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C O R T E S U P R E M A D I C A S S A Z I O N EU
F F I C I O D E L
M
A S S I M A R I O
 
_______
L
A GIURISPRUDENZA DELLE
S
EZIONI
U
NITE PENALIELE PIÙ RILEVANTI DECISIONI PENALIDELLA
C
ORTE DI
C
ASSAZIONE
 
 ____________ 
A
NNO
2008
 
Roma – gennaio 2009
 
I N T R O D U Z I O N E
 Il modello della tradizionale “Rassegna” della giurisprudenza civilee penale di legittimità si caratterizza, quest’anno, per una più incisivaopera di selezione dei più significativi arresti, pronunziati nel 2008 dallesezioni unite e dalle sezioni semplici della Corte di cassazione. L’impegno di riflessione e di analisi sistematica dei magistrati del Massimario si muove nella logica di rendere chiari e fruibili i percorsiermeneutici, gli orizzonti culturali e le ricadute sul sistema (nel suocomplesso, non solo quello giudiziario) delle, invero non poche,decisioni che hanno segnato, nel corso di quest’ultimo anno, ilcontributo offerto dalla Suprema Corte, nell’esercizio della funzione dinomofilachia, alla formazione del diritto vivente e alla certezza deldiritto. La ricerca ha inteso privilegiare le pronunzie nelle quali la Corte
del precedente
”, consolidando il suo ruolo istituzionale di centralità edi sintesi coerenziatrice nell’interpretazione della legge, in una proiezione dinamica degli obiettivi di uniformità e di prevedibilità delledecisioni, ha, con particolare rigore, affermato principi di alta civiltàgiuridica, ovvero disegnato linee-guida di rilievo nel moderno contestosociale e ordinamentale, governato da una pluralità di fonti, nazionali esopranazionali. In special modo, laddove la Cassazione, quale Corte “
dei diritti
”, èstata chiamata ad elaborare modelli giurisprudenziali per la “giusta”soluzione delle questioni cruciali in materia di diritti fondamentali della persona e delle formazioni sociali, di diritto alla salute e al rispetto delladignità e della libertà di autodeterminazione nelle più importanti scelte personali, di diritto alla riservatezza, di garanzia della protezioneumanitaria e del divieto di discriminazione, o in tema di tutela della personalità e dei diritti sociali dei lavoratori e delle condizioni dilavoro, pure nelle odierne, difficili, congiunture del mercato edell’economia che esigono flessibilità nell’organizzazione aziendale edella produzione. O anche quando la stessa Corte è stata richiesta diridisegnare la “mappatura” degli schemi negoziali nell’economia e nelmercato, in materia di diritto societario e tributario, di tutela deiconsumatori, di rapporti fra regole di mercato e pubblicaamministrazione, di tutela dell’ambiente, ovvero,
 
condividendo legittimespinte unificatrici e semplificatrici, ha
 
compiutamente ridefinito i confinidel danno non patrimoniale risarcibile.
 
  E però, costituisce ormai acquisizione diffusa la valutazione per laquale l’attuazione dei diritti soggettivi, trovando nel processo il luogo dielezione, è condizionata, in concreto, dalla lunghezza dei tempi del processo, il cui eccesso pregiudica pesantemente anche l’equilibrio dellasocietà civile e lo stesso sviluppo economico. Sicché è divenuta unacostante l’affermazione che, in ordine ai “tempi” del processo, ècompito del giudice privilegiare, fra diverse interpretazioni possibilidelle norme, quella che, nel bilanciamento con gli altri valoricostituzionali, sia più idonea a dare attuazione al principio della durataragionevole del processo, secondo il vigente art. 111, comma 2 dellaCostituzione. In questa prospettiva è dato scorgere, nella trama degli itineraridisegnati dalla Corte di Cassazione nel 2008, punti di emersione particolarmente significativi.Sono state pronunciate, infatti, sia dalle sezioni unite sia dallesezioni semplici, civili e penali, decisioni nelle quali la soluzioneapplicativa, talora fortemente innovativa, risulta dichiaratamenteispirata al canone della preclusione processuale quale ridisegnato dal principio di ragionevole durata del processo di cui all’art. 111, comma 2Cost.: “regola precettiva e interpretativa a un tempo” e “asse portantedella nuova lettura della norma” procedimentale, a salvaguardia deivalori di rilievo costituzionale della effettività, efficienza ed economiadella giurisdizione. Altrettanto significativi sono stati, altresì, gli interventi dellagiurisprudenza di legittimità volti a contrastare apertamente “le pratiche processuali consistenti in un abuso del diritto” o “delle formegiuridiche”. Non sembra tuttavia, ad uno sguardo d’assieme, che l’attitudineespansiva del principio di ragionevole durata del processo, componenteessenziale ma non esclusiva del complessivo assetto costituzionale delleregole del “giusto processo”, abbia fatto smarrire alla giurisprudenzadi legittimità l’esigenza di assicurare il necessario punto di equilibrio fra i valori di celerità e di lealtà, pena l’ineffettività della stessarisposta giurisdizionale, da un lato, e le garanzie individuali delcontraddittorio, quali imprescindibili espressioni del diritto di difesa e di prova, dall’altro. L’iniziativa culturale dei magistrati del Massimario di analisi ediffusione delle più rilevanti decisioni della Suprema Corte, purenell’aggiornamento e nella novità dei moduli di ricerca che - come si è
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