Indice Piano regolatore sociale 2008-2010
I - 3Il Piano Regolatore Sociale costituisce il quadro unitario entro il quale realizzare una nuova fasenella pianificazione sociale del territorio, quella che, dopo i Piani di zona, porterà alla costruzionedi un Piano Regolatore Sociale in ciascuno dei 19 Municipi romani.Lo stesso itinerario di costruzione del Piano con la convocazione degli attori sociali, l’ascolto deicittadini, la progettazione partecipata rappresenta già di per sé un importante intervento dicostruzione di una partnership diffusa.Costruire il Piano Regolatore Sociale non vuol dire infatti solo confezionare un buon documento,quanto attivare in modo permanente una nuova modalità di lavoro fondata sull’incontro traresponsabilità istituzionali e responsabilità civiche.E’ un impegno graduale, da affrontare rafforzando le occasioni di comunicazione, di formazione eaggiornamento, di valorizzazione dei saperi professionali.Il percorso di confronto e concertazione si è concretizzato nei tavoli di co-progettazione che hannoavuto luogo nella stessa sede del Municipio.I protagonisti sociali chiamati in causa nella preparazione del Piano hanno avuto l’occasione, inquesta sede, di operare sia un’azione di verifica sui servizi finora prestati che quella di ideare inuovi servizi in coerenza con le esigenze manifestatesi.Il potenziamento dei servizi già attivi, come l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili, insiemeai servizi di sostegno alle famiglie e di prevenzione dei disagi hanno costituito il nucleo diinteresse maggiore, mentre i servizi cosiddetti di prossimità e di creazione di strutture leggere epolivalenti sono nei fatti da sperimentare, in questi anni, introducendo alcuni accorgimenti tecnico-giuridici, come protocolli di intesa locali ed accordi di programma con le forze produttive o conistituzioni ed organismi pubblici, che formeranno la cornice strutturata di regole entro i cui ambitisi dovrà operare.Attraverso la concertazione, intesa come struttura contrattuale avanzata ed innovativa (si pensi allacreazione di consorzi/fondazioni con centri studi, fondazioni bancarie e non-profit, operatoriprivati e pubblici) è possibile lo sviluppo delle vere potenzialità del Municipio e delle risorsepresenti sul territorio, in cui l’amministrazione svolga una funzione di supervisione, in termini diregolazione e monitoraggio.Le azioni di sistema debbono soprattutto riguardare la verifica della logica sociale delle politichecittadine con l’attivazione di momenti di pianificazione urbana integrata (interazione del pianoregolatore sociale con i piani urbanistici, per gli alloggi, formativi ed occupazionali, per la tuteladell’ambiente, per i trasporti e le mobilità, etc).Solamente una visione larga del sistema del Welfare, la volontà di cogliere l’opportunità che lalegge offre di mettere mano ad una riforma del sistema locale, permette il coinvolgimento di tantisoggetti, che si occupano di attività culturali, sportive, religiose, sindacali, di associazioni diimpresa, categoriali, degli organismi del volontariato.Lavorare sull’integrazione dei servizi e del sistema è l’obiettivo che la legge pone; con la Asl, conil distretto territoriale e con i Dipartimenti.Ma l’ottica dell’integrazione va applicata anche agli altri attori sociali, ad altri soggetti e alle altrepolitiche.
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