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La punteggiatura
…quando è il caso di mettere i puntini sulle “i”…
 Se vi chiediamo:
Che cosa significa “esedra?”
e
 Che cosa significa “esedra”?
 Trovate che ci siano differenze tra le due domande?La domanda è sicuramente la stessa, ma una delle due ha la punteggiatura errata. A voiindovinare quale. Se non lo sapete, ve lo sveliamo nella parte dell’articolo dedicata al puntointerrogativo… Un’altra domanda. Avete mai suonato la chitarra?Se sì, forse avrete usato un
metronomo
. E’ uno di quegli strumenti che, oscillando, batte iltempo mentre si suona. Se ne inventassero uno per scandire il tempo della lettura, della narrazione,si eviterebbero molti errori di punteggiatura che creano antipatiche stonature nel ritmo della frase.Purtroppo la maggior parte della gente che scrive sottovaluta l’importanza di un corretto usodi virgole, virgolette, punti esclamativi… Ma tante belle parole accostate in modo disarmonico,sono altrettanto demotivanti,per chi legge,di un errore di ortografia o di grammatica. Anche perché la punteggiatura non è altro che una scansione logica del discorso; contribuisce a creare paragrafi esottoparagrafi che rispecchiano i raggruppamenti di idee dei nostri scritti. Se la punteggiatura èsbagliata significa che, o non abbiamo le idee chiare, o non riusciamo a comunicarle.Internet insegna che chi non sa scrivere viene punito in modo molto drastico: i navigatoriesasperati da uno stile espositivo caotico e frammentario molto semplicemente abbandonano la pagina web. Ora più che mai, creare uno scritto fluente e armonico, è importante affinché il lettorenon sia affaticato dalla lettura e disincentivato nel proseguire.Analizzeremo nel dettaglio i segni d’interpunzione per studiare gli errori più comuni chevengono commessi per ognuno di loro. E non pensate di non commetterne anche voi… gli errori di punteggiatura si nascondono bene! 
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IL PUNTO
. 
“È cessato il fragore. È finito l’inferno.Tutto è silenzio. Gli uccelli non cantano.”
(G. D’Annunzio)
 Il punto si usa alla fine di una frase di senso compiuto. Segue immediatamente il carattereche lo precede ed è seguito da uno spazio e dall’iniziale maiuscola della parola con cui inizia ilnuovo periodo.Generalmente il punto indica:
 
la
conclusione
di un periodo e il completamento di un pensiero;
 
una lunga
pausa
e una separazione netta tra le parti di un discorso. Dopo il punto è consigliabile andare a capo (
punto a capo
):
 
quando la
separazione
tra due o più frasi è molto marcata oppure si cambia argomento;
 
quando s’inizia una nuova battuta di un
dialogo
. Il
punto
di norma
non si usa
:
 
nelle iscrizioni;
 
nelle didascalie;
 
nei titoli dei libri, dei giornali, ecc.;
 
nei simboli chimici (C = carbonio, Zn = zinco);
 
nelle misure fisiche (m = metro, l = litro, kg = chilogrammo);
 
nelle targhe automobilistiche (MO = Modena, PI = Pisa). 
Il punto che abbrevia
 Il
punto
si usa anche per 
indicare
un’
abbreviazione
, ovvero la riduzione del numero dilettere di una parola, fatta per risparmiare tempo e spazio.Esistono due tipi di abbreviazione: per 
troncamento
e per 
sincope
. Per troncamento avvienemediante l’eliminazione della parte
finale
di una parola. Di solito termina in consonante e noncoincide con la divisione in sillabe. Questa regola è importante per capire perché
aggettivo
adesempio, non si abbrevia in
ag 
. o
agget 
. ma in
agg 
. Come
dottore
in
dott 
. e non in
dot 
. o
dotto
.Esistono comunque casi che non seguono questa regola:
v.
[verso],
n.
[nota]”, ecc.Un altro tipo di abbreviazione è quella per 
sincope
, mediante l’eliminazione della parte
centrale
di una parola:
 jr 
[
 junior 
],
 sr 
[
 senior 
],
dr 
[dal latino
doctor 
, ‘dottore’],
cfr 
[dall’imperativo latino
confer 
,‘confronta’]”, ecc.Questi errori sono frequentissimi e si incontrano quotidianamente, ma questo non li scusa! Nelle abbreviazioni per sincope
non
bisogna mettere il punto. Il punto si mette soltantoquando indica la mancanza di lettere finali e non quelle centrali. A meno che l’abbreviazione non sitrovi alla fine di un periodo chiuso dal punto. 
 Errori da evitare nell’uso del punto
 
 
Dopo il punto di un’abbreviazione è sbagliato usare la
maiuscola
(sempre chel’abbreviazione non concluda il periodo).E’ sbagliato inoltre mettere il
punto di chiusura
se l’abbreviazione si trova alla fine del periodo:
non
“Giulio Cesare venne assassinato nel 44 a. C..”,
ma
“Giulio Cesare venne assassinatonel 44 a. C.”. 
 Eccetera eccetera…
È sbagliato ripetere due o più volte la forma abbreviata
ecc.
(o
etc.
, dal latino
et cetera
, ‘lealtre cose’), per interrompere un elenco di parole:
non
“Abbiamo bisogno di pane, farina, uova,zucchero,
ecc. ecc
.”,
ma
“Abbiamo bisogno di pane, farina, uova, zucchero,
ecc
.”.Come è un errore abbreviare
eccetera
in
ec.
(con una sola
c
).Prima di
ecc
., l’uso della virgola è facoltativo: “Conosce bene tutti gli sport: il calcio, ilnuoto, ecc.”
oppure
“Conosce bene tutti gli sport: il calcio, il nuoto ecc.”. Sono entrambi corretti. 
 La forma femminile dell’abbreviazione…
La forma base di un’abbreviazione di un nome mobile è sempre al maschile. Per ottenere il
femminile
occorre aggiungere all’abbreviazione la parte finale della parola:
- prof.
[professore],
 prof.ssa
[professoressa].
- sig.
[signore],
 sig.ra
[signora].Questo è utile anche per evitare ambiguità;
ill 
. ad esempio è l’abbreviazione di“illustrazione” o di “illustrissimo”? Seguendo la regola appena descritta, sappiamo che
ill 
. sta per illustrazione, mentre
ill.mo
per illustrissimo. 
… e la forma plurale
La forma
plurale
è consentita solo nelle
abbreviazioni
per 
troncamento
e si ottiene:
-raddoppiando
la
consonante finale
, se l’abbreviazione è formata da più lettere. Dunquecapitolo che si abbrevia con
cap
. diventerà
capp
., come
 pag 
. diventerà
 pagg 
. per indicare più pagine.
-raddoppiando
la
lettera
che indica la parola abbreviata se l’abbreviazione è costituita dauna sola lettera: seguendo questa logica la parola verso che si abbrevia
v
. diventa
vv
. quandoindichiamo più versi. Come
 pp.
è l’abbreviazione di pagine che al singolare fa
 p.
-aggiungendo
la parte finale della parola se l’abbreviazione termina con consonante doppia.Così scriveremo:
avv
. [avvocato],
avv.ti
[avvocati],
avv.sse
[avvocatesse],
dott 
. [dottore],
dott.ri
[dottori],
dott.sse
[dottoresse]. 
 Abbreviazioni poco utilizzate
È meglio evitare di usare abbreviazioni come
p.c.
[per condoglianza],
p.a.
[per auguri] e
p.r.
[per ringraziamento] che, anche se fanno risparmiare tempo e spazio. Sono corrette, ma sono troppoimpersonali. 
Il punto nelle sigle
Il
punto
può anche indicare una
sigla
, ovvero un tipo d’abbreviazione formato dalle inizialidelle parole che compongono una locuzione (per lo più il nome di una società o di un ente); taliiniziali vanno scritte, solitamente, in maiuscolo: come D.L., D.O.C., N.A.T.O., S.E. e O., C.L.N. ecc.Esistono casi che non rispettano questa regola: alcune sigle, infatti, sono diventate cosìcomuni da contenere anche lettere
minuscole
(
.
 p
.
 A
.,
.
.
.), altre hanno finito per perdere quasicompletamente il loro carattere originario di sigle ed assumere quello di
parole
vere e proprie (
 Fiat 
,
 Rai
,
 Agip
). Ciò spiega come mai alcune sigle si possano anche scrivere senza il punto (
 ITIS 
,
 IPSIA
). In una sigla è consigliabile:
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