Sana'a: il fiore delle mille e una notte.
Testo di Alfredo DavoliPartiamo dall'albergo che è l'alba. Sana'a si sta appena risvegliando dopo unanotte molto fredda, e una leggera nebbiolina sospesa sui tetti delle case la rendeancora più affascinante. A bordo di un fuoristrada , percorriamo di corsa lestrade ancora semideserte mentre il sole, uscendo dalle alture circostanti ,riscalda l'aria e, col suo tepore, fa crescere in noi il desiderio di vedere finalmentela tanto sognata capitale dell'antica Arabia Felix.Sana'a, che significa città fortificata, è situata in una conca a 2600 metri,circondata da catene montuose le cui vette superano i 3000.Lo Yemen, chiuso quasi completamente al mondo esterno, ha conservatopressoché intatta la sua cultura e le tradizioni popolari . Gli uomini per le stradegirano armati di tutto punto. Oltre a portare la Jambiya, il caratteristico pugnalericurvo che ogni uomo dai 16 anni in su infila nella cintola come simbolo divirilità, è comune vederli imbracciare moderni Kalashnicov e fasciarsi le spallecon cartucciere in pelle.Secondo la tradizione Yemenita, Sana'a fu fondata da Sem, figlio di Noè e fuuno dei primi insediamenti umani. . Dopo Sem la città fu chiamata Azal, (oggi èil nome di un'acqua minerale) sesto figlio del biblico Jiktan dal quale tuttora letribù dell'Arabia fanno risalire le loro origini. La storia dello Yemen è densa disituazioni cruciali risolte come è d'obbligo da queste parti, sempre con le armi. IMammalucchi prima e in seguito i Turchi conquistarono Sana'a rimanendovi afasi alterne fino al 1912. Negli anni recenti nuove guerre hanno scosso loYemen, dapprima diviso tra Nord e Sud e definitivamente riunificato nel 1994con una guerra civile durata poco più di due mesi.Ci fermiamo davanti l'ingresso del Bab el Yemen, la porta dello Yemen.Un tempo, fino agli anni sessanta, questa porta veniva chiusa dopo il tramonto,
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