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Il congresso di Vienna e la Restaurazione

Il congresso di Vienna e la Restaurazione

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Published by AlessioContu
Riassunti di Storia sul periodo della Restaurazione
Riassunti di Storia sul periodo della Restaurazione

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05/26/2014

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LA RESTAURAZIONE1.Il congresso di Vienna e la Santa alleanzaGLI OBIETTIVI DEL CONGRESSO
La pace fra le potenze della coalizione e la Francia era già stata decisa nel 1814 dal trattato diParigi, che aveva ricondotto la Francia ai confini del 1792. Poiché restavano molti problemi darisolvere i rappresentanti di tutti gli stati europei si riunirono a Vienna. Le decisioni più importantifurono prese solo da quattro persone: il primo ministro austriaco Metternich, il ministro degli Esteriinglese Castlereagh, il primo ministro prussiano Hardenberg e lo zar russo Alessandro I. I sovrani ei ministri degli stati europei minori si limitarono a discutere questioni secondarie, ma in compensooccuparono il molto tempo libero partecipando a feste e occasioni mondane. Due esigenze eranoalla base delle discussioni fra i quattro protagonisti del congresso: da un lato si doveva tener contodei compensi territoriali e dei vantaggi politici richiesti dai vincitori; dall'altro occorreva progettareuna duratura sistemazione in grado sia di impedire ogni futuro tentativo egemonico francese sia direalizzare un equilibrio accettabile da tutte le grandi potenza.
LE QUESTIONI POLACCA E SASSONE
Russia e Prussia avanzarono richieste che costituirono per il congresso il principale nodo dasciogliere. Alessandro I voleva che il granducato di Varsavia fosse tenuto in vita ed elevato a regnodi Polonia e chiedeva di assumerne la corona; Hardenberg voleva che la Prussia inglobasse l'interoregno di Sassonia. Le trattative si arenarono per diversi mesi e furono sbloccate nel febbraio 1815 evi fu la svolta a dicembre, quando il ministro degli Esteri francese Talleyrand riuscì a farsiammettere alla riunioni con i quattro grandi e poté far valere la sua abilità diplomatica, offrendol'alleanza della Francia all'Inghilterra e all'Austria. Questo nuovo schieramento sbloccò lasituazione: la Prussia dovette ridurre le sue pretese e ottenne soltanto metà della Sassonia; dal regnodi Polonia voluto da Alessandro I fu scorporata la Posnania, che tornò a far parte della Prussia. LaFrancia veniva riammessa nel ristretto numero delle grandi potenze.
LA NUOVA GEOGRAFIA POLITICA DELL'EUROPA E DELL'ITALIA
Il trattato finale fu firmato il 9 giugno 1815, in esso, ai principi del contenimento della Francia edell'equilibrio si era aggiunto quello della legittimità, che comportava la restaurazione sul tronodelle dinastie esistenti nel 1792. Venne costituita una cintura di sicurezza attorno alla Francia con lacreazione di un regno dei Paesi Bassi costituito dalle Province Unite olandesi e dal Belgio e affidatoalla dinastia degli Orange; con il rafforzamento del regno dei Savoia con l'annessione della Liguria;con il riconoscimento della neutralità della Confederazione svizzera; con l'assegnazione alla Prussiadella Renania e di una parte del regno di Vestfalia. Venne esclusa la restaurazione dell'imperotedesco, al posto del quale fu creata una Confederazione germanica composta di 35 stati e 4 cittàlibere. I poteri centrali della dieta confederale risultarono molto deboli e furono ulteriormentelimitati dalla moltiplicazione dei regni all'interno della Germania. L'Italia fu suddivisa in otto stati:l'Austria ottenne il nuovo regno Lombardo-Veneto in cambio del Belgio ma in realtà gli Asburgocontrollavano anche il ducato di Parma, il ducato di Modena, il granducato di Toscana, dovesopravvisse lo stato di Lucca che comprendeva anche il ducato di Massa e Carrara. L'Austriamantenne proprie forze militari a Piacenza, Ferrara e Comacchio e in altre parti dello Stato pontificio. Un trattato segreto legava all'Austria il re di Napoli, la cui restaurazione era stata per unmomento ostacolata dalle promesse fatte da Metternich a Murat, che però morì nel 1815.
LA SANTA ALLEANZA E IL SISTEMA DEI CONGRESSI
Il 26 settembre 1815, Russia, Austria e Prussia firmarono il patto detto della Santa alleanza, proposto dallo zar Alessandro I, che vedeva in un accordo firmato dai sovrani in base alla lorocomune appartenenza alla religione cristiana il modo migliore per assicurare ai popoli un governogiusto, paterno e benevolo e per soffocare ogni tentativo di ritorno delle forze empie ed eversive cheavevano provocato all'Europa tanti anni di guerre e distruzioni. Inoltre sanciva il diritto delle grandi
 
 potenze a intervenire nelle vicende interne dei singoli stati in difesa dell'assolutismo e dell'assetto politico-territoriale deciso a Vienna. Alla Santa alleanza poi aderirono quasi tutti gli stati europei,tranne l'Inghilterra. Nel novembre 1815 fu firmata la quadruplice alleanza fra Austria, Prussia,Russia e Inghilterra, che oltre a precise clausole militari, invitava i firmatari a indire periodicheconferenze con lo scopo di prendere le misure più opportune per la tranquillità e la prosperità.
UN TEORICO DELLA RESTAURAZIONE: DE MAISTRE
Il savoiardo Joseph de Maistre aveva presentato nelle Considerazioni sulla Francia (1796) unavisione della storia improntata al pessimismo: la Rivoluzione francese dimostrava che al di fuori delquadro politico-ideologico delle monarchie assolute e del cattolicesimo vi era posto solo per l'anarchia e la violenza. Egli era convinto che il vero significato degli eventi storici dipendeva dalladivina provvidenza. Anche la Rivoluzione francese era stata voluta da Dio e persino il giacobinismoera in realtà al servizio della provvidenza. Attraverso l'opera dei giacobini la Francia veniva punita per aver prodotto l'irreligiosa filosofia illuminista e per aver condannato ingiustamente Luigi XVI. Ifatti del successivo ventennio sembravano dargli ragione. Una grande e potente nazione ha tentatodi compiere sotto i nostri occhi il più grande sforzo verso la libertà che mai sia stato fatto al mondoe si è coperta di ridicolo per mettere al trono un gendarme còrso al posto di un re francese e, per il popolo, la servitù al posto dell'obbedienza. Per sfuggire all'alternativa fra la certezza dell'anarchia ei rischi della tirannide dobbiamo rivolgerci al Medioevo, quando solo il papa doveva censurare icattivi sovrani, facendo da tramite tra i poteri terreni e il loro fondamento di legittimità che è Dio.
2.La questione delle nazionalità e le dottrine liberaliL'EQUILIBRIO INSTABILE DELL'EUROPA LEGITTIMISTA
Col ritorno delle dinastie regnanti prima della bufera napoleonica, sancito dal principio dilegittimità, tornò anche la dottrina politica dell'assolutismo, che fondava il potere sul diritto divino ponendosi così in alternativa alle dottrine della sovranità popolare. Il diffuso desiderio della pacegiocò a favore della restaurazione, mentre molti popoli, in nome del principio di nazionalità, sierano ribellati al dominio francese dando un contributo spesso decisivo al crollo dell'imperonapoleonico nel 1813. la celebre formula di Metternich, secondo cui Italia era solo un'espressionegeografica, esprimeva bene l'indifferenza dei diplomatici del legittimismo nei confronti dei problemi nazionali di unificazione o di indipendenza. Così il Belgio cattolico e francofono dovettelegarsi all'Olanda protestante e fiamminga. Assai più gravi si presentavano le questioni nazionali inItalia, in Polonia e in Germania.
LA RESTAURAZIONE NEGLI STATI ITALIANI
Il congresso di Vienna aveva diviso l'Italia in otto diversi stati, in ognuno dei quali, tranne Toscana ei ducati di Parma e Modena, i sovrani restaurati proclamarono la loro volontà di procedereall'abolizione della legislazione francese, ma solo in Piemonte questa volontà si realizzò. Tornato aTorino, Vittorio Emanuele I abrogò i codici napoleonici ed eliminò ogni traccia delle riformedell'epoca francese. Paragonato a quello sabaudo, il governo austriaco del Lombardo-Venetoappariva quasi liberale. Subito venne imposto l'arruolamento militare obbligatorio e funzionariaustriaci occuparono le più elevate cariche amministrative. Il Lombardo-Veneto fu anche sottopostoa un pesante carico di imposte e a un sistema doganale teso a proteggere l'economia austriaca. Ilsegretario di stato cardinale Consalvi avviò una prudente modernizzazione delle struttureamministrative; ma i suoi tentativi vennero bloccati dalla reazione degli altri membri del governo pontificio. Il ritorno di Ferdinando IV a Napoli comportò l'unificazione in un unico regno “delleDue Sicilie” dei due regni di Napoli e di Sicilia. Il sovrano assunse il nome di Ferdinando I e garantìche tutte le maggiori cariche sarebbero state riservate ai siciliani. L'estensione in tutto il regno dialcune delle riforme napoleoniche e dei nuovi codici ridusse l'autonomia siciliana.
LA QUESTIONE NAZIONELE IN POLONIA E IN GERMANIA
Il regno di Polonia ebbe una Costituzione che aboliva la monarchia elettiva e assegnava la corona
 
alla dinastia russa, avendo però un esercito separato e il cattolicesimo come religione di stato. Allanobiltà venne garantita la conservazione della servitù contadina e il predominio nei due rami di un parlamento dai moderati poteri costituzionali. Nel paese si sperava nel ritorno alla grande Polonia esi aspirava alla riunificazione con la Galizia, la Posnania e la Prussia orientale. Anche in Germaniaesistevano molti motivi di scontento. La creazione di uno stato tedesco unitario era richiesta dallagioventù più colta e progressista, ma essa si scontrava col progetto politico di Metternich, chevoleva sottoporre l'Europa centrale al controllo dell'Austria. Con il nuovo assetto politico laGermania divenne una confederazione composta di trentanove entità, ma funzionava comeun'associazione di stati sovrani, il cui organo principale era la dieta, l'assemblea dei rappresentantidegli stati membri. La dieta diede alla confederazione un esercito comune, ma scarsamenteorganizzato. Vennero conservati i confini dell'impero tedesco, che rendevano impossibile avviarel'uninazionale. Alla dieta partecipavano anche i rappresentanti di sovrani stranieri. LaConfederazione, includendo anche il possesso asburgico del regno di Boemia, non era interamentetedesca. La presenza degli Asburgo nella dieta era in contrasto con i principi di nazionalità: l'Austriaaveva la presidenza della dieta e poteva influenzarne le decisioni, ma gli Asburgo possedevano unimpero che restava al di fuori della Germania. I giovani intellettuali tedeschi organizzati dal 1815nelle Società dei giovani si fecero promotori di un'accesa campagna antiaustriaca, che culminò nellagrande manifestazione del 1817, con lo scopo ufficiale di celebrare i 300 anni della riformaluterana, tuttavia fu caratterizzata dai roghi di libri, sia degli odiati francesi, sia dei fautoridell'assolutismo. Il potere imperiale reagì convocando a Karlsbad una conferenza dei principitedeschi, dove Metternich ottenne l'approvazione di una serie di decreti che mettevano sotto strettocontrollo le università, limitavano la libertà di stampa e di riunione e rafforzavano la polizia.
GLI ALTRI FOCOLAI DEL NAZIONALISMO EUROPEO
 Nei Balcani, serbi, bosniaci, rumeni e greci erano in continuo conflitto con il potere centraledell'impero ottomano e puntavano a costituire stati autonomi e indipendenti. I Balcani si rivelaronouna polveriera nazionalistica che di lì a pochi anni sarebbe esplosa, mettendo nuovamente indiscussione l'equilibrio delle grandi potenze. Altre due situazioni critiche erano costituite dal Belgioe dall'Irlanda: il primo per il suo rifiuto di accettare il primato dell'Olanda nel nuovo regno dei PaesiBassi; la seconda per le spinte separatiste dovute alla repressione del cattolicesimo e al pesantesfruttamento economico esercitato dagli inglesi e dagli scozzesi.
IL LIBERALISMO E I DIRITTI DELL'UOMO
Il liberalismo è una dottrina economica, etica e politica fondata sulla libertà dell'individuo neiconfronti di ogni autorità politica e religiosa, che si realizza attraverso il riconoscimento di alcunidiritti: professare liberamente le proprie idee, organizzarsi e riunirsi pubblicamente, fareliberamente uso dei propri beni, essere considerati tutti uguali davanti alla legge. Lo stato deverappresentare e tutelare le libertà e gli interessi degli individui attraverso assemblee elettive e sulla base di una carta costituzionale che stabilisca i limiti dell'autorità pubblica. Il diritto delle libertàindividuali si contrapponeva alla monarchia. Le teorie liberali proclamavano ampia libertà anche incampo economico. Nuovi atteggiamenti e valori volti all'esaltazione della libertà individuale simanifestarono a livello culturale col movimento romantico. I liberali moderati, caratterizzati dai proprietari terrieri e dai ceti industriali superiori respingevano gli ideali democratici e popolari e pensavano che l'allargamento della partecipazione alla vita politica non dovesse interessare ilavoratori salariati e la piccola borghesia. I liberali democratici, invece, puntavano alla caduta delsistema monarchico e all'istituzione di una società basata sull'uguaglianza giuridica di tutti icittadini e sulla sovranità popolare. Inoltre ritenevano che senza l'attiva partecipazione di più ampistrati sociali non si potessero trasformare le istituzioni politiche per adeguarle agli interessi generalidello sviluppo economico.
I TEORICI DEL LIBERALISMO
 Nei paesi dell'Europa continentale il liberalismo si sviluppò fra il 1790 e il 1815, in opposizione

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