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La Falsa Innocenza Degli Italiani Durante Il Fascismo - La Repubblica 20.01.2013

La Falsa Innocenza Degli Italiani Durante Il Fascismo - La Repubblica 20.01.2013

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L
IL SAGGIO
compie, in cerca di testimo-nianze, fra discorsi, giornali e ri-viste, rende vivaci molte paginedel libro, salvandole dalle stret-toie di una ricerca accademica.Spicca, tra i personaggi evocati,quel Benedetto Croce che ri-chiamò l’attenzione dei vinci-tori sull’avversione dei suoiconnazionali al regime littorio,e alla «guerra empia accanto al-la Germania». Un’oratoria piùcolorita adoperava Carlo Sfor-za, nel riferirsi alla «vera Italiasilente sotto la pazzesca imba-vagliatura del fascismo». A una visione della Resisten-za come “lavacro” di ogni inde-gnità pregressa si è poi attenutala sinistra nostrana. Esemplari,in campo azionista, furono Pie-ro Calamandrei – che, nel giudi-care impensabile, anche in fu-turo, la cessazione dell’ostilitàmentale fra italiani e tedeschi –definì questi ultimi «Unni cala-ti dai paesi della barbarie»,mentre Francesco Flora li qua-lificava «biechi figlioli d’Armi-nio e del Barbarossa». Assai piùattento di quanti non fossero gliesponenti del partito d’Azione,al tema della “riconquista”, inun domani, dei fascisti pentiti,Palmiro Togliatti si era richia-mato fin dal 1942, dai microfo-ni di Radio Mosca, alle tradizio-ni di libertà del Risorgimento –da Mazzini a Garibaldi – invi-tando il popolo italiano, a parti-re dagli “ufficiali del regio eser-cito” a «rivoltarsi contro Mus-solini, a chiedere la pace, a por-re fine alle angherie tedesche».
NELLO AJELLO
connazionali – benché fascisti –e la bruta violenza degli schera-ni di Hitler: assoluzione da unlato, demonizzazione dall’al-tro. È questo stereotipo, legatoalla seconda guerra mondiale,che lo storico Filippo Focardiaffronta nel libro che ha firma-to per Laterza,
Il cattivo tedescoe il bravo italiano
.Una simile generalizzazione– che pure contiene “un fortenucleo di verità” – è servita a ri-muovere tante nostre colpe. Unelenco nel quale figurano i cri-mini dell’imperialismo fasci-sta, la guerra di aggressionecontro le “potenze democrati-che”, la persecuzione antisemi-ta (non sempre, si precisa, “im-posta da Berlino”) e le violenzecommesse ai danni di “nazioniinermi” sottomesse all’Asse. Alseguito del proprio assuntol’autore percorre ampi sentieridel Novecento, dagli anni Tren-ta e Quaranta, esaminando icommenti di osservatori edesponenti politici non soltantoitaliani. A partire dal giudizioemesso da Winston Churchillnel dicembre 1940: l’entrata inguerra dell’Italia fu l’errore diun “uomo solo”, Mussolini.. A questo autorevole prece-dente si collega, in gran parte,quella distinzione fra italiani efascismo che ispirerà l’Intelli-gence e il giornalismo anglo-sassone: si ricordino, ad esem-pio, le trasmissioni-radio del“colonnello Stevens”, cui quida noi arrise durante il conflittoun notevole, quanto clandesti-no, ascolto. Non meno reciseerano le perorazioni propagan-distiche che rivolgeva agli ita-liani, dalla stessa Radio Londra,l’antifascista esule UmbertoCalosso.La requisitoria di Focardi èsevera. L’itinerario che egli
La falsa innocenzadegli italianidurante il fascismo
umanità dei nostri

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