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PATAGONIA E TERRA DEL FUOCOAppena traversato il Rio Negro, 1500 chilometri a sud di Buenos Aires, in terrad'Argentina , inizia la Patagonia.Magellano vi approda, nel 1520, navigando attraverso lo stretto che in seguitoporterà il suo nome. Al seguito della spedizione c'è Antonio Pigafetta che nel suodiario annota : " Un giorno ci comparve all'improvviso un uomo di staturagigantesca che stava quasi ignudo sull'arena del porto ballando e cantando. Tantoera alto quest'uomo che con la testa gli arrivavamo alla cintura. Il CapitanoGenerale ( Magellano ) Nominò questa gente
Patagoni
. "Ancora oggi si discute se vennero chiamati patagoni per le grandi orme lasciatedai loro mocassini di guanaco, ( Patagon in spagnolo significa grande piede ) o sel'uomo abbia ricordato a Magellano, Patagon, uno strano essere dalle fattezze metàumane e metà animali, eroe del romanzo tardomedievale, "Primaleon".Chi si avventura in Patagonia non può che essere un amante della natura. Questaterra così scarsamente popolata,spazzata continuamente dal forte vento patagonico,possiede una natura selvaggia, mai completamente domata dall'uomo.Nella penisola di Valdes, a Puerto Piramides, in novembre, le balene si spingonofino a qualche centinaio di metri dalla spiaggia. Con piccole imbarcazioni messe adisposizione dalle numerose agenzie turistiche ci si può avvicinare tanto da riuscirequasi a toccarle.Non lontano da quì in una insenatura della baia, giovani leoni marini riposanosulla battigia in attesa dell'arrivo delle femmine per fecondarle.In questa stessa zona troviamo alcune piccole cittadine dai nomi strani : Trelew,Rawson, Gaiman e Puerto Madryn; nomi inconsueti per questi luoghi. Infatti laloro origine non è spagnola bensì gallese. Sbarcarono quì in appena 153 nel 1865.Fuggivano dal Galles dopo il fallimento dei moti d'indipendenza e per il veto posto
 
 
dal parlamento inglese all'insegnamento del Gallese nelle scuole. Cercavano unaterra libera dagli inglesi e scelsero la Patagonia per il suo totale isolamento.A Gaiman le case più vecchie sono di mattoni rossi e le finestre a ghigliottina.Una buone parte d'esse sono state trasformate in Teashop dove puoi fermarti a bereun tè e assaggiare una infinita varietà di dolci fatti in casa ( e scoprire che l'arzillasignora che ti serve ha un nipote che vive a Trieste ).Da Trelew, percorrendo una strada sterrata si raggiunge Punta Tombo, dove,inuna grande riserva naturale vive una colonia di 500.000 pinguini.Le distanze enormi e la rete stradale alquanto scarsa fanno si che l'aereo diventi ilmezzo più veloce per spostarsi. Così da Trelew raggiungiamo dopo tre ore di voloRio Gallegos, una anonima città di case basse, ben ordinate in una geometriaurbana senza fantasia.Noleggiamo un auto per raggiungere El Calafate, minuscola località adagiata sullesponde del lago Argentino, punto di partenza per godersi lo stupendo spettacolodei ghiacciai. Il più importante e anche il più conosciuto è il Perito Moreno ches'alza per ben 60 metri dal livello delle acque e si estende per cinque chilometri. Losi può ammirare in tutta la sua bellezza da una terrazza costruita appositamenteproprio di fronte. E' invece via mare che si raggiunge il ghiacciaio Upsala, menospettacolare del Perito ma certamente il maggiore di tutta la Cordigliera. Si estendeper una trentina di chilometri dirigendosi verso nord est per ricongiungersi con ilghiacciaio Viedma sul'omonimo lago.Ma quì, forse, ciò che calamita maggiormente l'interesse sono due famosissimemontagne . il Fitz Roy (3375 mt) e il Cerro Torre (3128). Anche se le altezze nonsono così elevate , la scalata presenta notevoli difficoltà dovute alle paretipressochè verticali e alle proibitive condizioni climatiche.In aereo sorvoliamo lo stretto di Magellano per dirigerci verso la Terra del Fuoco,3500 chilometri da Buenos Aires.Magellano mise piede per primo anche quì. La chiamò Terra del Fuoco per i
 
 
numerosi fuochi accesi dagli indios che vide lungo la costa. Sembra però che ci siaun'altra versione : Magellano in realtà vide solo fumo e la chiamò Terra del Fumo,ma Carlo V a cui non piacque il nome, osservò che non poteva esserci fumo senzafuoco e decise di chiamarla Terra del Fuoco.Atterriamo ad Ushuaia, la città più a sud del mondo.Sorta nel 1869, quando il reverendo Stirling aveva fatto costruire vicino allecapanne degli indios Yaghan, l'edificio prefabbricato della missione. Per 16 annianglicanesimo e indios avevano convissuto e prosperato. Poi arrivò la MarinaMilitare Argentina e gli indios morirono di morbillo e polmonite. Ora Ushuaiavive più che altro di turismo ed è un porto franco.Alle spalle ha una catena di montagne innevate anche d'estate quando latemperatura raramente supera i venti gradi (d'inverno scende a meno quaranta).Davanti scorre il canale di Beagle, chiamato così dal Capitano Fitz Roy in onoredella sua nave, il Beagle appunto, con la quale solcò per primo quelle acque nel1831.Dal porto salpano i catamarani che per tutto il giorno navigano tra scogli cheospitano colonie di leoni marini, otarie e cormorani imperiali e spiagge dovenidificano i pinguini di Magellano.Oltre c'è soltanto il mare, per quasi mille chilometri, senza toccare terra, finchénon si arriva in quel mondo fatto di ghiaccio che è l'Antartide.IL MUCCHIO SELVAGGIORobert Leroy Parker, meglio conosciuto come Butch Cassidy, (Butch era il nomedel fucile che si era fatto prestare) proveniva da una famiglia mormona di poveriagricoltori. Primo di undici fratelli, Butch sognava di diventare cowboy e passòl'infanzia a leggere i romanzetti dove si raccontavano le avventure di Jessie James.A 18 anni decise che la giustizia non stava necessariamente dalla parte della

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