alla cerimonia e i Monaci iniziarono a salmodiare i loro mantra. Mi misi inun angolo,chiusi gli occhi e provai a seguire il suono delle loro voci. Quandole sentii vibrare dentro di me,ebbi l'impressione di galleggiare in una nebbiadensa,palpabile,ovattata,e un senso di profonda pace si impadronì di me.Riaprii gli occhi e rimasi stupito nello scoprirmi non più nel tempio bensì suun declivio coperto d'erba alta. Ancora stordito mi misi a camminare giù peril pendio mentre un'ansia ingiustificata si fece strada in me.Vidi qualcosa affiorare dall'erba,preceduto da un lieve fruscio,poiuna mano mi afferrò per una caviglia."Dove corri,signore? Ce l'hai una rupia,bel signore,per un poverostorpio?".Infilai le mani sudate nelle tasche in cerca di qualchespicciolo,mentre con rapidi sguardi osservavo l'uomo che mi tenevaprigioniero. Aggrappandosi a me,si tirò a sedere su ciò che restava delle suegambe. Sentii salirmi alla gola un conato di vomito che riuscii a reprimere.Aveva il viso devastato dalla lebbra."Ti faccio ribrezzo vero,signore?"Mi abbassai per dargli i soldi e lui,approfittando della mia posizionesbilanciata ,mi tirò con forza a terra e caddi al suo fianco."Non avere fretta,signore,ora che mi hai dato i tuoi soldi voglioanche un pò del tuo tempo!" mi sussurrò in un orecchio.Un intenso lezzo di marcio mi investì e di nuovo lottai per nonvomitare.
"Lasciami,ti prego
." dissi debolmente."Che ci venite a fare qui voi occidentali" incalzò " se non riuscite asopportare nemmeno la nostra vista?".Cercai invano di liberarmi ma quell'uomo sembrava possedere unaforza straordinaria. Spinse il mio viso vicino al suo e i miei occhiincontrarono i suoi: li sentii inspiegabilmente famigliari.
Leave a Comment