impatto emotivo quali l’odio per gli avversari storici dell’Italia, i progetti degli Alleati di spartizione del mondo, la religione, la distruzione del patrimonio artisticoe soprattutto le violenze contro le donne e i bambini.L’angoscia del periodo di guerra è un ambiente fertile per la diffusione di credenzeche in tempi normali non avrebbero credito. Ed in questo clima leggende, credenzesuperstiziose, false notizie hanno una circolazione persino più ampia e duraturarispetto alle notizie ufficiali.In alcuni casi è proprio attorno ai bambini che si diffondono vere e proprieleggende. Il fenomeno delle leggende di guerra è stato descritto da molti autori;ricorderemo qui solo il classico
Riflessioni sulle false notizie di guerra,
riferito al primoconflitto mondiale e scritto da Marc Bloch nel 1921. In Italia sulle voci popolaridella seconda guerra mondiale è particolarmente originale e documentato lavoro diCesare Bermani del 1996.
CRONOLOGIA DI UNA LEGGENDA
Per ricostruire la storia del mito delle penne esplosive alleate è stata compiuta unaricerca archivistica presso alcuni archivi italiani e stranieri e sono state esaminate leraccolte dei principali periodici italiani pubblicati nel periodo bellico.Una prima traccia in un documento ufficiale è riportato in una circolare riservata(n° 280) della Divisione Affari Generali della Direzione Generale ServiziProtezione Antiaerea del Ministero dell’Interno, datata 17 Dicembre 1942, conProt. AG 24-4/16196, indirizzata ai Prefetti del Regno e per conoscenza alComando Generale dell ’U.N.P.A. a Roma, con oggetto proprio “matiteesplosive”. Così riportava testualmente:
Viene segnalato che tra i vari ordigni offensivi che il nemico lascia cadere sul nostro territorio ve ne sono anche taluni aventi forma e peso di una comune matita tascabile di metallo i quali contengonouna piccola carica esplosiva, sufficiente per frantumare l'involucro ed imprimere alle schegge una forza sufficiente per produrre a breve distanza ferite anche di una certa gravità. Pregasi portare.
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