverso idee lungimiranti.Tra poco entrerà in vigore una direttivaeuropea che obbligherà gli Enti locali arestringere ancor più la tolleranza sullefonti inquinanti. In un panorama a tintefosche per quanto riguarda i dati sullasituazione veneta, dobbiamo perciò muo-verci e programmare finalmente uno svi-luppo ambientalmente sostenibile delnostro territorio, senza aspettare che gliobblighi arrivino dall’alto ma attivandociper tempo e noi per primi. Dobbiamo adesempio, come Regione del Veneto, ap-profittare dei fondi stanziati dal DecretoSviluppo per promuovere anche a livello diEnti locali iniziative e bandi per il ricambiodei mezzi in disponibilità dei Comuni edelle Asl. In questo modo l’amministrazio-ne pubblica si porrà da modello nei confrontidei cittadini nell’uso di auto elettriche, adidrogeno, o di bus a biometano per il traspor-to pubblico locale. Ma si possono dare anchesegnali più piccoli ed ugualmente importanti:perché, tra le altre cose, non prevedere nellenuove lottizzazioni dei punti di ricarica per leauto elettriche? O creare un sistema analogoper le bici all’interno del circuito di ciclabili dicui sono ricchi i nostri paesi?Una recente ricerca ha stimato che entrometà secolo il numero di vetture passeràdalle attuali 900.000 a circa 2 miliardi, prati-camente il doppio, richiedendo maggioriquantità di benzine per alimentarle. Conside-rando che le auto sono responsabili di unquarto delle emissioni di anidride carbonicanel pianeta, è evidente quanto sia davverourgente elaborare nuove forme di mobilitàper migliorare la qualità dell’aria, che non èsolo un problema di ambiente ma anche disalute. L’Europa del Nord, la Francia, la Ger-mania, già da anni elaborano scelte in questosenso; scelte che richiedono costi inizialmen-te elevati, ma che consentono nel temporisparmi del 30% sui consumi oltre che unamiglior qualità dell’aria.Il Veneto, una delle regioni europee a mag-gior concentrazione di polveri inquinanti an-che per la sua conformazione geografica, puòsicuramente fare la propria parte per nuovepolitiche di mobilità sostenibile, che nel pros-simo futuro sono destinate a creare diverseopportunità di lavoro.
Non è necessaria l’applicazione del bolli-no blu sul parabrezza del veicolo inquanto ufficialmente l’esito della revisio-ne periodica che attesta la regolarità omeno del veicolo in tema di inquinamen-to ambientale è riscontrabile sulla cartadi circolazione, da parte delle autoritàpreposte. Lo stabilisce un provvedimen-to della giunta veneta adottato su inizia-tiva dell’assessore alle politiche ambien-tali Maurizio Conte. Nello stesso provve-dimento si conferma infatti che, a decor-rere dal 2012, l’unica verifica obbligato-ria relativa al rispetto dei limiti di emis-sione dei gas di scarico dei veicoli almotore (il cosiddetto “bollino blu”) èquella che si effettua in occasione dellarevisione periodica. La normativa regio-nale (n. 12/2006) aveva stabilito che il“bollino blu” avesse una validità di 12mesi a decorrere dal suo rilascio. Ma ilDecreto Legge n. 5 del 9 febbraio 2012,poi convertito nella legge n. 35/2012,all’art. 11 ha disposto che il controllo deigas di scarico delle auto e relativo rila-scio del bollino blu sia reso obbligatoriosolo contemporaneamente alla revisionee non alla scadenza annuale. La Regio-ne, in attesa di modificare la proprianormativa, con un atto di indirizzo delloscorso giugno ha dato immediata appli-cazione alla norma nazionale.“In definiti-va – sottolinea l’assessore Conte - l’esitopositivo delle verifiche di tutti i requisitidi sicurezza previsti ed oggetto di revisio-ne periodica, tra cui anche le emissioni,viene attestato sulla carta di circolazionecon l’applicazione, da parte degli Ufficidella Motorizzazione Civile o delle offici-ne autorizzate dal Ministero dei Traspor-ti, di una etichetta autoadesiva. In ragio-ne di questo e delle circolari ministerialidi chiarimento rispetto alla materia, ab-biamo ritenuto che non sia più necessa-ria l’esposizione del bollino blu sul para-brezza del veicolo. Con la revisione delveicolo, infatti, viene certificato sullacarta di circolazione il rispetto dei limitiprescritti per l’emanazione di inquinantinonché le condizioni di sicurezza per lacircolazione de veicoli medesimi. E que-sto è sufficiente”.
Maurizio ConteMaurizio ConteMaurizio ConteMaurizio Conte Assessore Regionale Venetoall’Ambiente
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