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16 febbraio 2005 – 16 febbraio 2009Quarto anniversario dell’entrata in vigore delPROTOCOLLO DI KYOTO
DOSSIER
Dati e numeri sulla ricerca e la coltivazionedegli idrocarburi in Abruzzo.
Permessi di ricerca, concessioni di coltivazione,concessioni di stoccaggio e relative istanze,pozzi e perforazioni su singolo Comune
Pescara 16 febbraio 2009
 
 Italy is an attractive country in which to explore for hydrocarbons. Annual rentals of acreage awarded are only 5 Euro per square kilometre, licenses are awarded for an initial six year period and it can be up to five years before a firmobligation to drill is required. The production royalty is only 7% onshore and 4% offshore but there are no royalties payable on the first annual 20 million cubic feet of gas and 20 million tonnes of oil. There are however regional taxesand ATI may face corporate taxes on profits of up to 35% if it achieves profitability. The Italian hydrocarbon fiscalregime is a lot more stable than that in the UK North Sea. In terms of the area being explored - ATI's 16 licenses areroughly the size of 43 North Sea blocks. This is not an insubstantial enterprise. Derek Musgrove, Managing Director, of Northern Petroleum Plc
 
________________________________________Istanze, permessi e concessioni, l’Abruzzo manifesta sempre più una nuova geografia: la geografiadegli idrocarburi.Un fenomeno che si è accentuato notevolmente negli ultimi anni, non gestito dalle Istituzioniregionali, provinciali e comunali, e soprattutto, totalmente nelle mani e negli interessi dellecompagnie petrolifere nazionali ed internazionali.La vicenda, giunta all’attenzione dell’opinione pubblica e politica grazie, alla mobilitazione dicomitati locali ed associazioni, con la proposta ENI di realizzazione il Centro Oli di Ortona, ponel’accento, oltre che sulla legittima partecipazione delle popolazioni ai processi decisionali, sullavocazione del territorio.La vertenza mette l’Abruzzo d’innanzi ad una scelta cruciale, poiché sarà impossibile far coesisterele ragioni del petrolio con le ragioni di oltre mezzo secolo di economia consolidata fatta diagricoltura e turismo, vere vocazioni di questa regione.Scelte strategiche queste, da tempo condivise, che hanno destinato importanti territori a parchi,puntato sullo sviluppo dell’agricoltura e dei suoi prodotti, valorizzato il turismo costiero e montanoe creato nel mondo il marchio di un Abruzzo a garanzia di genuinità e di rispetto del territorio edelle sue diversità.E’ sulla base di queste premesse che va letta anche la posizione di contrarietà alla realizzazione delCentro Oli espressa dal neo presidente Chiodi nel suo discorso di insediamento.Legambiente e WWF ritengono l’orientamento del Governo regionale una condizione utile adavviare responsabilmente una riflessione sul futuro industriale ed energetico dell’Abruzzo che, difronte alle sfide globali dei mutamenti climatici, non può che essere orientata alla qualità eall’innovazione ambientale.Per fare tutto questo occorre aumentare in primo luogo gli attuali livelli di conoscenza.Occorre che i Comuni acquisiscano le necessarie informazioni sui rispettivi territori, occorre che laRegione svolga appieno il suo ruolo e gestisca la vicenda ad oggi in balia di interessi industriali“legittimi” ma inconciliabili con l’Abruzzo dei parchi, del turismo, della qualità..
Uscire dal petrolio
è l’occasione utile per avviare concretamente un programma di risparmio, diefficienza energetica, di diffusione delle fonti rinnovabili e di innovazione e rafforzamento delsistema produttivo regionale.
Nel giorno del quarto anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto
, Legambientee WWF, intendono contribuire alla discussione con la presentazione del
 Dossier sullo stato dell’arte della ricerca e della coltivazione degli idrocarburi in Abruzzo
.Uno studio dettagliato, scaturito da una serie di approfondimenti derivanti dall’elaborazione dei datiufficiali del settore reperiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico che, intrecciati con i datiIstat territoriali, hanno evidenziato, la geografia degli idrocarburi regionale, per la prima volta suscala dei singoli comuni.
 
Un quadro interessante che vede l’Abruzzo tra le prime regioni italiane con la metà (49,11%)del territorio interessato e con circa i tre quarti dei Comuni (221) coinvolti che racchiudononell’insieme quasi l’80% della popolazione regionale (1.045.488 abitanti).Idrocarburi in Abruzzo, situazione al 31.01.2009Terra Superficie (Kmq)
Istanze di Permesso di Ricerca in Terraferma 1.430,29Istanze di Concessione di Coltivazione in Terraferma 30,12Istanze di Concessione di Stoccaggio in Terraferma 10,18Permessi di Ricerca in Terraferma 3.239,02Concessioni di Coltivazione in Terraferma 491,20Concessioni di Stoccaggio in Terraferma 101,17Totale 5.301,98Superficie regionale 10.795,12% su Superficie regionale 49,11%
Mare Superficie (Kmq)
Istanze di Permesso di Ricerca in Mare 3.260,27Istanze di Concessione di Coltivazione in Mare 203,18Permessi di Ricerca in mare 745,23Permessi di Coltivazione in Mare 1.430,92Totale 5.639,60
Superficie Totale Superficie Idrocarburi %
Provincia Chieti 2.588,35 2.011,25 77,7%Provincia L’Aquila 5.034,46 1.106,30 21,9%Provincia Pescara 1.224,67 869,50 71,0%Provincia Teramo 1.947,64 1.314,93 67,5%Abruzzo 10.795,12 5.301,98 49,1%
Numero Comuni Comuni Interessati %
Provincia Chieti 104 92 88,5%Provincia L’Aquila 108 47 43,5%Provincia Pescara 46 42 91,3%Provincia Teramo 47 40 85,1%Abruzzo 305 221 72,5%
Numero Abitanti Abitanti Interessati %
Provincia Chieti 394.452 365.308 92,6%Provincia L’Aquila 307.643 119.006 38,7%Provincia Pescara 315.825 284.454 90,1%Provincia Teramo 306.067 276.720 90,4%Abruzzo 1.323.987 1.045.488 79,0%
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