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Heidegger

Heidegger

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Nicola Sguera
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02/18/2013

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MARTIN HEIDEGGER 
Essere ed esistenza
Heidegger vuole nella sua opera principale
Sein und Zeit 
(
 Essere e tempo
, 1927)determinare il senso dell’essere (
Sein
). A porsi la domanda
Che cos’è l’essere?
è un ente particolare, l’uomo, che Heidegger definisce per questo
Esserci
(
 Dasein
). Per sapere checos’è l’essere bisogna interrogare l’Esserci.Il modo di essere dell’Esserci, che lo differenzia da tutti gli altri enti, è l’
esistenza
.L’analisi dell’esistenza è l’
analitica esistenziale
.L’esistenza è essenzialmente
possibilità
d’essere: non è una realtà data una volta per sempre ma un insieme di possibilità tra cui l’uomo deve scegliere. Mentre le cose sonociò che sono (
semplici-presenze
), l’uomo
 progetta
di essere.Heidegger distingue la
comprensione esistentiva
(
ontica
), che riguarda l’esistenzaconcreta di ognuno, e la
comprensione esistenziale
(
ontologica
), che riguarda lestrutture fondamentali dell’esistenza (
esistenziali
). Esse però devono procedere insieme.La comprensione esistenziale deve utilizzare un
metodo fenomenologico
, che descrivain maniera obbiettiva le strutture essenziali dell’esistenza. Per questo Heidegger inizia adesaminare l’uomo nella sua quotidianità.
L’essere-nel-mondo e l’esistenza inautentica
L’uomo è un
essere-nel-mondo
: egli
 si prende cura
delle cose (le manipola, lecostruisce, ecc.). L’uomo, superando (
trascendendo
) la realcome si presenta, la progetta secondo significati che lui conferisce: il mondo appare allora come un insieme di
strumenti
utilizzabili dall’uomo.L’uomo è anche un
essere fra gli altri
: non esiste un io isolato senza gli altri. L’uomo
ha cura
degli altri.L’uomo può approdare ad una
comprensione esistenziale autentica
o
inautentica
. Inquesto secondo caso egli approderà ad un’
esistenza anonima
(o
inautentica
), dominatadal
Si
(
 si dice
,
 si fa
). L’uomo è nell’esistenza anonima ciò che sono tutti (e dunque ènessuno):
tale esistenza riduce il linguaggio a
chiacchiera
;
è dominata dalla
curiosità
pretesa verso il nuovo a tutti i costi;
scade nell’
equivoco
(non sa neppure a che riferisce il “si dice”).Alla base dell’esistenza anonima c’è la
deiezione
: la caduta dell’essere dell’uomo allivello delle cose del mondo. L’uomo diventa un fatto. La
fattualità
(l’esser fattodell’Esserci) è il suo
essere gettato nel mondo
in mezzo agli alti enti. Emotivamentel’uomo si sente abbandonato ad essere ciò che è.
 
 Martin Heidegger 
La Cura, alla fine della ricerca di Heidegger, si caratterizza come la strutturafondamentale dell’esistenza.
L’esistenza autentica
a) La morte
La fine dell’Esserci è la
morte
. Essa è la possibilità più
 propria, incondizionata, certa
ed
insuperabile
dell’Esserci. Soltanto nel riconoscere la possibilità della morte, con una
scelta anticipatrice
, l’uomo ritrova il suo essere autentico e si comprende. Lacomprensione di noi stessi alla luce della morte è accompagnata dalla situazione emotivadell’
angoscia
(che Heidegger distingue dalla
paura
, che ha sempre un oggettodeterminato). L’angoscia pone l’uomo davanti al nulla e rivela all’uomo che il significatoautentico della sua esistenza è legato al nulla.L’esistenza anonima, al contrario, fugge di fronte alla morte: la morte (degli altri) vienevista quasi come un disturbo sociale, qualcosa di disdicevole. La decisione anticipatrice progetta
l’esistenza autentica come un essere-per-la-morte
. Alla luce di questaanticipazione della propria morte, tutte le altre possibilità di esistenza, votate alla fine e alnulla, si rivelano per la prima volta nella loro autentica natura di pura possibilità: lospontaneo e non riflesso coinvolgimento nel mondo viene sospeso, assieme alladispersione nella chiacchiera e nella curiosità dell’esistenza inautentica. Nell’anticipazione della morte, l’Esserci è strappato all’anonima identificazione nel “si”e ricondotto a se stesso, alla propria responsabilità: autenticamente libero per le proprie possibilità, deve sceglierle e decidersi “in proprio”. L’uomo diventa così consapevole cheil vero senso dell’esistenza è “star fuori” (
ex-sistere
), trascendere in direzione della possibilità, ogni realtà già data.
 La “voce della coscienza”
Ciò che richiama l’uomo alla sua esistenza autentica è la “
voce della coscienza”
.L’Esserci è un fondamento che non ha fondamento e in quanto progetto (che sceglietra varie possibilità e quindi non ne sceglie altre) è fondato sul nulla. La Cura, strutturafondamentale dell’esistenza, è permeata, dunque dalla nullità.
L’essere dell’Esserci èallora una nullità
. L’Esserci è, come tale,
colpevole
(non in senso morale). La “vocedella coscienza” fa risuonare il richiamo a questo nulla, maturando una “
decisione
”.Decidersi per il nulla equivale ad attuare l’anticipazione della morte.L’esistenza autentica è, allora, quella che comprende e realizza a livello emotivo(tramite l’angoscia) la radicale nullità dell’esistenza.E’ bene chiarire che l’Heidegger successivo alla “svolta” ha cercato di superare talenegatività.
2
 
 Martin Heidegger 
Il tempo e la storia
A partire dal pensiero greco l’essere è stato concepito come
essere-presente
(a partire,dunque, dal tempo presente). In questo modo è stato oscurato il nesso che c’è tra le tredimensioni temporali (passato, presente, futuro). Dato che l’esistenza è possibilie progettazione, tra le determinazioni del tempo quella fondamentale è il
futuro
.Heidegger chiama i tre momenti del tempo
estasi
(nel senso etimologico di “starefuori”): il futuro è un
 protendere
, il presente è uno
 stare presso le cose
, il passato è
ritornare ad una situazione di fatto
.Anche il tempo può essere autentico o inautentico:
nell’esistenza autentica il
 futuro
è un vivere per la morte che non permette all’uomodi venir travolto nelle possibilità mondane;
il
 passato
autentico è un affidasi alle possibilità che la tradizione ci offre;
il
 presente
autentico è l’istante in cui l’uomo decide il suo destino.
Il secondo Heidegger
 Nel 1930 Heidegger colloca
la svolta
” del suo pensiero. Gli storici della filosofiadunque parlano di un “secondo” Heidegger, molto lontano dalle tematiche esistenziali di
 Essere e tempo
. Fondamenti della ricerca sono da ora in poi:1) l’uomo non può porsi come centro del reale;2) la verità è disvelamento;3) esistono alcuni modi in cui l’essere di disvela che bisogna individuare. Nella celebre
 Lettera sull’umanismo
Heidegger polemizzò con Sartre, che lo ritenevamaestro dell’esistenzialismo.Dopo
 Essere e tempo
Heidegger si è dedicato alla
critica metodica del pensierooccidentale
, accusato di aver stravolto il pensiero dell’essere, riducendolo a ente o afondamento degli enti, concependolo come semplice “presenza”. Primo responsabile diciò è stato Platone che ha occultato il pensiero greco originario che pensava l’esserecome essere e la
verità
come suo
disvelamento
(
àleteia
: non velamento). La
metafisica
(cioè tutta la filosofia occidentale da Platone a Nietzsche) ha indagato l’essere a partiredagli enti. Essa dimentica l’essere e dimentica anche di averlo dimenticato (
obliodell’essere
). In questo senso essa coincide col
nichilismo
. La veriviene fattacoincidere con l’oggettivitàIl pensiero metafisico occidentale è condannato, perché vuole pensare l’essere a partiredall’ente. L’
umanesimo
è stata la risposta moderna all’“oblio” dell’essere. In questadimensione l’uomo è ridotto a “ente”, al pari delle altre cose. Heidegger dunque polemizza con il naturalismo e il materialismo che tendono a pensare l’uomo solo comeorganismo.L’essere dunque non può venir trovato attraverso l’ente, dato che esiste una differenzaontologica tra l’uno e l’altro. Il disvelamento dell’essere può essere solo il prodotto di
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