Dopo il punto di un’abbreviazione è sbagliato usare la
maiuscola
(sempre chel’abbreviazione non concluda il periodo).E’ sbagliato inoltre mettere il
punto di chiusura
se l’abbreviazione si trova alla fine del periodo:
non
“Giulio Cesare venne assassinato nel 44 a. C..”,
ma
“Giulio Cesare venne assassinatonel 44 a. C.”.
Eccetera eccetera…
È sbagliato ripetere due o più volte la forma abbreviata
ecc.
(o
etc.
, dal latino
et cetera
, ‘lealtre cose’), per interrompere un elenco di parole:
non
“Abbiamo bisogno di pane, farina, uova,zucchero,
ecc. ecc
.”,
ma
“Abbiamo bisogno di pane, farina, uova, zucchero,
ecc
.”.Come è un errore abbreviare
eccetera
in
ec.
(con una sola
c
).Prima di
ecc
., l’uso della virgola è facoltativo: “Conosce bene tutti gli sport: il calcio, ilnuoto, ecc.”
oppure
“Conosce bene tutti gli sport: il calcio, il nuoto ecc.”. Sono entrambi corretti.
La forma femminile dell’abbreviazione…
La forma base di un’abbreviazione di un nome mobile è sempre al maschile. Per ottenere il
femminile
occorre aggiungere all’abbreviazione la parte finale della parola:
- prof.
[professore],
prof.ssa
[professoressa].
- sig.
[signore],
sig.ra
[signora].Questo è utile anche per evitare ambiguità;
ill
. ad esempio è l’abbreviazione di“illustrazione” o di “illustrissimo”? Seguendo la regola appena descritta, sappiamo che
ill
. sta per illustrazione, mentre
ill.mo
per illustrissimo.
… e la forma plurale
La forma
plurale
è consentita solo nelle
abbreviazioni
per
troncamento
e si ottiene:
-raddoppiando
la
consonante finale
, se l’abbreviazione è formata da più lettere. Dunquecapitolo che si abbrevia con
cap
. diventerà
capp
., come
pag
. diventerà
pagg
. per indicare più pagine.
-raddoppiando
la
lettera
che indica la parola abbreviata se l’abbreviazione è costituita dauna sola lettera: seguendo questa logica la parola verso che si abbrevia
v
. diventa
vv
. quandoindichiamo più versi. Come
pp.
è l’abbreviazione di pagine che al singolare fa
p.
-aggiungendo
la parte finale della parola se l’abbreviazione termina con consonante doppia.Così scriveremo:
avv
. [avvocato],
avv.ti
[avvocati],
avv.sse
[avvocatesse],
dott
. [dottore],
dott.ri
[dottori],
dott.sse
[dottoresse].
Abbreviazioni poco utilizzate
È meglio evitare di usare abbreviazioni come
p.c.
[per condoglianza],
p.a.
[per auguri] e
p.r.
[per ringraziamento] che, anche se fanno risparmiare tempo e spazio. Sono corrette, ma sono troppoimpersonali.
Il punto nelle sigle
Il
punto
può anche indicare una
sigla
, ovvero un tipo d’abbreviazione formato dalle inizialidelle parole che compongono una locuzione (per lo più il nome di una società o di un ente); taliiniziali vanno scritte, solitamente, in maiuscolo: come D.L., D.O.C., N.A.T.O., S.E. e O., C.L.N.
ecc.Esistono casi che non rispettano questa regola: alcune sigle, infatti, sono diventate cosìcomuni da contenere anche lettere
minuscole
(
S
.
p
.
A
.,
S
.
r
.
l
.), altre hanno finito per perdere quasicompletamente il loro carattere originario di sigle ed assumere quello di
parole
vere e proprie (
Fiat
,
Rai
,
Agip
). Ciò spiega come mai alcune sigle si possano anche scrivere senza il punto (
ITIS
,
IPSIA
). In una sigla è consigliabile:
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is reading punteggiatura.