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Report Trasparenza Feb2013

Report Trasparenza Feb2013

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08/10/2013

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#SalviamoGliOpenDataIl tuo sindaco ti dicecome spende i tuoi soldi?
 L’Era dellatrasparenza 
Per la prima volta cittadini, amministratori, data journalist,civil hacker e attivisti assieme per un report collaborativo sullatrasparenza delle spese della Pubblica amministrazione italiana.
Analisi con [ Infograche ]
BETA - VERSIONE 0.2 - 06/02/2013
 
Per partecipare alla discussione usa l’hashtag #SalviamoGliOpenDataCome nasce questo report?Il contesto: cos’è la Pa? E cos’è l’articolo 18?
L’analisi dei dati: mappe, graci ed infograche
Dalla parte delle amministrazioni: intervista a Paolo CoppolaLe voci dei partecipantiLa politica sottoscriva il Patto per gli Open Data
L’approfondimento di Ernesto Belisario: il governo non torni
indietro sulla trasparenzaIl nostro dream team
Indice
 
Come nascequesto report?
Vi è mai capitato di pensare: “Ma sta leggechi la rispetta? Ci vorrebbe un elenco di chi è inregola e chi no”. A noi è successo solo quindicigiorni fa, quando abbiamo deciso di dare vitaad una mappatura dal basso delle PubblicheAmministrazioni italiane per vedere chi si èallineato alle disposizioni del Decreto Sviluppodel 2012, che all’articolo 18 impone loro dipubblicare tutti i dati di spesa superiori ai milleeuro, e di iniziare a farlo dal 1 gennaio appenapassato.Abbiamo però pensato che l’impresaera titanica, che da soli avremmo potutometterci una vita. Ma è bastato rivolgerci aduna comunità di cittadini attivi per tirarefuori più di mille report relativi a Comuni,Province, Regioni, Asl, Università, Scuole. Inquanto tempo? Una settimana, precisamentela Settimana della Trasparenza. Tra lesegnalazioni su www.eradellatrasparenza.ite i tweet che si moltiplicavano sull’hashtag#SalviamoGliOpenData ci siamo resi conto chealla scarsissima sensibilità che il nostro sistemapolitico sembra mostrare verso gli Open Dataanche in campagna elettorale corrisponde lafavolosa voglia di un gran numero di cittadini diavere il controllo su come vengono spesi i soldiche escono dalle loro tasche ed entrano nellecasse delle Pa, per poi prendere innumerevoli (etalvolta innumerabili) rivoli di spesa.Ma non ci bastava sapere chi aveva rispettatole leggi e chi no. Volevamo anche un impegnoconcreto da parte di chi tra pochi mesi potrebbeessere deputato, senatore, presidente di Regioneo amministratore di un ente pubblico. Abbiamoquindi proposto a queste persone un “Pattoper la Trasparenza” che ha ricevuto quarantasottoscrizioni, tra le quali spiccano quelle degliaspiranti premier Antonio Ingroia e OscarGiannino, del candidato a governatore dellaLombardia Umberto Ambrosoli, del democraticoPippo Civati, del montiano Pietro Ichino e di duevolti noti agli appassionati di “cose della Rete”,Stefano Quintarelli e Arturo Di Corinto, candidatirispettivamente alla Camera dei Deputati perScelta con Monti e al consiglio regionale delLazio con Sel.E così, ogni report è diventato un segnapostosulla mappa dell’Italia, con tre colori diversi:verde, per chi è in regola; giallo, per chi potrebbecavarsela meglio; rosso, per chi ha ancora tuttoda fare. Uno, due, quattro, sette giorni durantei quali abbiamo visto questa mappa popolarsie dare le prime approssimative indicazioni,quelle fornite dal colpo d’occhio. “Ma c’è uncasino di rosso”. “Si, ma soprattutto al sud, alcentro c’è più giallo”. “Già, e al NordEst va unpochino meglio”. “Guarda, i buchi percorronole dorsali montuose”. “Invece i segnapostosono maggiormente ammassati sulle lineedell’autostrada, soprattutto nei centri piùgrandi”.Finita la settimana, ci siamo ritrovati conun tesoro di dati da analizzare. E lo abbiamo
fatto, preparando i graci e le infograche che
vedrete nelle pagine successive. Un percorsopropedeutico ai passi successivi: il primo, è la
pressione sull’attuale governo afnché non
metta i bastoni tra le ruote alla trasparenza
con iniziative legislative affrettate e glie della
campagna elettorale, sbandierandole peraltrocome “Foia italiano”; il secondo, è la fase 2 del’Era della Trasparenza, quando la piattaformapermetterà ad ogni cittadino di mettereletteralmente le mani sui soldi pubblici perelaborare progetti di spesa alternativi a quellimessi in cantiere dalle Pa. Stay tuned.
Marco Ciaffone
Responsabile editoriale Agorà Digitale 
 “Non ci bastava saperechi aveva rispettato leleggi e chi no”.

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