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MOTIVAZIONE:
Il comportamento dell'essere umano, al pari di quello di ogni essere vivente, èmotivato (cioè, “spiegato”) da una serie di cause ed è orientato allarealizzazione di determinati scopi, nonché alla soddisfazione di specificibisogni mediante singole azioni o una serie di attività fra loro coordinate.“Motivazione” viene dal latino
motus
è ciò che ci spinge all’azione.
La motivazione è quel processo che porta ad attivare condotte atte alconseguimento di determinate mete. E’ cià che fornisce energia alcomportamento e gli impone una direzione.
Da tale processo dipende l'
avvio
, la
direzione
, l'
intensità
, la
durata
e
lacessazione
di una condotta da parte del soggetto.
I LIVELLI DELLA MOTIVAZIONE
La motivazione non costituisce un costrutto psicologico semplice. Essoprevede, infatti, la presenza di livelli di complessità molto diversi fra loro,ordinato in modo gerarchico: da
risposte automatiche semplici e da spinteelementari
si giunge sino a
condotte molto articolate ed elaborate
.
Riflessi
I riflessi rappresentano il sistema più semplice di risposta da partedell'organismo come reazione a stimoli esterni o interni.I riflessi sono risposte INNATE, AUTOMATICHE e INVOLONTARIE, determinate eregolate da meccanismi neurofisiologici su base genetica.-
funzione di 
 
difesa
(bisogno di protezione) nei riguardi di stimoli nocivi
(es. ilchiudere gli occhi all'avvicinarsi fulmineo e improvviso di un corpo estraneo)
-
funzione di regolazione
(omeostasi) per riportare l'organismo al suoequilibrio.
Si tratta dell’insieme dei processi per conservare nel tempo uno stato di equilibriointerno, o per ripristinarlo in caso di squilibrio momentaneo: per esempio, l'attività delleghiandole sudoripare serve a mantenere costante in maniera automatica e involontaria latemperatura del corpo.
Istinti
Gli istinti costituiscono sequenze congenite, fisse e stereotipate dicomportamenti specie-specifici (cioè caratteristici di una specie) su basegenetica in relazione a determinate sollecitazioni ambientali.Gli istinti sono sequenze congenite INNATE IMMUTABILI e COMUNI A TUTTA UNASPECIE.Gli istinti innescano risposte molto semplici che difficilmente possono spiegareil comportamento umano ad eccezione dei riflessi e talune espressioni facciali.Nello studio delle motivazioni il concetto di istinto fu criticato in quantodeterministico e incapace di rendere ragione della varietà e della flessibilità
 
motivazionale dell'essere umano. Le inclinazioni dell'individuo sono soggettealle pressioni e alle influenze dell'ambiente, nonché al suo costanteapprendimento.Verso la metà del Novecento furono elaborati in psicologia i concetti di bisognoe di pulsione.
Bisogno
Il bisogno consiste nella percezione di una condizione fisiologica di carenza e dinecessità (fame, sete, sesso ecc.), un disequilibrio dell’energia interna cherichiede il ripristino dell’omeostasi.
Le pulsioni
Pulsione: dimensione psicologica del bisogno, esprime uno stato di disagio e ditensione interna che l'individuo tende a eliminare o, quanto meno, a ridurrecon appropriate condotte.Sono stati di interni di tensione che tende ad aumentare finché non trova sfogo(piacere). Tuttavia esistono motivazioni sociali (secondarie) che portano a reprimentecerte pulsioni in certi momenti e luoghi.E’ possibile avere un bisogno senza avere la corrispondente pulsione (peresempio, se si è esposti al diossido di carbonio, il bisogno di ossigeno nongenera una corrispettiva pulsione). Parimenti, si può avvertire una pulsionesenza avere il bisogno corrispondente (per esempio, le persone obeseriferiscono di avere voglia di cibo anche senza avere fame).Le pulsioni sono fattori interni all'organismo e vanno distinte dagli incentivi.Le pulsioni sono INNATE, ma VARIABILI, sia tra individui della stessa specie cheall’interno dell’individuo stesso.
Incentivi/rinforzi
Rappresentano gli oggetti e gli eventi esterni (ambientali) associati con lasensazione di soddisfacimento dei bisogni.Il cibo, le bevande, un partner sessuale, ecc. costituiscono precisi incentivi peraltrettante pulsioni. Gli incentivi sono stati declinati come rinforzi, poichépossiedono la proprietà della ricompensa (cioè, sono in grado di soddisfare undeterminato bisogno).Si è ulteriormente proceduto alla distinzione fra rinforzi primari e rinforzisecondari. I primi sono indipendenti dall'apprendimento e si fondanoprevalentemente su processi fisiologici (per esempio, il sapore dolce di un cibocostituisce un incentivo immediato per riattivare la ripetizione della suaesperienza). Per contro, i secondi sono appresi e si basano sull'appartenenza auna determinata cultura (per esempio, il denaro, il successo, l'affermazione disé sono importanti incentivi culturali nel mondo occidentale).Istinti, riflessi, bisogni pulsioni e incentivi sono CAUSA di determinati
 
comportamenti.
Scopi
Rappresentano le mete ultime del comportamento umano. Obiettivi a lungotermine in nome dei quali si è disposti a frustrare altre motivazioni. Conduconoalla creazione di veri e proprio stili di vita.Sono motivazioni forti, ma dotate di una doppia faccia: in positivo motivanoall’azione, in negativo allo stato (non-azione).
CATALOGAZIONE DELLE MOTIVAZIONI
PRIMARIE/ INTERNE/BIOLOGICHE/VISCEROGENE: innate e istintive-> legate a bisogni fisiologici.SECONDARIE/ESTERNE/PSICOGENE/PSICOLOGICHE: mediatecognitivamente-> legate a bisogni socialmente indotti (obiettivi, aspettative,autodeterminazione, desiderio di sentirsi competenti…).L’esercizio di alcune attività volte al soddisfacimento di motivazioni primariepossono derivare nuove motivazioni secondarie, che con il tempo assumonouna propria autonomia e che diventano particolarmente rilevanti per alcuniindividuiINTRINSECHE/AUTONOME
 
motivazione ad affrontare un compitoper sé stesso e non per finalità esterne. Es. pesco per il piacere dipescare.ESTRINSECHE/CONTROLLATE: quando il comportamento è messoin atto per ottenere qualcosa che va al di là dell’attività in quanto tale. Es. ipremi, gli elogi, gli incentivi, l’approvazione sociale o ilraggiungimento di uno status.
TEORIE DELLA MOTIVAZIONE: PERCHE’ AGIAMO?
NOTA: per quanto la si sia cercata non è stato possibile individuare unamotivazione generale all’agire umano.
Teoria comportamentista
dell’apprendimento per S-R.
 Agiamo in risposta a stimoli (bisogni, pulsioni). Raggiungere l’obiettivofunziona da rinforzo. Non raggiungerlo è fonte di spiacevolezza(deterrente).
Questa teoria non spiega come sia possibile che decidiamodeliberatamente di non soddisfare un certo bisogno privilegiandone unaltro. Es. ho fame ma non mangio perché sono a dieta (bisogno dipiacersi e piacere).
Teoria cognitiva
della percezione (teoria della Gestalt).
 Agiamo secondo la percezione/autovalutazione di noi stessi nel passato
Rispettoal soggetto
Rispetto alcomportamento
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