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Stati di coscienza e livelli di vigilanza
La
coscienza
è la
consapevolezza
degli stimoli interni ed esterni da parte delsoggetto. Rappresenta l’incontro tra stimoli esterni e ragionamento.La
vigilanza
è la capacità di rispondere agli stimoli interni ed esterni. E’ lostato in cui può entrare in gioco l’attenzione (una sorta di attenzione inpotenza).E’ necessario un certo livello di vigilanza per avere il livello di coscienzacorrispondente
Gli stati di coscienza sono:
sonno, veglia, coscienza di sé, coscienzaobiettiva (ma questi ultimi due stati non vengono normalmente raggiunti altroche per brevi momenti di “illuminazione”).
I livelli di vigilanza sono:
sonno, veglia.
Veglia
: stato dell’organismo caratterizzato da una normale reattività aglistimoli ambientali (legata all’attenzione oltre che ai riflessi).
Sonno:
stato dell’organismo caratterizzato da una ridotta reattività agli stimoliambientali (sospensione delle attività relazionali -> sospensionedell’attenzione, che, tuttavia è pronta a risvegliarsi in caso si presentinostimoli rilevanti).Lo stato privo sia di coscienza che di vigilanza è rappresentato dal coma.
Coma
:
stato dell’organismo caratterizzato dall’assenza totale di reattività aglistimoli ambientali (l’individuo non fornisce neppure risposte riflesse -> assenzadi attenzione).
Aspetti intensivi dell’attenzione: concentrazione nel tempo econcentrazione sul compito.Concentrazione:
la concentrazione è uno stato intensivo dell’attenzione.Quando l’individuo si concentra l’attenzione viene riservata ad un solo compito,massimizzando la recezione/analisi di un certo tipo di stimoli ed ignorandoquanto più possibile gli altri (distruttori). (+ qualità – quantità)Mediante la
 
concentrazione, le percezioni aumentano in intensità, le immaginiacquistano maggiore chiarezza, le reazioni si fanno più rapide ed esatte (avolte addirittura sono anticipate, come ad es. nella gara dei 100 m., quando siparte prima del via).Una concentrazione eccessiva (prolungata nel tempo, specie quella sottrattaalle ore di sonno) può provocare lesioni al cervello e portare a effetti opposti. Inogni caso un'attenzione continuamente tesa è impossibile nell'uomo: in alcunisoggetti è massima durante il mattino, in altri durante la notte (nella quieteassoluta).es. Il tic-tac di un orologio, posto vicino all'udito, viene percepito ora più forteora più debole, proprio perché la tensione mentale varia.
 
Concentrazione attiva e passiva
Quella
attiva o volontaria
è determinata dagli interessi (scientifici, culturali,morali, estetici, ecc.), che determinano la scelta delle immagini e l'attuazionedel processo attentivo. Questa attenzione implica un maggior consumo dienergia e anticipa l'insorgere della stanchezza.Quella
passiva o involontaria
è dettata da impulsi che si riallaccianodirettamente agli istinti di conservazione, riproduzione, socializzazione, ecc.,nel senso che non siamo noi a scegliere gli oggetti, ma sono gli oggetti ches'impongono di forza alla nostra attenzione (ad es. il fantasticare prima delsonno, il leader di un gruppo al quale apparteniamo ecc.). Questa attenzione èpoco dispendiosa, può anche prolungarsi nel tempo senza dare l'impressionedella fatica.L'attenzione volontaria è posteriore a quella spontanea, dal punto di vistagenetico, ma rappresenta una tappa superiore di evoluzione. L'attenzioneattiva quando è molto intensa e prolungata può determinare un interessebiologico, che a sua volta è fonte dell'attenzione passiva (ad es. un accanitolettore di libri può essere indotto a leggere cose che non gli servono a niente senon compie uno sforzo di volontà orientando la propria attenzione altrove).
Concentrazione nel tempo ->
la concentrazione non può essere protrattapiù di tanto. Dopo un certo tempo l’attenzione tende a riallargare il proprioraggio d’azione (registra più stimoli, ma non di un tipo in particolare. +quantità – qualità).
Concentrazione sul compito ->
PER CONCENTRAZIONE SUL COMPITO SIINTENDE LA POSSIBILITà DA PARTE DEL SOGGETTO DI PRESTARE RISORSECOGNITIVE ALL’ATTIVITA’ CHE STA SVOLGENDO
.
È più facile mantenere laconcentrazione su un compito che verso il quale ci si senta fortemente motivati(=> v. motivazione). Tuttavia dopo un certo tempo si tende ad avere lanecessità di passare ad un compito diverso.
Condizioni dell'attenzioneQuali sono i fattori psico-fisici che regolano e facilitano l'attenzione?
1. stato di freschezza/riposo, che permette una maggiore disponibilità dienergia (ad es. nell'ultima ora di lezione il rendimento di uno studente è piùscarso);2. isolamento dell'oggetto dagli stimoli perturbatori dell'ambiente (ad es.studiare con la radio accesa non favorisce la concentrazione);3. cambiamento dello stimolo, per impedire l'assuefazione e preservarel'interesse (ad es. esaminando un oggetto/fenomeno/problema sotto varieangolazioni);4. intensità dello stimolo, che può indurre, dall'esterno, un soggetto ainteressarsi di un dato argomento, anche se, senza partecipazione attiva delsoggetto, nessuno stimolo ha effetti duraturi;5. novità dell'oggetto: cosa che desta sempre più facilmente l'attenzione,soddisfacendo la curiosità naturale del soggetto. Ma se la novità non viene
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