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Biografie
tamente monca ed incolore, incapace di cogliere quelle sfumature, quelle pieghe,quei risvolti particolari che solo la memoria di chi è stato partecipe o protagonistaè in grado di fornire.Non si vuole, dunque, tracciare una biografia parallela di Sofrà, bensì tentaredi ricollocare, di reinserire, di rimettere, come merita, quest‘anarchico in un con-testo sociale, politico, culturale e storico di più ampie dimensioni. La sua biogra-fia, in tal modo, diventa una specie di paradigma di quella che è stata la vita ditanti militanti e combattenti calabresi, che hanno cercato di opporsi alla dittatura,che hanno sognato un mondo nuovo, hanno, per un attimo, creduto di poter con-tribuire ad un cambiamento vero, hanno, magari, partecipato con entusiasmo al-l’opera di ricostruzione materiale e di costruzione della democrazia e sono statipoi disillusi dalla politica di sempre.In questo senso i combattenti come Sofrà sono da considerare degli sconfitti,ma non dei vinti. Potranno essere considerati vinti solo se la loro memoria svani-rà e se non sapremo raccontare “un’altra storia”, oltre quella ufficiale di re e regi-ne, di generali e battaglie, di politici e di governi, di ipocrisie e furbizie, spacciate,peraltro, da storici compiacenti, per grandi scelte strategiche o lungimiranti deci-sioni epocali.
1.
Un destino avverso
Luigi Sofrà nacque a Galatro, in provincia di Reggio Calabria, il 15 novembre1907 da Michele e da Manno Rosa. La sua vita è fin dall’inizio segnata da avveni-menti tragici: il terribile terremoto del 1908, l’emigrazione, in quello stesso anno,del padre a Buenos Aires e la morte della madre, nel 1919, a causa dell’infuriaredella devastante “febbre spagnola”. Il bambino cresce senza padre con una ma-dre-bambina – Rosa si sposa a soli quindici anni – tirato su a stenti, ma con unacura ed un amore smisurato. Galatro, minuscolo comune, situato nella parte estre-ma della provincia, è uno dei tanti poverissimi centri di una Calabria contro laquale sembra si accaniscano, con particolare furia, anche le forze della natura
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.La conformazione urbanistica del comune contribuisce ad aggravare la situa-zione ambientale e sociale. Galatro è attraversato da due torrenti che dividono ilpaese in due parti di cui una abitata dalla gente bene e l’altra, arrampicata su uncucuzzolo, tipo un antico presepe, abitata, invece, dalla gente più povera e piùmisera. Le due porzioni erano, all’epoca, mal collegate per cui comunicare eramolto difficoltoso e ciò accentuava una netta divisione di classe. Le condizioni divita della popolazione sono miserrime ed al limite della sussistenza e della so-
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Notizie storiche su Galatro sono reperibili in
…di la furca ‘a lu palu! –Satire politiche e di costume in lingua calabra di Antonino Martino,
a cura di P. Ocello, EDI-CIPS, Roma, 1984; secondoG.B. Marzano
Dizionario etimologico del dialetto calabrese
, Laureana di Borrello, 1928, il nome Galatroviene dal greco ed indica una fenditura della terra scavata dalle acque.
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