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Biosicurezza Cibo e Piante_07 02 2013

Biosicurezza Cibo e Piante_07 02 2013

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Biosicurezza cibo e piante, PLANTFOODSEC (rete di eccellenza nel campo della ricerca che mira a sviluppare conoscenze e strumenti di valutazione per rispondere all’introduzione e alla diffusione di agenti patogeni delle piante), 7 febbraio 2013. Report di Francesco Zeni per www.alpeuregio.org.
Biosicurezza cibo e piante, PLANTFOODSEC (rete di eccellenza nel campo della ricerca che mira a sviluppare conoscenze e strumenti di valutazione per rispondere all’introduzione e alla diffusione di agenti patogeni delle piante), 7 febbraio 2013. Report di Francesco Zeni per www.alpeuregio.org.

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Published by: Quotidiano LaValsugana on Feb 12, 2013
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08/28/2013

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Roundtable on Plant and Food BiosecurityTavola rotonda sulla biosicurezza di piante e cibo
Il 7 febbraio 2013, si è tenuta a Bruxelles una tavola rotonda per diffondere il messaggio dell'importanzadella ricerca trasversale multidisciplinare nel settore della biosicurezza alimentare e delle specie vegetali alivello europeo. L'organizzatore dell'evento è PLANTFOODSEC, una rete di eccellenze nel campo dellaricerca finanziata nell'ambito del 7° Programma Quadro della Commissione europea.Come conoscenze di background possono essere riportate le seguenti informazioni: il termine “biosicurezza”si riferisce alla protezione da danni causati – intenzionalmente o non intenzionalmente - da agenti biologici.L’ambito della biosicurezza comprende la sicurezza alimentare, la zoonosi, l'introduzione di malattie animalie vegetali e parassiti, l'introduzione e il rilascio di organismi viventi modificati (LMOs – 
living modified organisms 
) e dei loro prodotti (OGM), e l'introduzione e la gestione di specie esotiche e invasive, e i rischiambientali associati a questi fenomeni. Invece, con il termine “bioterrorismo” o “agroterrorismo” si intende ladeliberata introduzione di malattie animali o vegetali o parassiti con l’intento di generare paura, creareperdite di carattere economico e/o minare l’equilibrio ambientale, economico, sociale e politico, vitale per lasopravvivenza di ogni nazione. La distruzione di sistemi agricoli potrebbe avere conseguenze economichediffuse e drammatiche nei settori alimentare, dei mangimi e delle fibre. I soggetti interessati potrebberoincludere agricoltori, fornitori (sementi, mangimi, etc.), processori di prodotti, spedizionieri, commercianti,rivenditori di generi alimentari e operatori del settore della ristorazione; inoltre, potrebbero essere affettiindirettamente anche i settori dell'industria agrochimica, del turismo e dei trasporti. John Mumford,dell'Imperial College di Londra, si è detto convinto, durante il suo intervento, che una più attenta gestione delrischio, che parta dalla predisposizione di un’accurata metodologia di analisi e prevenzione del rischiostesso, possa aiutare ad intervenire a monte per evitare di incorrere negli alti costi economicidell’introduzione deliberata o accidentale di patogeni nella catena agroalimentare. Fra i costi che occorronopiù frequentemente sono stati citati: il valore della perdita di produzione, il costo della distruzione di prodotticontaminati o potenzialmente contaminati, il costo di contenimento della malattia e di gestionedell’emergenza, nonché le entrate perse nei settori della filiera e in quelli collegati.L’Italia, con Agroinnova dell’Università di Torino, guida una
task-force 
di centri d’eccellenza e espertiinternazionali, in un progetto quinquennale co-finanziato dalla Commissione europea per un valore di circa 6milioni di euro. Ben 13 partner e 8 gruppi di lavoro in altrettanti paesi: Inghilterra, Germania, Francia,Ungheria, Turchia, Israele e Stati Uniti d’America.
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Il riconoscimento della
leadership 
ad Agroinnova èl’orgoglio di Maria Lodovica Gullino, direttore di Agroinnova, che ha evidenziato l’eccellenza nella ricerca chel’Italia vanta in questo campo. I risultati del progetto permetteranno di rispondere in modo tempestivo aeventuali minacce al sistema agricolo e all’intera catena alimentare, quindi all’uomo, com’è accaduto nel
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Gli 8 gruppi di lavoro: (1) Plant disease epidemiology applied to crop biosecurity; (2) Food biosecurity; (3) Analysis of risks posed bythe intentional introduction of new pests and disease agents; (4) Diagnostic and detection systems; (5) Response systems foreradication and containment; (6) Training on plant and food biosecurity; (7) Dissemination, awareness and communication on plant andfood biosecurity); (8) Management and monitoring.

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