• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
 
FeedJournal Basicfeedjournal.com2/3/2009 - 2/13/2009
Baratto Mania - L’antico barattocontro una crisi moderna
By Lutezia (Funkyrev)
Submitted at 2/9/2009 11:47:35 PM
Carissimi Fedeli FunkyReV visti,Mercoledì scorso mentro stavosfogliando il Corriere della Sera (iosono ancora una di quelle che legge ilcartaceo) ho trovatonella sezionidiMilano del quotidiano un articolo chemi è sembrato molto interessante e dicui vorrei rendervi partecipi.L’articolo, scritto da Marta Ghezzi,parla di un nuovo fenomeno che ènato in Italia quasi una ventina dianni fà e che sta prendendo piede inquesti ultimi tempi di grande crisieconomica: Il fenomeno della Bancadel Tempo. La giornalista delCorriere si riferisce nello specificoall’esperienza milanese, ma si trattadi un fenomeno per l’appunto dicarattere nazionale.Incuriosita dal pezzo mi sono fattauna navigata in internet e ho scopertoche La Banca del Tempo è un istitutodi credito presso i cui sportelli non sideposita denaro e non si riscuotonointeressi, ma la disponibilità ascambiare prestazioni con gli altriaderenti utilizzando il tempo comeunità di misura degli scambi. Adognuno degli aderenti viene intestatoun regolare conto corrente-tempo eviene consegnato un libretto diassegni-tempo. Unico obbligo è ilpareggio.In parole povere si tratta di“Baratto”Per la cronaca, il termine Banca delTempo venne inventato a Parma agliinizi degli anni ’90, ma fu lasperimentazione effettuata da ungruppo di donne di Santarcangelo diRomagna a far conoscere a livellonazionale ed internazionale ilprogetto. Nel 1995, attraverso unaserie di incontri divulgativi, l’idea discambio di tempo incontrò il favoredi numerosi gruppi (associazionicostituite e gruppi informali) che nelbreve periodo diedero vita a Banchedel Tempo: alla fine del ’95 erano 5le esperienze attive, nel ’96 unasettantina, a tutt’oggi sono oltre 220le realtà attive e in corso diprogettazione-sperimentazione.Come scrive Marta Ghezzi nel suoarticolo:Fino a oggi è stato un piccolofenomeno di nicchia. Poi, ed è lastoria degli ultimi mesi, è arrivata lacrisi. Bilanci faticosi, ricerca freneticadi nuove soluzioni di risparmio ecollaborazione. E così, colpo discena, la banca del tempo, a diecianni esatti dalla prima esperienzamilanese, si ritrova ora sotto iriflettori.A Grazia Pratella, presidente delcoordinamento milanese evicepresidente nazionale, brillano gliocchi. « Forse ci siamo — ammette—da anticipatori a protagonisti». Esnocciola dat i: «Dieci per cento diincremento in tutte le sedi, 13 in cittàe 20 in provincia, per un totale di piùdi 3.500 soci (ma sono almeno trevolte tanti perché per ogni nucleofamiliare si iscrive una persona maagli scambi partecipano tutti) e piccodi crescita fra i giovani, attirati grazieall’impegno nell’informatizzazioneche ha portato le banche del temponel web».Bene , alla luce di quanto soprariportato, volevo sapere cosa nepensavate. Secondo voi il barattopotrebbe tornare a diventare laprincipale forma di scambiocommerciale visti i tempi che corronoe che si preannunciano di durarecessione? Oppure resteràfondamentalmente un esperienzacircoscritta? E soprattutto…Secondo voi è trasportabile anche inaltri ambiti, ad esempio in quello delbusiness?Ieri mattina sono andata a saldare ilconto dal mio dentista e mentrevedevo volatizzare quasi interamenteil mio stipendio di gennaio (sigh) trame e me ho pensato che sarebbe statodavvero interessante proporre al miosadico dentista uno scambio del tipo:Tu non mi fai pagare la caspula diporcellana che mi hai impiantato duesettimane fà e io, in cambio merce, tido la mia consulenza gratuita perpromuovere al meglio il tuo studiodentistico in Inghilterra dove haimoltissimi clienti. Secondo voipotrebbe accettare?Io in questo momento stomangiando una bella caramellaripiena e stasera non mi laverò i denti.Sto preparando il terreno per unafutura possibile collaborazione.Tutti in coro:Sempre sia lodato il Signor Funky!Andate qui per leggere l’interoarticolo.La Markettara Potete fare qualchecommento anche qui
Un mondo sempre più Funky ??
By Dario Borsotti (Funkyrev)
Submitted at 2/13/2009 2:09:32 AM
Chissà, forse viviamo in un mondosempre più Funky!E’ notizia di pochi giorni fa cheMicrosoft abbia toccato il brevettonumero 10.000! E - mi dicono - non èneppure l’azienda che registra piùbrevetti all’anno!Noi di Funkyrev dovremmo esserefelici d’ascoltare tali notizie, se è veroquel che dicono a Redmond che“ilbrevetto è testimonianza diinnovazione”. Sarebbe bello poterlocredere. Significherebbe che sidiffonde l’idea che la creatività el’innovazione è il vero oro dell’eramoderna (g ià lo dicevamo).In realtà ho il fondato sospetto cheil brevetto sia solo uno strumentopuramente commerciale, un modo permettere dei paletti intorno a “ quelloche è mio!“. Niente di più lontano dauna visione collaborativa eopensource del mondo.Immaginatevi allora questarivoluzione: ognuno di noi, ognigiorno prima di colazione dovrebberegistrare online il brevetto per 4 o 5idee funky, scenari futuri, modi diinteragire, forme collaborative. Tuttoquello che veramente avrà valore neiprossimi decenni! Ognuno di noiavrebbe il copyright sul propriocervello. E subito dopo colazione,ognuno di noi dovrebbe prenderequesti brevetti e metterli adisposizione dell’umanità! In barba atutti i corporativismi! Il mondo comeun sistema linfatico globale per lacreatività!Quest’idea è di un geniale scrittoreCharles Stross nel suo capolavoro:Accelerando.Per dare la misura della grandezzadell’uomo sappiate che invece dicomprare il libro potete farne ildownload gratuitamente qui!
Il Vangelo 2.0 secondoMarco Ferrari (Cardinidella nuova economia)
By Geom Alfieri (Funkyrev)
Submitted at 2/5/2009 12:59:53 AM
In quel tempo….“ Lo sviluppo sostenibile èsicuramente uno dei cardini dellanuova economia che sta nascendodalle ceneri della precedente, cosìcome lo saranno la comunicazione(sotto ogni suo aspetto,dall’informazioneall’intrattenimento… vedi web 2.0) egli scambi culturali che hannofunzione di crescita e sviluppo nelnuovo ordine sociale che si forma inquesti tempi di crisi“.Nel mio girovagare da viandantenei blog e forum non capita spesso diincrociare una frase tantosemplice,efficacie e diretta:Complimenti all’autore, speroavremo opportunità di fare qualcosainsieme presto, sempre che non siarrabbi per l’Evangelizzazione dellesue parole…Ah, dimenticavo! Tratto da questolink.
 
2FeedJournal Basic
Sansone e i 10 Comandamenti antiCrisi
By Geom Alfieri (Funkyrev)
Submitted at 2/12/2009 2:10:31 AM
In quel tempo…L’asceta del Me 2.0 Dan Schawbelgià promulgava il verbo del “re-brandyourself”.Fratelli e sorelle, la crisi è alleporte, e ci sta portando a rivedere noistessi al pari di un “brand”, unmarchio, una cosa, un prodotto dapromuovere e/o vendere.Suona male eh?!In poche parole, il buon Dansuggerisce di applicare i medesimiprincipi utilizzati nella promozione didentifrici e deodoranti… utilizzando esfruttando però gli strumenti e lepossibilità offerte da Social Media edInteractive Marketing.Dan Schawbel, autore di“Me 2.0:Build a Powerful Brand to AchieveCareer Success”(Kaplan, in uscitaAprile 2009) e vincitore del premioBest Personal Branding Blog, è unospecialista di Social Media dellaEMC Corporation.Nelle sue parole non troveretespaventose previsioni sull’andamentodella crisi globale, ma piuttostosuggerimenti utili su come potermeglio affrontare le difficoltà inarrivo, a testa alta e senza paura (leggete anche quel che dice la nostraCecilia qui).Sono alquanto incuriosito da questoapproccio molto american-way,piuttosto esasperato, ma la sua storiamerita la nostra attenzione.PremessinaE’ indubbio che il mercato dellavoro nei mercati anglo-sassoni hadelle peculiarità che in Italia (evecchia Europa in genere) stannolentamente emergendo( ma in nettacrescita).Volendo semplificare il paragone escimmiottandolo un po’:• United States of America:Individualismo, tutela inesistente,meritocrazia e mobilità (sei bravo?lavori, altrimenti prendo un altro in 1giorno) alti compensi (per tenere unobravo lo pago, se no va via), laprecarietà come scelta di vita.• Italia:“Zio Peppe, famme lavorà,damme dù lire, er contratto de tempodeterminà che se me cacciàn, chè sòscarso, vado dal mi cugginosindacalista. Ma se non se pòle faccioer precario eh!… ce conto Zì!”Si capisce che Dan si rivolge a deilavoratori immersi in dinamiche incui strumenti, che accrescono lacompetitività individuale, sono vitali.Mercatidove l’informatica staqualche anno avanti e laflessibilitànon stritola, ma siappoggia a una naturale mobilitàdelle persone e delle competenze( quie qui).E’ comunque indubbio che ancheper noi si denota un nettoavvicinamento a queste dinamiche;precariato in crescita, aumentodisoccupazione, concorrenza lavoro abasso costo. Il lavoro scarseggia, laconcorrenza aumenta, i costi difavori/nepotismo hanno visibilità neibilanci delle aziende e come talivanno sempre più giustificati conrisultati.Al di là di queste considerazioni,chi vi scrive si augura che in Italiaquesta crisi porti dei cambiamentinecessari per non restare isolati da unmondo che si muove rapido(meritocrazia/concorrenza reale,maggior diffusione internet e linguainglese), in cui, anche i consigli diDan Schawbel possano trovare ilproprio spazio.Per questo vorrei condividerlo convoi fedeli Funkettari.Se, come spero, vorrete spremere lemeningi e misurarvi con l’articolo diMashable in lingua originale lotrovate quiLa soluzione che propone èsemplice “ Personal Branding” intesacome attività di promozione di noistessi verso gli altri.Se siete affascinati dall’emergeredel Social Media realizzate che per”Rebranding” non si fa riferimento avecchie tecniche Marketing di stampoKotleriano (le quattro P perintenderci). Dan e molti come lui,constatano che Social Media altronon è che è un palco ed unmicrofono; il potere quindi di poterfar sentire (e valere) le nostri voci, alsolo costo del nostro tempo.Ci siamo dilungati troppo, ora, neiprossimi posts, centellinandoli permeglio digerirli e discuterli insieme,giornalmente esporremo iComandamenti di Dan Schawbel.Restate collegati a queste pagine…(stay tuned!)
Fuori i Mercanti dal Tempio Web 2.0! (I buonipropositi di Funkyrev)
By Geom Alfieri (Funkyrev)
Submitted at 2/5/2009 2:02:45 AM
Come sempre ci sono opinionicontrastanti sull’opportunità di creareun Network; sul perché innanzi tutto,ultimately su come farlo, cosascrivere, cosa mostrare e cosanascondere. Se pensate che unNetwork sia semplicemente un mezzoper far soldi, questo non è il vostroNetwork! Fuori dal nostro Tempio!Scusateci anticipatamente…Noi siamo Geek, un po’ folli emolto spontanei, non certo di soleparole, per cui ci viene molto megliofarlo piuttosto che pensarci troppo…è un po’ quello che sta accadendo inquesti primi giorni di attività: learn asyou do it!Ciononostante (erano anni chevolevo usare questa parola), siamoconsapevoli che ci sarà qualcuno chenon vede l’ora di dirci quanto cistiamo sbagliando, e noi loaspettiamo al varco, pronti a pagargliuna birra e/o a spaccargli la faccia,vedremoIl Networkdicevamo, è tutto facile,viene tutto bene a costruirlo quandosussiste una fede comune, uninteresse primario, o delle donnesvestite… si costruisce su quello,contenuto informativo e condivisionetotale; aggiungi qualcuno che cispende tempo e neuroni ed il gioco èpiù o meno fatto. Se hai la fortuna diritrovarti in casa qualche fenomenomediatico con talento e personalità(perlomeno virtuale), ti ritrovicontenuti, spunti geniali edinterazioni spettacolari che ti dannovisibilità e fanno crescere.Ecco il dilemma che affrontiamo,noi non abbiamo un unico interesseche ci accomuna (a parte le donnesvestite…scusa Cecilia). Veniamo daesperienze e mondi diversi, abbiamointeressi non necessariamenteconvergenti. Ciò che ci differenzia èsicuramente più di ciò che ciaccomuna, ma crediamo questa siauna risorsa, un valore aggiunto e lacosa ci intriga da matti.Siamo curiosi; abbastanza sfacciatida metterci la faccia se serve (loabbiamo fatto) anche solo “ pervedere l’effetto che fa”. Ma quivorremmo creare la nostra“stanza deigiochi” un posto dove abbandonare learmature quotidiane e metterci ingioco, poter dar sfogo alla nostrafollia, namely il luogo doveveramente si nasconde il nostrotalento.L a stanza dei giochi, dove tutto èpossibile e dove, alla peggio,nutriamo ed accresciamo la nostraesperienza, con un sorriso sfacciatoda condividere con altri come noi.Nei prossimi giorni in queste paginetroverete delle sfide, dei case studiesveri e reali, sui quali, se vorrete,potrete misurarvi insieme a noi.END OF PART ONE (Noncrederete mica che sia finita qui!correte a leggere la seconda parte)
Fuori i Mercanti dalTempio Web 2.0 partTwo (Crescere unFunky Network)
By Geom Alfieri (Funkyrev)
Submitted at 2/5/2009 10:30:35 PM
Torniamo a parlare dei cambi diprospettiva che, sempre più evidenti,sono la linfa del nuovo business!Dicevamo… E’ fondamentalecapire che il mercato sta cambiando(ègià cambiato!), il consumatore-utenteora è al timone e, in un mercato doveregna la sovrabbondanza, pretendeefficienza ed interazione su misura.Secondo questa nuova ottica Inalcuni casi saranno Aziende che cirichiedono di operare, agire,cambiare… in altri (e qui ci sidiverte!) saremo noi a chiedere adAziende di cambiare!Sono finiti i tempi dei managerimpomatati, pseudo-tuttologhi, pienidi sé che giocano coi soldi degliinvestitori prendendo decisioni aseconda delle proprie amicizie elimitate esperienze.Le regole del gioco sonocambiate(ne abbiamo già parlato), eduna community, un Network creativo,ha il potere di cambiare le cose; puòfarlo anche con arroganza eirriverenza quando manager damedioevo cercano di anteporre lapropria vanità al successo del propriomarchio.Non si vuole sprecare il tempo dinessuno qui dentro; ciò cheelaboreremo sarà sempre e comunquepresentato professionalmente alcliente finale, e condiviso con tutti; ilcontributo di ognuno valorizzato ereso ben visibile.Vogliamo essere i nuovi “pretiFUORI page 4
 
3FeedJournal Basic
Social revolution in un mondointerconnesso! Non si fermerà!
By Dario Borsotti (Funkyrev)
Submitted at 2/6/2009 11:30:39 PM
The value of a social network isdefined not only by who’s on it, butby who’s excluded- Paul Saffo -Negli ultimi tempi si parla tanto disocial network, social media, socialmarketing… sembra che tutto siadiventato improvvisamente Sociale. Esapete una cosa?E’ PROPRIO COSI’!Il sociale piace. Appassionafacilmente, perchè siamo tuttiprotagonisti, e siamo tutti un po’narcisisti. Tanto che in poco meno di5 anni da che è stato teorizzato, ilweb è mutato nel profondo, seguendouna curva esponenziale.Ho amici che non sanno bene dicosa si tratti, e quando mi chiedono dispiegar meglio cosa significa lacollaborazione c’è poco altro da fareche dirgli di accendere pc, usareinternet e aprire un blog.La rete è pervasiva, difficilmentepuò essere capita senza provarla inprima persona. Ma ci sono delle voltein cui mi viene fatta una obiezioneclassica:“è solo una moda! Solol’altro anno tutti impazzivano permyspace, oggi non si può viveresenza facebook!”. Naturalmente è unavisione miope. Stanno parlando disintomi diversi della stessa malattia.Ho pensato di scrivere per tutti imiei amici social-miopi qualchespunto di riflessione per dimostrareche la social revolution non è unamoda passeggera, ma è un HERE TOSTAY! Fuoco alle polveri!• Ogni settore in cui internet èpresente, sta diventandocollaborativo. C’è web-banking 2.0,c’è book 2.0, government 2.0 (Obama Rules!), c’è porn 2.0,probabilmente c’è anche fart 2.0!! Ilnumero di servizi disponibili copretutto le spettro delle esperienzeumane. L’altro giorno contavo - unaad una - ben, 930 piattaformecollaborative. Arrrgh!!! Un numeroche fa paura!• La tecnologia è ormai matura.Tutti possiamo gestire in libertàcontenuti, fare editing e design senzaper forza di cose essereprogrammatori o specialisti.• I numeri parlano chiaro( look athere):• Siti di Social Networking sono piùdiffuse che siti porno (Fonte: TIME,13 Ottobre 2007)• WIKIPEDIA, vanta oltre4,000,000 articoli• YOUTUBE include 100,000,000VIDEO (alla media di 65,000 nuoviogni giorno)• SECOND LIFE: 1,5 milioni diresidenti virtuali• Il 55% degli internauti hannocaricato foto in Internet• L’ 83% degli internauti hannovisto video online• I blog sono diventati ilconfessionale moderno. Lì fuori cisono 133 milioni di blog indicizzatida technorati. Pensate veramente chequalcuno rinuncerà alla possibilità didire qualunque cosa, quando e comesi vuole??• La filosofia dell’opensource èpenetrata profondamente. Chi navigaè ormai abituato ad avere sempre lascelta tra un servizio a pagamento e ilcorrispettivo gratuito. E i socialnetwork sono per loro natura -grandemente - gratuiti!Vi basta? Noooo???Pensa a questo: Tutto quello che tiserve per sopravvivere nel mondoiper-randomico in cui stai è unosmartphone e un cablaggio in casa.La caffettiera? superata. C’è lasveglia online, c’è il calendarioonline, ci sono gli appunti per glistudenti, ci sono le business cardonline, c’è un servizio in cui inserisciun reminder on line e al momentogiusto ti arriva un sms! Pensa aqualunque servizio usi nellagiornata… E’ online! (a parte forsela toeletta, ma ci stiamo lavorando!!)
Web 2.0 and new rules of engagement (appuntidi viaggio)
By Geom Alfieri (Funkyrev)
Submitted at 2/3/2009 2:25:29 PM
Il vostro affezionato Geometra hapassato dieci anni all’estero, e seripensa a metà anni Novanta, quandolasciò l’Italia per poi tornarci l’annoscorso, non riesce a capacitarsi diquante cose siano cambiate, e diquanto questi cambiamenti abbianomodificato radicalmente il nostromodo di vivere. Sembra stranopensare a come potessimo viverefacilmente in un mondo senza sms,email, low cost airlines, dove percomprare un telefonino bisognavafare un mutuo, dove i CD erano unanovità che stava ancora cercando discalzare i vinili…Il punto è semplice, il mondo ècambiato e sta ancora cambiando aduna velocità spaventosa.Ogni cambiamento radicale muta leregole del gioco, Rules of Engagement (le chiameremo così).Proviamo a partire da alcunicambiamenti che stanno giàavvenendo tutto intorno, cambiamentiche si stanno materializzando piùrapidamente in altre zone del mondoma che, certamente, avranno unimpatto sul nostro modo di agire, siaprofessionalmente (ambito in cuipartirò) che personale.Proviamo a definirle alcune diqueste nuove Rules of EngagementOsservazioni di un viaggiatore Web2.0 :Il mercato si sta spostando. Cambiail modo di interagire col cliente, il suocoinvolgimento diretto sarà semprepiù evidente e marcato per cuioccorre trovare piattaforme percomunicare e confrontarsi (peercollaboration). Non abbiamo più inmano il timone, il nostro talento stanel modo in cui riusciamo acoinvolgere partners, clienti efornitori, sia a livello professionaleche emozionale.Le figure professionali stannocambiando, diventeremo sempre piùliberi professionisti a partita IVA, cimisureremo con progetti, clienti erisorse differenti, i nostri skills, lenostre esperienze, la nostra creativitàdovranno essere trasferibili in settorie ambiti diversi. Non più sempliciprofessionisti ma veri e propri Brand,da promuovere con strumenti adatti.L’uso delle lingue: L’inglese (comeminimo) è necessario, così come laconsapevolezza di modalità, culture emodus operandi diversi dal nostro(cultural management). Questo è unmercato enorme, aperto e trasparente,bisogna sapersi confrontare conchiunque e saper essere flessibili,eclettici e creativi. Per instaurarerelazioni con i nostri clienti dobbiamodialogare, farci capire e saper darevalore aggiunto.Capacità di collaborare: Infine,quello che molti stanno facendo,occorre unire le forze, imparare ecompletarsi uno dagli altri. Lavorareinsieme è fondamentale, anche acosto di abbassare i propri margini.Ognuno ha qualcosa da insegnarci ealtrettanto da imparare, occorresfruttare al massimo strumenti diSocial media come piattaforme perinteragire e confrontarsi, anchedall’altra parte del mondo senecessario.Senza presunzione, mi piacerebbescambiare appunti di viaggio con altripellegrini itineranti con gli occhiaperti. L’idea è di far nascerequalcosa di nuovo, ma per farlooccorre conoscere le nuove regole delgioco. Poi sarà più facile sedersi altavolo ed iniziare una nuova partita.Feel free to add your opinion alsohere(Forum)
Customer OrientedCompany: quellasconosciuta
By Dario Borsotti (Funkyrev)
Submitted at 2/11/2009 4:42:31 AM
Fidatevi quando vi dico che: Lagrande industria italiana è PENALEoriented!In un mondo dove la concorrenza ètrasversale, la ricerca del migliorprezzo non conosce confini e ilconsumatore risulta essere sempre piùinformato.Un postulato fondamentale perun’azienda è porsi come“customeroriented”.Molte aziende web, per loro natura,hanno già metabolizzato questoconcetto:CUSTOMER page 4
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...